È per lo meno singolare che anche in Consiglio Comunale, ogni volta che si affrontano i problemi attinenti all’igiene urbana, ai ‘rifiuti’, non si riesca ad andare oltre ad un cahiers de doleance già sentito mille volte. Si lamentano le criticità del sistema, lo sdegno dei cittadini, l’immagine indecorosa di sé che la città offre ai turisti; si avanzano alcune proposte in qualche caso gettate così a caso, senza aver valutato prima le reali possibilità di attuazione, semmai non avendo nemmeno preso in considerazione l’effetto di un improponibile aggravio dei costi del servizio che già risultano insostenibili per la maggior parte della popolazione.
Ma ciò che davvero stupisce è constatare come sia del tutto ignorata la funzione del DEC. Qualcuno mostra addirittura di non sapere di cosa si tratti, non ne ricorda la definizione completa: ‘Direttore dell’Esecuzione del Contratto’, la diamo noi. Può essere che qualche consigliere ancora non sappia della sua esistenza?
Una notizia: è presente dal 2018 ed è già costato (e costerà) decine di migliaia di euro!
A nostra memoria non un suo atto, non una sua relazione, non una sua Pec (lo strumento proprio delle comunicazioni del Dec con impresa e Rup) è stata mai esibita, resa nota alla cittadinanza. Né sappiamo se quanto elencato sia mai stato posto all’attenzione del Rup del Servizio Rifiuti o dell’Assessore al ramo, o a chicchessia. Al più crediamo sia ricorrente, dopo formule rituali di un facsimile, una scarna dicitura che attesta l’inappuntabile azione dell’impresa affidataria (ma se così davvero fosse non dovrebbe esserci spazio per critiche e mugugni perché il problema starebbe a monte: in un contratto inadeguato a dare un servizio soddisfacente di cui sarebbe responsabile solo il committente, cioè il Comune stesso).
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L’elenco delle ‘prove’ dell’azione del DEC sarebbe lunghissimo. Citiamo solo qualcosa: all’inizio del suo mandato un verbale, firmato anche dall’impresa affidataria, nel quale sono indicati le aree e gli eventuali ambienti dove si svolgerà l’attività e descritti mezzi e strumenti eventualmente messi a disposizione dalla stazione appaltante, e che comprenda la dichiarazione attestante che lo stato attuale degli ambienti è tale da non impedire l’avvio o la prosecuzione dell’attività.
Periodicamente un rapporto al Rup sull’andamento delle principali attività di esecuzione del contratto. Ordini di servizio per disposizioni e istruzioni all’impresa inviati anche al rup. Relazioni particolareggiate e, se del caso, quelle riservate. Eventuali proposte di modifiche e varianti dei contratti in corso di esecuzione e la comunicazione delle contestazioni insorte circa aspetti tecnici che abbiano influito sull’esecuzione del contratto. Le segnalazioni (tempestive!) al Rup di eventuali ritardi, disfunzioni o inadempimenti rispetto alle prescrizioni contrattuali, sono infatti finalizzate all’applicazione da parte del Rup delle penali inserite nel contratto ovvero alla risoluzione dello stesso per grave inadempimento nei casi consentiti.
Il minimo indispensabile considerando che il DEC deve controllare la qualità del servizio/fornitura (aderenza/conformità a tutti gli standard qualitativi richiesti nel contratto e/o nel capitolato e eventualmente alle condizioni migliorative contenute nell’offerta); l’adeguatezza delle prestazioni o il raggiungimento degli obiettivi; il rispetto dei tempi e delle modalità di consegna; l’adeguatezza della reportistica sulle prestazioni e le attività svolte; la soddisfazione del cliente/utente finale; il rispetto da parte dell’impresa esecutrice degli obblighi in materia ambientale, sociale e del lavoro, ecc.
Un ruolo fondamentale, quindi. Il punto di partenza per interrogarsi e interrogare sull’efficacia del Servizio di Igiene Urbana. E invece nessuno ne parla. Un motivo dovrà pur esserci….

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