AL CERCHIO “UNA FIABA PER SOGNARE”

In un mondo spesso frammentato, il Natale è l’anello che unisce, regalando spensieratezza a coloro che possono assaporarlo appieno.

Le sfide della vita, tuttavia, come la guerra, la povertà e la malattia, creano barriere che impediscono di immergersi completamente nella gioia del periodo natalizio.

La scelta di rappresentare una favola ha un significato metaforico:

  • un omaggio simbolico a chi, per vari motivi, non può partecipare alla festa collettiva del Natale;
  • un gesto di empatia e solidarietà;
  • un rifugio nella fantasia per chi cerca di sfuggire alla dura realtà.

Dalla scelta simbolica al palcoscenico, uno spettacolo che va oltre le aspettative: “lupulù lu vastuni di Caterina la sapienti – Agatuzza Missia cunta e ricunta”.

La rielaborazione della famosa fiaba di Giuseppe Pitré, curata da Lina Maria Ugolini, si presenta come un racconto originale e poetico attraverso l’utilizzo di un dialetto ritmato e cadenzato in modo tale da dare una fresca e nuova musicalità al “cuntu” siciliano.

L’innovazione, però, non si ferma alla penna, ma si estende alla regia di Giannella Loredana D’Izzia che, con coraggio ed audacia, ha affidato ad una sola attrice il ruolo di tutti i personaggi.

Una scommessa artistica, dietro cui si cela la maestria della regista e la bravura dell’attrice, che si trasforma in un trionfo sulla scena.

L’attrice Anna Passanisi, con una straordinaria mimica facciale e gestuale, non solo incarna ogni ruolo con una versatilità sorprendente, ma riesce a trasmettere al pubblico l’intimo mondo interiore di ogni personaggio. L’ardire di concentrare tutto il potenziale narrativo in un’unica interprete, non solo sorprende, ma diverte il pubblico, che viene coinvolto in un viaggio emotivo straordinario.

Ad aggiungere un tocco di magia e mistero un elemento scenico: il bastone lupulù, non semplice accessorio, ma quasi un personaggio. Paragonabile al grillo parlante di Pinocchio, lupulù diventa un interprete a sé stante, che offre consigli, guida il racconto e diventa un elemento chiave per la risoluzione dell’intreccio.

In ogni gesto, in ogni parola, si manifesta la magia del teatro, un incanto che non si esaurisce sul palcoscenico, ma avvolge cuore e mente degli spettatori, stupiti e affascinati e culmina in un fragoroso applauso: caloroso riconoscimento di un successo ampiamente meritato.

Dopo lo spettacolo, un momento speciale di interazione con il pubblico.

Gli artisti condividono il significato profondo di fare teatro: il percorso dalla scrittura alla messa in scena, i dettagli del laborioso lavoro che si cela dietro ogni gesto e ogni parola, le emozioni sempre nuove che regala.

È un momento di condivisione che va oltre la semplice rappresentazione.

Il racconto sul “dietro le quinte” intreccia la magia del teatro con l’obiettivo fondamentale del CERCHIO: stimolare lo spirito critico, l’apprezzamento dell’arte ed essere un centro vitale per la vita culturale della comunità.

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