Che senso ha, oggi sentirsi partigiani?
In questa Italia dalle nascite pericolosamente ridotte, con pochissimi laureati, troppi abbandoni scolastici, ubriacata da media tanto addomesticati, nutrita a panzane, cosa possiamo farcene dei partigiani e dei loro epigoni?
Ai più sembrano tromboni troppo avanti con gli anni che parlano di un passato che nessuno conosce e, forse, non molti studenti, in questi settantacinque anni trascorsi, hanno ben compreso e approfondito la storia recente e la Resistenza.
Eppure non è così! Non è stato mai cosi!
Se abbiamo visto progresso e dignità per il nostro popolo lo dobbiamo al loro coraggio.
L’ Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI), sezione di Siracusa, sabato 16 dicembre, nella sede gentilmente concessa dalla CGIL, ha indetto un’assemblea provinciale rivolta ai duecento iscritti, alle sedi distaccate delle cittadine di provincia e alla cittadinanza.
Il presidente della sezione, professor Francesco Randone, ha tenuto una relazione magistrale che spazia dalla lucidissima valutazione politica attuale, all’analisi sociologica di una nazione in preda a un inequivocabile declino in tutti i campi.
Ci sembra utile riportare direttamente alcune frasi estrapolate dal lungo discorso del Presidente.
“Diciamo subito cosa è per noi l’Anpi: Possiamo definirla la casa di tutti gli antifascisti? Soprattutto se ci riferiamo al fascismo di ieri e ai fascismi di oggi?
Possiamo dire che l’ANPI rappresenti nella odierna realtà il riferimento ideale per quanti aborriscono ogni forma di violenza, di coercizione, di prevaricazione, di intolleranza, di discriminazione e di razzismo?”
Dopo un’analisi desolante dei personaggi che oggi accedono ai ruoli di vertice nazionali, dell’ipocrisia di negare l’evidenza di gravi attacchi allo Stato e alle sue Istituzioni che costituiscono l’oggetto quotidiano della cronaca, il Prof. Randone continua:
“ Ecco perché oggi si vuole cambiare surrettiziamente la Carta costituzionale da parte di chi, dopo aver vinto le elezioni, cerca subdolamente di stravolgere la Carta sulla quale hanno prestato giuramento i ministri di questo governo, invocando forme di presidenzialismo e/o di premierato, autonomie più o meno differenziate e riforme (meglio ancora sarebbe definirle controriforme) che altro non sono che contropartite fra alleati di governo, i quali, pur recitando talvolta ruoli distinti e altre volte antagonisti, mirano però al medesimo obiettivo.
Cosa vuole essere la riforma della giustizia propugnata ministro Nordio, che si propone di mortificare l’autonomia della Magistratura e che cerca di ricondurre il ruolo del Pm a mero funzionario del potere esecutivo, se non il tentativo, da parte del governo, di subordinare il potere giudiziario al proprio potere?
E ancor peggio la proposta di presidenzialismo o /e di premierato che mira a scardinare la centralità del Parlamento a vantaggio all’esecutivo in carica?
Possiamo accettare il mantra, tante volte ripetuto, secondo il quale “gli italiani ci hanno votato perché vogliono queste riforme?
Siamo veramente sicuri che noi, i cittadini che viviamo sulla nostra pelle le difficoltà derivanti da una situazione economica che ha prodotto precarietà, inflazione, tagli di risorse a Sanità, Istruzione, tagli a tutta una serie di servizi essenziali, siamo interessati a tali tipologie di riforme?
Denuncia l’associazione dei giuristi democratici in un suo documento dal titolo molto eloquente: LA COSTITUZIONE È LA POSTA IN GIOCO DI QUESTO GOVERNO! “Nell’ambito di un sistema democratico basato sui principi fondamentali della Repubblica, le libertà e i diritti garantiti dalla Costituzione, nonché sul bilanciamento tra i diversi poteri dello Stato e la loro separazione (…) quello che sta accadendo oggi in Italia assume contorni di forte preoccupazione.”
SE SI VUOL DIVINARE IL FUTURO BASTA ANALIZZARE LUCIDAMENTE IL PRESENTE
Ancora dal discorso del Presidente:
“Vorrei ricordare, ancora, la nostra partecipazione alla manifestazione regionale del 20 novembre, tenutasi a Siracusa, contro una legge finanziaria ingiusta e discriminatoria che grava quasi interamente sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, accrescendo ulteriormente le disparità e le diseguaglianze. È possibile che 85% del gettito IRPEF, gravi su queste due categorie di contribuenti?
Dicevamo dei tempi difficili che si prospettano:
Sarà (forse) un caso se la Confindustria (in Italia) e talune società di rating (fuori dai confini nazionali) plaudono a questo governo soprattutto dopo che lo stesso governo ha ritirato il decreto di tassazione sugli extra profitti realizzati in quest’ultimo anno da banche, assicurazioni ed aziende?
Sarà forse una casualità se a Lucca la maggioranza di destra in consiglio comunale nega di dedicare una via a Sandro Pertini, figura nobile e limpida del socialismo italiano, dell’antifascismo e della Resistenza oltreché nostro, mai dimenticato, presidente della Repubblica, mentre il consiglio comunale di Grosseto (anch’esso a maggioranza di destra) dedica una via a Giorgio Almirante, fra il tripudio di un manipolo di nostalgici?
Sarà (forse) una casualità se nei giorni scorsi a Ravenna, nell’’ottantesimo° anniversario della liberazione della città, liberazione alla quale presero parte anche delle formazioni partigiane, sia stato impedito alla delegazione regionale dell’ANPI di porre una corona d’alloro sulla lapide a ricordo dei caduti partigiani?
Sarà forse una casualità se pochi mesi addietro, in occasione di una manifestazione di solidarietà al governo in carica, un centinaio di studenti di “Azione Giovani “, riuniti davanti il ministero dell’Istruzione e del merito abbiano scandito lo slogan “Fuori l’ANPI dalle scuole “?
Sarà (forse) una casualità se al teatro a “La Scala “di Milano un cittadino è stato identificato dalla Digos solo per aver gridato al termine della esecuzione dell’inno di Mameli “Viva l’Italia antifascista “?
Tutti segnali, questi, che vanno in una stessa direzione!”
Ci sembra utile segnalare che sono duecento i partigiani accertati siracusani ed altrettanti sono i tesserati ANPI provinciali, perché non è giusto che le nuove generazioni debbano ignorare gli enormi sacrifici fatti per liberarci dalla vergogna fascista.
Altro gesto ignobile di questo attuale governo è stato quello di interrompere per decreto la possibilità per l’ANPI di insegnare nelle scuole i valori della Costituzione. Era una tradizione pluridecennale avere un protocollo di intesa fra MIUR e ANPI per valorizzare i contenuti della Resistenza e portarli a conoscenza dei ragazzi. Ora non sarà più possibile: Resistenza e Costituzione cacciati dalle scuole!
Molto interessanti sono state le interlocuzioni degli intervenuti, pur con tempi a disposizione estremamente contenuti.
Se di vecchi tromboni si doveva trattare ci è sembrato di osservare talenti e volontà di fare, oggi rarissimi in Italia.
Non sembri retorica la considerazione che bisognerebbe tenere in vita gli epigoni dei partigiani per almeno altri settantacinque anni per conservare gli enormi benefici che ci apportò la Costituzione, ora sotto tiro e sconosciuta agli italiani.
Viva L’Italia antifascista! Viva L’ANPI!

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