Un connubio tra letteratura e temi sociali a partire dal libro “grande Meraviglia”, l’ultimo capolavoro di Viola Ardone.
In questo caso la storia nasce all’interno di un “manicomio” e i personaggi si rincorrono tra emozioni, “Meraviglie” e pazzie intrise di umanità, e umanità impazzita (Meraviglia è il nome di un giovane psichiatra).
L’occasione del romanzo ha dato spazio all’analisi dei problemi sociali succeduti alla legge Basaglia e alla sua mancata realizzazione. Ha anche affrontato i problemi politici attuali della distribuzione delle risorse finanziarie per la salute. Tati Sgarlata si è mostrato l’esperto giusto per un esame attento e minuzioso dei problemi elencati, anche se certamente non si poteva in un’ora riuscire a discutere di psichiatria, psicologia, psicanalisi, di significati da attribuire alla parola “coscienza” o alla ricerca del SÉ.
Queste ulteriori questioni collegate all’analisi della nascita del pensiero, alle nuove frontiere delle neuroscienze, alle terapie che oggi sempre più si allontanano dalla “terapia delle parole” (nata oltre un secolo addietro), all’integrazione tra scienza e coscienza, tra la realtà di interazioni e relazioni, saranno oggetto di alcuni altri incontri con specialisti del settore.

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