Un incontro di grande interesse quello organizzato stamattina, nella sede della UILTEC-UIL in viale Santa Panagia, dal Comitato di Siracusa per la Legge 194 e Consultori familiari allo scopo di illustrare e discutere delle gravi carenze nei servizi sanitari previsti dalla Legge 194, della quale il comitato (costituito nel dicembre del 2022 da varie rappresentanze di associazioni politiche, sindacali, di volontariato, operatori del sociale, specialisti del settore e cittadini) vorrebbe vedere la piena operatività sia per quanto attiene la reale possibilità per una donna di interrompere una gravidanza sia per la funzionalità dei consultori familiari, “consultori che sono un presidio fondamentali per la salute pubblica, un modello che guarda la persona nella sua interezza, psichica e fisica, e che purtroppo oggi si tende a smantellare, a rendere inefficace. Per noi la difesa dei Consultori è la difesa della sanità pubblica; nati con lo spirito di prevenzione e cura hanno svolto un ruolo fondamentale per l’emancipazione femminile” ha subito chiarito la portavoce Antonella Fucile.
“La 194 si pratica solo all’Ospedale Umberto I e con solo due medici non obiettori, mentre l’utilizzo della pillola RU486 viene praticato solo nei casi meritevoli di trattamento per le pazienti con particolari condizioni cliniche – ha evidenziato Fucile -. I problemi dei Consultori vengono da lontano e riguardano sia l’insufficienza delle strutture nei territori sia la carenza del personale e, conseguentemente, dei servizi offerti. È una tendenza che preoccupa poiché, snaturando lo spirito sostanziale della legge, basata sull’autodeterminazione della donna, ne tradisce gli obiettivi spingendo l’utenza verso il privato. Nel gennaio 2023, nel territorio dell’Asp di Siracusa, mancavano 22 ginecologi e proprio per il concetto di vedere ospedali e consultori in maniera unitaria, in ottica ospedalocentrica a danno della medicina territoriale, tale numero è attribuibile a tutt’e due i servizi. In atto i ginecologi a disposizione dei consultori per Siracusa e zona centro sono 3 su 8 e da una ricerca che abbiamo fatto è emerso l’alto numero di obiettori di coscienza che operano nei consultori stessi”.
Ma connessa alla carenza di risorse umane, c’è la situazione disastrosa della rete dei consultori in città. È stato chiuso il consultorio di viale Tunisi che avrebbe dovuto trovare la propria sede in via Barresi ma dal 2018, “anno in cui si strombazzò il trasferimento di locali mai avvenuto”, i lavori di ristrutturazione non sono mai partiti; arredi e materiali sono scomparsi. Quello di via Italia, trasferito presso l’Ospedale Rizza, ha ripreso a funzionare, grazie al nostro intervento, solo dal gennaio 2024 ma se l’equipe è completa i locali risultano insufficienti. Rimane poi quello storico di via Ierone dove ‘virtualmente’ avrebbe spazio quello di viale Tunisi. Una realtà drammatica a fronte di un sito istituzionale dell’Asp che ancora registra tre consultori, circostanza che si fece presente nel gennaio 2023 nel corso di un incontro a cui non partecipò l’allora direttore generale Ficarra ma un suo delegato. “Ma non ci siamo fermati e in ottobre l’onorevole Tiziano Spada ha presentato un’interrogazione in merito. La risposta dell’Assessorato è stata però del tutto insoddisfacente, ripetendo quanto già detto dall’Asp di Siracusa senza neanche prendere ulteriori informazioni Ma ora sembrerebbe che ci sia un cambio di rotta con l’ingegnere Caltagirone che ci ha ascoltato e promesso un nuovo incontro tra un mese. Per noi è un’apertura di credito. Abbiamo fiducia” ha detto Antonella Fucile.
![]()
Impossibile in questa sede dar conto del prezioso contributo alla discussione dei membri del comitato intervenuti: Maurizio Di Martino, Maria Grazia Ficara, Carmen Castelluccio, Susi Griso, Marika Di Marco, la segretaria provinciale della Uil Fpl Alda Altamore, Ninetta Siragusa segretaria regionale Uil, Adriana Drago della Cgil.
Ma quest’occasione di approfondire un argomento di interesse generale è stata però mancata da un’ampia parte dei referenti politici del territorio, nazionali e regionali, di tutte le forze politiche, invitati dal Comitato (gli onorevoli Cannata, Minardo, Scerra, i senatori Nicita e Ternullo, i deputati regionali Auteri, Carta, Gennuso, Gilistro e Spada): “La problematica riguarda ciascuno di noi; non ha bandiere politiche; non è neanche solo una questione femminile” è stato giustamente detto. “Occorre che siano tutti i nostri rappresentanti di ogni schieramento a farsene carico”.
Purtroppo solo agli onorevoli Nicita, Gilistro e Scerra che, nonostante i loro pregressi impegni, sono riusciti a partecipare all’incontro seppure con un certo ritardo, il Comitato ha potuto proporre le proprie urgenti richieste e domande per la reale applicazione della 194 e la riorganizzazione dei consultori. “Il management sanitario deve prestare tutt’altra attenzione al settore materno-infantile, femminile e genitoriale. L’équipe del consultorio funziona e può operare solo se completa in tutte le sue componenti, operatori sociali e sanitari, e se dispone di locali adatti, posizionati nei territori in cui i bisogni si manifestano. Dai rappresentanti politici ci aspettiamo un appoggio determinato per raggiungere obiettivi che interessano l’intera comunità e in particolare i più fragili, chi non ha davanti a sé un ventaglio di scelte perché in condizioni di deprivazione di varia natura”.

Commenti recenti