Anni Trenta

Il 12 Dicembre al Cerchio, un incontro organizzato dalla Società Siracusana di Storia Patria, ha visto la presenza di studiosi e di un foltissimo pubblico interessatissimo a conoscere i risvolti di un periodo complesso e tumultuoso.

Erano passati 60 anni dall’unità d’Italia e gli sconvolgimenti seguiti a quei cambiamenti non si erano ancora sopiti. La prima guerra mondiale e l’avvento del Fascismo avevano aggiunto una serie di eventi che hanno avuto un impatto significativo sulla regione.

Di quel periodo, normalmente viene ricordato:

  1. Il Fascismo e l’Antifascismo
  2. La mafia, i collegamenti con la politica, le lotte agrarie, le bonifiche
  3. La cultura legata a Verga, Bellini, Il Nobel a Pirandello nel 1934,
  4. Archeologi, Letterati, Filosofi,

quasi mai vengono ricordati gli scienziati che hanno influenzato e contribuito alla nascita dell’era e atomica e influenzato la storia del mondo e dell’Italia.

  1. Giovanni Gentile, di Castelvetrano (Tp), oltre al suo ruolo di storico e filosofo diresse la scuola Normale di PISA, ha insegnato logica matematica, ma sarà ricordato per la sua riforma, la più fascista delle riforme, che ha istituzionalizzato la divisione tra “le due culture”, funzionale al controllo politico della nascente produzione industriale moderna. Il suo consenso al Fascismo non si può certo considerare passivo.
  2. Orso Mario Corbino, nato ad Augusta, anche lui ministro del governo Mussolini, tentò di istituire una scuola Italiana (i ragazzi di via Panisperna) adeguata alla nuova visione del mondo nata con la relatività e la meccanica quantistica. L’impegno di Corbino nei confronti del regime, fu meno attivo di quello di Gentile, ma aver partecipato da ministro al governo fascista e quindi giurato fedeltà al Duce rimane una pecca non cancellabile, anche se la sua decisione fu presa per contribuire alla ricerca scientifica da una posizione di potere. Il regime, però, non considerò mai, degne di attenzione, le ricerche scientifiche che non portassero un immediato contributo e non fece mai affidamento sulla scienza come attività culturale. Dopo la morte di O.M. Corbino, il gruppo si disperse lasciando l’Italia inesorabilmente abbandonata alle follie della dittatura Fascista.
  3. Il Catanese Ettore Majorana, il più giovane e il più talentuoso dei ragazzi di via Panisperna, preferì sparire, probabilmente perché abbandonato solo con i suoi fantasmi.

Il Fascismo, in pratica fu responsabile anche dell’arretratezza culturale dell’Italia per averne delegittimato le potenzialità scientifiche.

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