L’ORDINE DEI MEDICI A CONVEGNO SUL PNRR

Le sfide emergenti che oggi interessano il Sistema Sanitario Nazionale e le criticità che impongono un nuovo assetto organizzativo, soprattutto nell’ambito dell’Assistenza Territoriale, sono stati gli argomenti di un interessante convegno che si è svolto nella sede dell’Ordine dei Medici di Siracusa, organizzato dalla Società scientifica CARD “Confederazione Associazioni Regionali di Distretto”.

PNRR e Sanità: nuove prospettive per l’Assistenza Sanitaria Territoriale, il tema dell’incontro che ha visto come relatori Direttori di Distretto e dei Dipartimenti delle Cure Primarie di quasi tutte le province siciliane. Presente per l’Assessorato della Salute il responsabile del Servizio 8-programmazione territoriale.

L’aumento della prevalenza delle malattie croniche con il conseguente aumento della spesa dedicata e la necessità di un’assistenza multiprofessionale integrata, l’aumento dell’invecchiamento della popolazione in concorso con la forte carenza di personale che vede interessate, a tutti i livelli, le Aziende Sanitarie, rappresentano alcune delle criticità da affrontare e superare. La Mission 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.), integrato dal D.M. n. 77 del 23 Maggio 2022 “Riforma dell’Assistenza Territoriale”, rappresentano due strumenti straordinariamente importanti per reagire e rispondere alle nuove esigenze e costituiscono un’opportunità storica di cambiamento del S.S.N.

L’obiettivo del Convegno è stato quello di verificare lo stato di attuazione del PNRR e di dare un contributo ad una efficace ed uniforme attuazione dello stesso su tutto il territorio della Sicilia.

Bisogna subito dire che non è stato risolto il dubbio che aleggia su tutto l’impianto della Missione 6 relativo alla revisione del PNRR approvato nello scorso novembre dalla Commissione Europea su proposta del Governo Italiano. L’aumento dei prezzi dei materiali legato a varie contingenze internazionali, ha portato, pur a parità di risorse destinate a tale missione, ad un ridimensionamento del numero di strutture (Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative) da attivare alla scadenza del 2026.

Una riduzione di ben 312 Case della Comunità (da 1350 a 1038), Ospedali di Comunità da 400 a 307 (- 93), Centrali Operative da 600 a 480 (-120), senza alcuna previsione dei criteri con i quali verranno effettuati i tagli ad eccezione di un’ unica e generica indicazione dell’impossibilità di rispettare la scadenza del 2026 per quelle di nuova costruzione.

Al momento non è dato sapere quali ricadute avrà sulla nostra regione tale revisione, così come del tutto sconosciuto rimane l’impatto sulla provincia di Siracusa. Possiamo registrare soltanto che risultano, dai dati consultabili nella piattaforma REGIS sugli investimenti pubblici del Ministero dell’Economia, ben 3 Case della Comunità di nuova realizzazione nell’ambito della nostra ASP che potrebbero essere interessate dalla decisione dell’attuale Governo: CdC Hub Augusta (nuova realizzazione), CdC Spoke Palazzolo (nuova realizzazione), CdC Spoke Rosolini (nuova realizzazione). In predicato potrebbero esserci anche la CdC Spoke Melilli (nuova realizzazione in ampliamento) e la CdC Spoke Floridia (parziale demolizione ed ampliamento). Si tratta ovviamente di ipotesi in quanto al momento sembra tutto segretato e nessuna forza politica ha sciolto i dubbi sui possibili tagli. Conforta però il fatto che tutte le gare per le ristrutturazioni o le costruzioni di tali Presidi siano state aggiudicate e di questo va dato merito all’ASP.

Contemporaneamente allo scongiurabile pericolo di un ridimensionamento nella nostra provincia delle Strutture previste dal PNRR, assistiamo ad una incomprensibile duplicazione degli interventi con altre fonti di finanziamento.

L’ASP di Siracusa ha deliberato, a valere sugli Accordi di Programma ex art. 20 della Legge 67/88 Addendum Stralcio, tre provvedimenti riguardanti: “Lavori di completamento del P.O. di Augusta per realizzazione del PTA” € 9.845.000,00- intervento n. 64; “Ristrutturazione del Pad. 8 dell’ex ONP di Siracusa per realizzazione PTA”– € 1.300.000,00- intervento n. 65; “Acquisto e adeguamento di un immobile da destinare a PTA in Palazzolo Acreide”- € 1.300.000,00- intervento n. 68.

Le Case di Comunità sono in effetti un potenziamento dei PTA e pertanto si tratterebbe di risorse impiegate per le stesse finalità con una duplicazione espressamente vietata dal PNRR. Per due degli interventi si tratta di lavori che insisteranno negli stessi immobili già oggetto dell’attivazione delle Case della Comunità (P.O. di Augusta e Padiglione 8 ex ONP di Siracusa). Un mistero sul quale speriamo la Direzione dell’Azienda Sanitaria faccia chiarezza.

Impossibile dare conto di tutti gli argomenti trattati, sia per la quantità sia per la complessità tecnica, riassunti in maniera esaustiva dalla relazione del dott. Madeddu organizzatore del Convegno. Per brevità accenno a quelli più interessanti per le implicazioni che possono riguardare Siracusa e provincia.

Il primo riguarda l’Integrazione socio-sanitaria, tema centrale della Missione 6-Salute del PNRR. Ad eccezione di qualche realtà, in quasi tutte le Aziende Sanitarie l’interlocuzione con gli Enti Locali è abbastanza difficile se non addirittura assente. Il pieno coinvolgimento dei Comuni, dei Distretti socio-sanitari e degli Enti del Terzo Settore è imprescindibile per una reale svolta dell’assistenza territoriale nelle sue componenti sanitaria e sociale. Alla realizzazione della programmazione integrata concorrono le attività e i finanziamenti relativi all’attuazione dei progetti della Missione 5-Inclusione e Coesione e della Missione 6-Salute del PNRR. Al fine di garantire la realizzazione integrata di LEPS e LEA per le attività socio-sanitarie e sociali, gli ATS (ambiti territoriali sociali) che fanno capo ai Comuni e le Aziende sanitarie, ciascuno per le proprie funzioni e competenze, sulla base della programmazione regionale integrata dovrebbero provvedere a regolare, attraverso accordi di collaborazione organizzativi, le funzioni di erogazione delle prestazioni, degli interventi e dei servizi in particolare per le persone anziane non autosufficienti e per i pazienti cronici, assicurando l’effettiva integrazione operativa dei processi. Non risulta che nella provincia di Siracusa siano stati stipulati tali Accordi di collaborazione e probabilmente non è stata avviata neanche una discussione per una co-programmazione degli interventi. In verità anche a livello regionale esiste un problema che sarebbe necessario risolvere e che è determinato dalla suddivisione delle competenze tra due Assessorati: Politiche Sociali e Salute.

Il secondo argomento, riorganizzazione dei Distretti e dei Presidi di Guardia Medica, affrontato in particolare dal responsabile della programmazione territoriale dell’Assessorato, ha riguardato la necessità di ricondurre l’assetto degli attuali Distretti ai parametri di popolazione stabiliti dal PNRR che prevede per ogni Distretto almeno 100.000 abitanti. Il rispetto di tale parametro determinerebbe una diversa configurazione distrettuale della nostra provincia (ad es. solo insieme Augusta e Lentini raggiungerebbero il parametro previsto); più drastica la previsione sugli attuali Presidi di Guardia Medica che dovrebbero integrarsi con le Case di Comunità riportando il numero degli stessi ai parametri previsti dall’attuale normativa (in Sicilia il numero di Guardie Mediche è quasi il doppio della media nazionale). Dalla tabella mostrata dal Funzionario regionale sarebbe prevista nella provincia di Siracusa una riduzione di 10 Presidi; ovviamente si tratta di previsioni “tecniche” applicando matematicamente il rapporto medici di guardia medica/abitanti; riduzione dei Presidi che si spera venga corretto da valutazioni di altra natura (viabilità, lontananza da Ospedali, stato di salute delle popolazioni interessate, ecc.).

Infine, un accenno ad un argomento che non ha avuto molto risalto a livello di organi di stampa e sul quale l’Assessorato alla Salute sta lavorando per definirne l’attuazione. Si tratta di ulteriori risorse destinate alle regioni del Sud nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, programma approvato dalla Commissione Europea il 04.11.2022 a valere sul Fondo Europeo di sviluppo regionale e sul Fondo sociale Europeo plus.

La Regione Sicilia è destinataria di un finanziamento di € 104.998.474 da impegnare in progetti riguardanti 4 aree di intervento: “Prendersi cura della salute mentale”, “Il genere al centro della cura”, “Maggiore copertura degli screening oncologici”, “Contrastare la povertà sanitaria”.

Il primo obiettivo è quello di rafforzare i servizi sanitari sperimentando modelli integrati di collaborazione tra i Dipartimenti di Salute Mentale, di cui si prevede il potenziamento, e i servizi sociali dei Comuni e gli Enti del Terzo Settore (ETS); nell’ambito di Progetti Personalizzati sarebbe previsto anche un contributo economico volto al sostegno abitativo. Quello della Salute Mentale è certamente un settore che nella nostra provincia necessita di una particolare attenzione considerata l’attuale situazione non particolarmente rosea.

Altrettanta attenzione merita, sempre nella nostra realtà, il secondo obiettivo che riguarda l’organizzazione della Rete dei Consultori (intervento “Il genere al centro della cura”); è prevista un’azione volta all’individuazione di modelli (Percorsi Diagnostico Terapeutici genere – specifici e modelli organizzativi) da attuare in via sperimentale, tramite personale dedicato, nei Consultori familiari delle ASP. I consultori saranno interessati da interventi di ammodernamento, adeguamento infrastrutturale e potenziamento tecnologico.

La terza area di intervento mira al rafforzamento della capacità dei servizi di screening per accrescere l’adesione ai programmi, attraverso l’introduzione di nuovi modelli organizzativi – incluso il ricorso a motorhome attrezzati per realizzare l’offerta attiva e mobile – la promozione di modalità comunicative efficaci e l’adeguamento delle competenze del personale. I punti screening saranno interessati da interventi di ammodernamento, adeguamento infrastrutturale e potenziamento tecnologico.

Infine, l’intervento di contrasto alla povertà sanitaria riguarda investimenti nell’ambito della medicina di prossimità per facilitare “l’ingaggio di persone in povertà sanitaria”. Gli ETS e i servizi sociali dei Comuni dovranno individuare i destinatari dell’azione attraverso l’identificazione dei bisogni di salute per una presa in carico sanitaria efficace.

L’Assessorato alla Salute ha ancora in via di definizione le linee guida per redigere i progetti e le risorse non sono ancora state ripartite alle Aziende Sanitarie e ai Comuni interessati.

Molti altri i temi trattati nel Convegno, per tutti la carenza di personale che meriterebbe un puntuale approfondimento sia per la insufficienza delle risorse previste per il reclutamento sia per le note difficoltà del suo reperimento, medici ed infermieri in particolare.

Il lavoro che attende le Direzioni delle Aziende sanitarie, confermate o di nuova nomina, è veramente sfidante. Si spera che la collaborazione Istituzionale e con le forze sociali sia di tutt’altra natura rispetto a quella realizzata finora.

 

 

 

 

 

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