Il messaggio che passa sulla chat del M.A.I. (Movimento Antincendio Ibleo) sembra un grido di liberazione: “Lo confermo. A Palazzolo piove, e forte”. È quasi surreale nel terzo millennio, nell’era tecnologica e dell’intelligenza artificiale, dei dispositivi in grado di agire al posto dell’uomo, dover confidare nella pioggia, evocare quasi in una danza tribale l’acqua dal cielo, un fenomeno naturale, per vedere finalmente spegnersi un incendio che per quasi 24 ore ha imperversato sul costone di Palazzolo devastando ‘una bella zona verde, una lecceta ed altre specie’.
“Uno di quegli incendi che non spegnerà nessuno. Forestali fuori servizio. I pompieri non intervengono in un posto così. Speriamo che desisterà da solo” si auspicava sulla chat prima che iniziasse la pioggia. Ancora una volta un incendio appiccato in serata, quando è difficile pensare che qualche distratto, passando per luoghi impervi e solitari, abbia gettato irresponsabilmente una cicca accesa.
Probabilmente di origine dolosa quindi come lo sono gli incendi il 90% delle volte. E sempre, ogni volta che accade, si misura il senso di impotenza dei cittadini e il sostanziale disinteresse, o l’avvilente impotenza, delle istituzioni preposte al controllo e alla tutela del nostro
patrimonio naturale, di quello che resta dopo la cementificazione selvaggia che, nonostante i proclamati obiettivi di consumo zero, continua a tutto spiano.
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I dati sul fenomeno a livello regionale, italiano, mondiale, sono noti, e sempre più preoccupanti, ma si associano anche alle varie possibilità che il mercato offre di sistemi di controllo e segnalazione automatizzati. Ovviamente il mancato ricorso ad essi non è, non può essere, una sfavorevole valutazione economica perché sicuramente gli strumenti di prevenzione non hanno i costi degli interventi di spegnimento, dell’impiego di personale e, per esempio, di elicotteri o canadair, né del successivo rimboschimento, né dei danni irreparabili alla fauna oltre che alla flora.
È, come sempre, come ovvio, solo una questione politica, di volontà politica, di determinazione nel volere affrontare e risolvere un problema. Volontà e determinazione di cui non si vede neanche un accenno concreto, al di là delle inutili parole. Ci piace riproporre un articolo scritto da Paolo Pantano nel 2015. Da allora nulla è cambiato. Se non in peggio.
https://www.lacivettapress.it/2015/08/08/innescare-l-interesse-a-non-bruciare-cosi-si-combattono-gli-
incendi/

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