Si è svolto ieri pomeriggio all’Urban Center l’incontro “per Emanuele Scieri”, il parà siracusano ucciso per nonnismo nella Caserma Gamerra di Pisa nell’agosto del 1999. Un episodio tragico ed assurdo di cui ancora (dopo 24 anni) non si ha giustizia definitiva e certa. Solo grazie alla “perseveranza” della famiglia e degli amici di Lele (riuniti in Associazione Giustizia per Lele) si è arrivati prima alla costituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta (presieduta dall’avv. Sofia Amoddio) poi alla riapertura del processo (in un primo momento archiviato per suicidio) e quindi alla condanna di primo grado per gli autori complici e conniventi (non tutti).
![]()
Ieri c’erano tutti i protagonisti di questa Mission Impossible (“ma quando una cosa è giusta, va fatto tutto ciò che si ritiene giusto”): la mamma e il fratello di Lele affranti ma incredibilmente composti e ammirevoli; l’avvocato Sofia Amoddio che ha tracciato l’iter della Commissione; l’ex procuratore di Pisa Alessandro Crini che ha seguito il processo; gli avvocati che hanno curato la difesa, Lucia Randazzo (per il papà Ettore) Alessandra Furnari e Ivan Albo, l’avv. Federica Gallitto e il dr. Carlo Garozzo per l’Associazione Giustizia per Lele. Tutti tranne uno, Lele.
![]()
Anzi no, c’era pure Lele. Non solo nei ricordi di parenti e amici, ma nell’anelito di Giustizia, nel consolidamento e rafforzamento di un’Amicizia nel suo nome, nel mantenimento della Speranza, nella Perseveranza a raggiungere un obiettivo “nonostante…”, tutti valori e sentimenti trasmessi e seminati agli alunni del istituto comprensivo Santa Lucia, che (grazie alle insegnanti) hanno realizzato un video molto significativo. Così Emanuele Scieri, morto ammazzato dal mito dell’uomo forte (Rambo, Rocky, parà della Folgore) forgiato con le punizioni da nonnismo, da bullismo, adesso continuerà a vivere nei valori di Legalità, Amicizia, Solidarietà, Giustizia.

Commenti recenti