INDA, IL CDA TENTA DI  TOGLIERE  AL SOVRINTENDENTE LE COMPETENZE ARTISTICHE PER ACCENTRARLE NELLE MANI DEL  CONSIGLIERE DELEGATO. IL MINISTERO BOCCIA LA MODIFICA STATUTARIA

A febbraio dello scorso anno, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Inda ha proposto una modifica del proprio statuto con l’intento di marginalizzare la figura del Sovrintendente artistico e culturale e di attribuire al Consigliere delegato anche il compito di “proporre i contenuti e le scelte artistiche e culturali”. Un vero e proprio colpo di mano che avrebbe ridisegnato, ad esclusivo vantaggio del consigliere delegato,  i ruoli di queste due figure. Ma il Ministero della Cultura ha giustamente rigettato la proposta  del CdA, sconfessandone  l’operato.
   Valeria Told
A svelare i retroscena dell’ incredibile vicenda, che avrebbe fatto del Consigliere delegato il dominus assoluto dell’Istituto del Dramma Antico, è l’ormai ex sovrintendente Valeria Told in un’intervista senza veli  a La Sicilia.  La Told, che era all’oscuro “di tale cambiamento strategico” che avrebbe reso del tutto insignificante il proprio ruolo, non esita a dire che:”alcuni membri del CdA tentano di minimizzare il ruolo del sovrintendente” e con la modifica statutaria si propongono di “conferire al Consigliere delegato anche le responsabilità artistiche”.  È plausibile che in questo clima di tensione e di “sfide interne”  siano maturate le dimissioni della dott.ssa Told dalla carica di Sovrintendente.
Il tentativo del CdA di ritagliare le competenze artistiche  del Sovrintendente per attribuirle al Consigliere delegato è un vero e proprio sovvertimento dei ruoli se si tiene conto che i compiti assegnati dal vigente statuto al Consigliere delegato non sono di natura artistica, ma riguardano la predisposizione del budget economico e del bilancio di esercizio, l’organizzazione degli uffici,  la definizione della pianta organica del personale,  la gestione della tesoreria, degli acquisti, degli appalti, eccetera. Come è evidente, si tratta di compiti di natura amministrativa e contabile che potrebbero essere svolti, come avviene nei più importanti teatri,  da un funzionario amministrativo.  Tant’è vero che il ruolo di Consigliere delegato,  sempre secondo lo statuto,  può essere svolto da un manager aziendale, da un dirigente bancario o di una pubblica amministrazione.
    Marina Valensise
 Tra i requisiti previsti dallo statuto per il Consigliere delegato non si fa alcun cenno a competenze in materia di spettacoli classici e di teatro antico, mentre il requisito fondamentale richiesto dallo statuto per la figura del Sovrintendente artistico e culturale è la “riconosciuta esperienza nella gestione degli spettacoli dal vivo“.
Non è un caso che in nessuna delle Fondazioni culturali di rilievo nazionale (il San Carlo di Napoli, l’Arena di Verona, il Petruzzelli di Bari, il Teatro dell’Opera di Roma)  sia prevista la figura del Consigliere delegato, dal momento che è il Sovrintendente artistico e culturale la figura ideativa che allestisce le stagioni culturali.
Semmai lo statuto dell’Inda andrebbe modificato separando la parte amministrativa e contabile da quella artistica e culturale, che andrebbe attribuita in toto al Sovrintendente. Ma la Fondazione Inda non finisce mai di stupire per la sua capacità di proporre soluzioni finalizzate non a razionalizzare i ruoli, evitando sovrapposizioni, ma a concentrare in poche mani tutto il potere.

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