Non si spiega, nonostante si impegni la parte razionale non si riesce a comprendere. L’ audience, gli applausi, i selfie in cerca di approvazione non convincono, non hanno mai convinto chi usa un’alta percentuale di capacità cerebrale e sono ritenuti materia oscura che offusca ogni forma di comunicazione autentica. Ma la parte razionale lascia sempre un’importante riflessione: se intorno a noi tutto rotola bisogna rimanere fermi. E la posizione di chi rimane fermo è tutt’altro che attendista o nichilista ma è piuttosto un atteggiamento di protezione verso l’altro, che migliora ciò che siamo. È un po’ come fermarsi ad uno stop per una forma di rispetto prima che per responsabilità normata.
Ecco, arriviamo al punto, proviamo a dividere in due porzioni di un diagramma l’immagine che riguarda il protocollo d’intesa tra Edi Rama e Meloni sulla gestione migranti, che percentuale positiva e negativa ne deduciamo? Alto audience, selfie su un tappeto rosso e applausi per la comunicazione pseudo positiva ma in negativo leggiamo due convergenze, distrazione di massa da una manovra finanziaria che distrugge ogni diritto e deportazione.
Allora verrebbe da chiedersi, guardando l’immagine, se realmente ciò che si è corrisponde alla proiezione che si vuole dare di se stessi o fa solo parte di un giro perverso di somme e sottrazioni. Mettiamola così, in Albania nei centri dove la parola libertà sarà bandita non manderanno bambini, donne a condizione che siano incinte e vulnerabili cioè “minori, disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, genitori singoli con figli minori, vittime di tortura, vittime di violenza sessuale o di altre gravi forme di abuso psicologico o fisico”. Quindi in buona sostanza in Albania andranno solo i vulnerabili. Sottraiamo e sommiamo secondo il principio di vulnerabilità che va dimostrato caso per caso, con delicata ed estrema attenzione con due sole modalità possibili: fermandosi ad uno stop oppure facendo rotolare tutto in un unico contenitore. Ma il gioco di somma e sottrazione è ancora più infimo: sottraggo agli alleati nazionalisti europei Dio Patria e Famiglia la redistribuzione obbligatoria della gestione dell’accoglienza cambiando gli accordi di Dublino e vìolo le norme di diritto europeo aggiungendo merce umana ad un Paese extra UE.
Non ci si ferma quindi davanti ad uno stop ma si aggira l’ostacolo. Ed infine ma non per importanza, tornando alla riflessione sull’essere e sulla proiezione di tale principio, quanto si discosta realmente la narrazione di coerenza della nostra premier? Se dietro ogni affermazione nasce l’esigenza di costruire una perversa strategia per raggiungere l’obiettivo finale vuol significare che quel pensiero iniziale non è reale ma bisogna costruirlo in favore di un tornaconto personale che aiuti a costruire la proiezione che si vuole dare di se stessi. Il Dio e la Patria sono già orfani di una Famiglia, la manovra in Patria ha penalizzato i vulnerabili e la carità cristiana è andata a farsi esorcizzare nei campi profughi in Albania.
E noi? Noi tra i frammenti di schegge impazzite non arretriamo, “adesso è troppo presto per i titoli di coda, da qui non ce ne andiamo”.

Commenti recenti