TASSA DI SOGGIORNO, LEALTÀ E CONDIVISIONE CHIEDE UN CAPITOLO SPECIFICO E TRASPARENZA DI GESTIONE

Il Consiglio Comunale domani discuterà sulla modifica del regolamento sulla tassa di soggiorno.

Abbiamo raccolto la posizione di Lealtà e Condivisione.

Domani in Consiglio Comunale si discuterà di modifica del Regolamento dell’imposta di soggiorno. Tre i punti cardine: uno relativo agli aspetti più specificamente monetari (l’entità dell’imposta, la tipologia delle strutture che dovranno applicarla, il numero dei pernottamenti imponibili), il secondo relativo alla composizione della consulta speciale e l’ultimo sulla finalizzazione degli introiti che ne deriveranno.

Partendo dal presupposto che si è già in ritardo sull’estensione dell’imposta agli affitti brevi (oltre 1.500 le abitazioni interessate, molte ‘emerse’ grazie all’obbligatorietà del codice regionale) e agli agriturismi, a nostro avviso, senza entrare nei dettagli, solo questo dovrebbe essere modificato. Al limite si potrebbe anche discutere, come ipotizzato, sull’aumento di 50 centesimi per fasce ma far gravare l’imposta oltre i quattro pernottamenti consecutivi rischierebbe effetti negativi a livello di capacità competitiva nel confronto con altri comuni vicini e potrebbe anche spingere all’evasione del tributo (non ci soffermiamo sul fatto che gli eventuali aumenti non rilevino perché “tanto l’imposta viene pagata direttamente dai turisti” in quanto considerazione facilmente confutabile). Da riflettere bene invece sui casi di esenzione dal tributo che potrebbero riguardare non solo le categorie di persone come già avviene bensì, per esempio, alcuni periodi dell’anno o connessi ad eventi particolari e manifestazioni per favorire in qualche modo la destagionalizzazione dei flussi turistici, obiettivo sempre prospettato e mai efficacemente conseguito.

Ma al di là di questi aspetti, ciò che a noi sembra più significativo, le scelte sulle quali il consiglio comunale dovrebbe tenere alta la guardia, e non appiattirsi sulle proposte della Giunta, sono quelle relative alla consulta speciale e soprattutto (ma sono elementi fortemente connessi) all’utilizzazione di risorse destinate a divenire davvero cospicue. Solo l’estensione agli affitti brevi secondo alcuni osservatori porterebbe gli introiti dai circa due milioni e mezzo dell’altr’anno ad oltre 6 milioni di euro. Una cifra enorme che richiede un’attenta programmazione, una razionale e lungimirante pianificazione della spesa se si vuole che sia veramente finalizzata a migliorare l’offerta turistica di Siracusa ponendo fine allo spreco di risorse cui fin qui abbiamo assistito. Tra tutti gli esempi quello che a noi appare il più emblematico in assoluto è l’intervento assolutamente inutile e disastroso passato come ‘riqualificazione’ del parcheggio Talete. Pleonastico qualsiasi altro commento.

La consulta speciale che dovrebbe programmaticamente occuparsi dell’uso delle risorse (comunque sempre lasciando aperta la porta all’ascolto di istanze che arrivino dal basso) non può essere trasformata in un organismo ‘fantoccio’, utile solo ad avallare la volontà della Giunta, del sindaco e di qualche assessore. Non deve essere certo pletorica ma neanche espressione di un ’cerchio magico’. La sua composizione deve essere attentamente valutata e ponderata; non può essere, come appare essere, argomento di poco conto.

Una consulta, espressione di sicure competenze nel settore, avrà l’obbligo di far rispettare in pieno quanto prescritto dalla norma che destina il gettito dell’imposta a “finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”. Indicazioni a cui va aggiunto quanto stabilito dal comma 493 della legge di bilancio per il 2024 con cui il Governo ha esteso il vincolo di destinazione del gettito dell’imposta anche al finanziamento dei «costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti», possibilità su cui occorrerebbe comunque uno specifico approfondimento.

Ma soprattutto da non dimenticare l’intervento della Corte dei Conti contro l’uso distorto dell’imposta: “Nel bilancio dell’ente, tale entrata deve essere correlata esclusivamente a spese della tipologia indicata dal legislatore e non ad altre… l’imposta di soggiorno può finanziare gli specifici ambiti funzionali inerenti al turismo, siccome declinati dall’art. 4, comma 1, del Decreto Legislativo n. 23/2011, e non quelli riferibili soltanto in via mediata e incidentale all’ambito turistico”. Uso distorto che non si può certo escludere per il passato.

Non sappiamo cosa si deciderà in Consiglio Comunale ma assolutamente indispensabile sarà non solo attribuire all’imposta un capitolo di bilancio specifico per evitare sovrapposizioni (nell’uso) con altre eventuali fonti di finanziamento ed essere così più facilmente controllata, ma anche la trasparenza e chiarezza sull’uso della stessa, ciò che finora non c’è stato in maniera adeguata

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