Gara Servizio Idrico. Un bando che fa acqua da tutte le parti

Ci sarà pure un motivo se a partecipare a un appalto così importante (un miliardo 264 milioni di euro) è rimasto un solo concorrente in associazione temporanea d’impresa, l’Acea di Termoli (!) e la Cogen di Catania. E una buona parte di questi motivi si possono certo individuare proprio nei ricorsi che le altre società che hanno provato a partecipare hanno presentato al Tribunale amministrativo di Catania, ricorsi tutti rigettati perché evidentemente, secondo i giudici, i motivi non erano fondati.

Eppure… eppure a leggere atti e documenti ci si stupisce persino della stessa resistenza delle due società in campo la cui proposta dovrebbe essere esaminata e valutata da una Commissione che, a quanto pare, è in tutt’altro affaccendata come evidenzia il collega del Quotidiano di Sicilia

https://qds.it/siracusa-la-seduta-di-gara-per-il-servizio-idrico-procede-a-singhiozzo-e-polemica/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR2P3XA7XQ2M1MVopo5G3_KIJFk1q5P8oGWd_A3onhQmOaFs9JZMf24a_00_aem_AfftCVK9h5bfXBwxGF1yCe85WIRmiZeR1lHoov9tx8T9XOab0qlEkrkwvnPEtlEQlNG7guQa3-vHHvgN-VvnCbxX

Ma cosa si dovrebbe andare a verificare se neanche chi ha preparato il bando è stato in grado di rispondere a molti dei quesiti posti nella fase preliminare della gara? Un bando che sembrerebbe fare acqua da tutti i punti di vista.

La formula di rito con cui si risponde è: “Questa ATI Siracusa non è in possesso degli ulteriori elementi di specificazione richiesti con il quesito proposto. Ulteriori elementi, se del caso, potranno essere richiesti ed acquisiti in sede di sopralluogo presso le locali gestioni del S.I.I..  In caso positivo di acquisizione di elementi documentali questi saranno ovviamente messi a disposizione sul portale dedicato a beneficio di tutti i potenziali concorrenti”.

Una gara al buio!

Dai Comuni, per lo più, non sono arrivate le informazioni necessarie a fare chiarezza. Dati incompleti per le reti fognarie. Manca in alcuni casi il dettaglio dei km di rete nera (dove ci sono, perché spesso acque bianche e nere vanno via tutte insieme, come d’altra parte accade per gran parte a Siracusa) così come dei km di fogne miste e fognatura bianca; nulla sulla loro lunghezza complessiva.

Grande confusione regna per i depuratori. Gli impianti di sollevamento fognario ci sono, dove sono, quanti sono? Nel Piano D’Ambito si parla in totale di 26 impianti di sollevamento fognario ma tale numero non corrisponderebbe al numero di quelli indicati nell’analisi di dettaglio per ciascun comune (ad esempio per la sola Siracusa si parla di parla di 26 + 32 = 58 impianti di sollevamento fognario) e altrove si elencano 32 impianti di sollevamento fognario ma poi si parla di 33 centrali. Almeno a Siracusa sembrerebbe chiarito: “Il numero corretto è 26 + 32” è la risposta un po’ sibillina.

Ma quanti sono i sollevamenti fognari per ogni Comune? Tutto quello che si sa si trova nel Piano d’Ambito, è la risposta pilatesca che elude la domanda. E quali di questi sono telecontrollati? E chi lo sa!

L’Ati non sa rispondere in merito alle autorizzazioni allo scarico dei relativi impianti di depurazione, agli esiti analitici dei piani di monitoraggio periodici svolti dai gestori in ingresso e uscita dagli impianti di depurazione, alla quantità e qualità di fanghi prodotti da ciascun impianto di depurazione e destinata a smaltimento finale in discarica, all’esistenza di una qualche documentazione relativa a studi preliminari e/o progetti di adeguamento/revamping/potenziamento degli impianti di depurazione esistenti, e/o di realizzazione di nuovi impianti di depurazione, alla percentuale di popolazione/quantitativo di abitanti equivalenti non collettata a un congruo impianto di depurazione per singolo comune; e ancora a tanto, tanto altro.

È possibile forse sapere qualcosa sulla manutenzione che si sta facendo, e sui relativi importi dei sistemi idrici, nei comuni oggetto di gara? No, fa presente l’Ati, e aggiunge serafica: “Si osserva che, in disparte della statistica di interventi effettuati dalle gestioni comunali e che risentono verosimilmente dalle limitate risorse disponibili, maggiori elementi di valutazione, per un adeguato piano da proporre a cura del Concorrente potrà trovare ottimi spunti di riflessione all’interno del Piano d’Ambito anche con particolare riferimento alle criticità ivi descritte”. E altrove chiarisce come se fosse un’ovvietà: e perbacco, “Lo scopo della presente procedura è proprio quello di dare organicità a ordine alle gestioni comunali non sempre compiutamente accurate ed efficienti” (!).

Ma visto che occorre presentare la documentazione necessaria per la risoluzione delle criticità ambientali sia per acquedotti e fognatura che per la depurazione, sono allora a disposizione i dati cartografici (in formato digitale) e i dati tecnico gestionali? Di questo infatti ci sarebbe bisogno: per l’acquedotto la cartografia della rete e degli impianti di pressurizzazione e rilancio, georeferenziazione/ubicazione e documenti concessori dei pozzi e delle sorgenti; per la fognatura la cartografia della rete e degli impianti di sollevamento reflui, autorizzazione allo scarico; per la depurazione la cartografia degli impianti di depurazione, autorizzazione allo scarico, georeferenziazione/ubicazione dello scarico. E via con l’elenco di tutto ciò che i concorrenti alla gara non potrebbero specificare “in assenza di tali informazioni”.

La risposta dell’Ati merita la riproduzione fedele, senza alcun commento: “Si prende atto delle esigenze manifestate dall’Operatore e si assicura ogni supporto per l’accesso ai luoghi oggetto di servizio e per l’acquisizione della documentazione materialmente disponibile, nei limiti della consistenza ed accuratezza che le singole gestioni locali potranno mettere a disposizione. La ricerca sul mercato nazionale ed europeo di Gestori di SII, già imprenditorialmente organizzati nonché tecnicamente capaci di gestire servizi, che posseggono forti conoscenze ingegneristiche e gestionali è stato l’obiettivo di ATI Siracusa per migliorare sensibilmente il livello dei servizi al cittadino nel territorio di interesse. Ci si aspetta che ciascun operatore possa fornire, alle condizioni date, il meglio delle proprie abilità e capacità per le finalità dell’appalto. Si conferma ogni assistenza per agevolare le necessità manifestate in sede di sopralluogo; detto sopralluogo peraltro è fortemente raccomandato nei documenti di gara”.

Ma la rassegna non finisce qui. “Ai fini dell’offerta relativa alla riduzione dei consumi energetici, la conoscenza circa le stime di consumi previste nel Piano d’Ambito è essenziale” si osserva. “Tenuto conto dell’elevata incidenza dei costi aggiornabili (superiore al 40% del totale dei costi Opex) e della criticità ai fini della gestione dei costi relativi all’energia elettrica e alla morosità, si richiede di fornire il dettaglio per ciascun anno dell’affidamento dei costi dell’energia elettrica, con indicazione anche dei consumi stimati per ciascun anno, dei costi per mutui degli enti locali e di morosità”.

Che pretese, sembra voler rispondere l’Ati. Si è capito o no che “Questa ATI Siracusa non ha ulteriori elementi di specificazione sul quesito proposto”?

E ancora il vuoto sulla qualità dell’acqua, sulla continuità del servizio idrico attualmente svolto, sul metodo di calcolo del bilancio idrico. In altri casi invece risposte ‘sospese’: “Al momento sospesa, si provvederà in seguito a fornire i chiarimenti richiesti”.

Buio pesto sui dati consuntivi di performance per ciascuno degli indicatori relativi alla qualità del servizio, su un eventuale elenco delle strutture territoriali (mappatura sportelli/fascia oraria di servizio), su informazioni relative alle infrastrutture e dotazione informatiche in uso.

Risposte generiche, insoddisfacenti, inutili sullo Ias, sull’opera di captazione/adduzione idrica denominata Collettore Quota 100 da Lago Lentini, sul progetto Fattibilità Tecnico Economica Riuso Bacino ENEL Solarino e su quello di captazione fiume Anapo; interventi che però hanno la loro bella collocazione nella Relazione Tecnica Illustrativa del Piano D’Ambito e che prima o poi andranno fatti.

Bene. Noi restiamo qui. A vedere come si risolverà questo incredibile guazzabuglio su uno dei nostri diritti fondamentali sui quali dovrebbe essere impedito speculare.

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