Propaggine degli spettacoli classici della stagione appena trascorsa, “Ulisse – L’ultima Odissea”, su libretto di Francesco Morosi e per la regia di Giuliano Peparini, è lo spettacolo replicato al Teatro greco il 20 e 21 settembre.
Le scene curate da Cristina Querzola e Lucia D’Angelo rappresentano un aeroporto con tanto di desk, monitor con la pubblicità e la segnalazione dei voli in attesa o cancellati come appunto quello per Itaca. L’aeroporto è per definizione un non luogo, o meglio un luogo di passaggio, di transito; azzeccata l’idea di farne il luogo del racconto, il qui e non più qui del divenire della storia di Ulisse e dei compagni – a proposito di scenografie aeroportuali, la memoria corre allo splendido “Elisir d’amore” di Donizetti rappresentato a Malpensa, per cui tutto lo scalo è stato coinvolto.
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I costumi |di Valentina Davoli (assistente Silvia Oliviero) spaziano dal classico completo giacca e cravatta alle uniformi del personale aeroportuale alle vesti immaginifiche delle sirene o di Polifemo, alternando il piano del racconto e quello della storia narrata anche tramite stoffe e colori – ad esempio il bianco e nero alternato ai rossi, che fanno pensare all’irrompere del meraviglioso, dell’immaginifico, del mitico nel fluire della vicenda.
Le coreografie dello stesso regista (assistenti Tim Vranken e Gianluca Merolli con Francesco Saracino) sono dense di ritmo, fluide e “scattose” insieme – stupenda ad esempio la scena della catabasi o quella in “stop motion” dell’otre dei venti –; evocative le musiche di Reuben and the Dark (la canzone originale, “Siren Song”, rende l’aria rarefatta, allucinata quasi, dell’avventura ulissiaca; ricordiamo Simonetta Cartia ed Elena Polic Greco, ideatrici e direttrici dei cori cantati e del coro, che contrappunta commenta connota con i suoi interventi tutta la partitura dello spettacolo), coreografie e musiche fortemente complici dei giochi di luce del light designer Alessandro Caso e del videomaker Edmundo Angelelli – il pannello con le informazioni su arrivi e partenze che diventa schermo pubblicitario di un’ipotetica-realistica campagna pubblicitaria #OpenToItaca, i notturni, le scene marine con l’ipnotico “scrusciu ro mari” di camilleriana memoria, l’antro di Polifemo e le viscere dell’Averno…
Ricordiamo anche Mattia Fontana, direttore di scena, Aurora Trovatello assistente alla drammaturgia, Dario Castro ed Eleonora Sabatini assistenti alla direzione di scena e i coordinatori artistici Federica Panzeri e Christophe Allemann.
Ma andiamo al cast: Giuseppe Sartori, dolente riflessivo Edipo della scorsa stagione, è un Ulisse ragionatore, calcolatore eppure emozionato ed emozionante, pronto all’azione – l’attore ci regala una performance anche molto muscolare, fisica, coreografica – come al pianto, ai ginocchi che si sciolgono, al senso che vacilla: una prova ancora una volta convincente; Massimo Cimaglia, nel doppio ruolo dell’aedo e di Polifemo, riesce a rendere la quotidianità inattesa di un clochard d’aeroporto che si trasforma in un narratore/ cantore e la bestialità in-civile (lontana dalla comunità dall’ordine razionale della polis); la Circe di Giovanna Di Rauso è sensuale, accattivante, persuasiva, ragionatrice “mavara”; l’anima di Anticlea – toccante la scena, giocata anche sul gioco di gesti sul manto-oggetto transazionale del ricordo ulissiaco, dell’incontro madre-figlio – è interpretata da Giulia Fiume, innamorata Calipso, icona di una delle incarnazioni del femminile con cui fa i conti Ulisse – potremmo dire che l’iniziazione alla vita dell’eroe avviene grazie agli incontri/ scontri con madri-dee-figlie-compagne, oltre che con i nemici: pensiamo anche a Scilla e Cariddi, monstra femminili, a Penelope speculare tessitrice di inganni del marito lontano…
L’anima di Tiresia, l’indovino proteiforme, è interpretata da Alessio Del Mastro, che è anche lo spazzino dell’aeroporto (pensiamo a The Terminal, in cui la vicenda di Tom Hanks assume un forte valore iniziatico, trasformativo, anche grazie alle figure che incontra nello scalo, reali e simboliche insieme: ancora una volta il non-luogo come crocevia di esperienze e crescita); Argo è Luca Capomaggi, Giulio Hoxallari un viaggiatore, fluidamente accordati al protagonista, così come i compagni di Odisseo che sono contemporaneamente i viaggiatori bloccati durante il viaggio per Itaca (e il pensiero corre al dibattito attuale su migranti, hotspot, accoglienza, integrazione, isole artificiali che gareggiano con quelle del mito e della Storia): Giorgio Albanese, Gabriele Baio, Michele Barile, Andrea Biagioni, Fabrizio Bonanno, Dennis Cardinali. Thomas Ceccarelli, Mariaelena Del Prete, Luca Gori, Raffaele Iorio, Claudio Lacarpia, Theo Legros-Lefeuvre, Danilo Maragioglio, Mattia Marzi, Christian Pace, Carlo Padulano, Federica Panzeri, Andrea Raqa, Giuseppe Savino, Andrea Tenerini, Giuseppe Troise, e ancora i viaggiatori Dennis Carletta, Simone Cataldo, Michele Carvello, Tancredi Di Marco, Rosario Graceffa, Giuseppe Orto, Salvatore Pappalardo, Gabriele Scatà.
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La scena si arricchisce anche degli allievi e allieve dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico (coro dei compagni di Odisseo, dell’aedo, di Ino ed Hermes, Atena, delle sirene e compagni di Eolo): Caterina Alinari, Andrea Bassoli, Clara Borghesi, Davide Carella, Alberto Carbone, Carlotta Ceci, Federica Clementi, Alessandro Cosentino, Giovanni Costamagna, Christian D’Agostino, Sara De Lauretis, Carlo Alberto Denoyè, Carloandrea Pecori Donizetti, Lorenzo Ficara, Leonardo Filoni, Ludovica Garofani, Gabriele Giannone, Enrica Graziano, Ferdinando Iebba, Denise Kendall-Jones, Gemma Lapi, Zoe Laudani, Davide Lo Vecchio, Marco Maggio, Carlo Marrubini Bouland, Arianna Martinelli, Moreno Pio Mondì, Matteo Nigi, Giuseppe Oricchio, Marta Parpinel, Alice Pennino, Beatrice Ronga, Francesco Ruggiero, Massimiliano Serino, Davide Sgamma, Francesco Sparacino, Giovanni Taddeucci, Siria Sandre Veronese, Elisa Zucchetti.
Mercoledì 20 settembre è stato presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme al suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, entrambi a Siracusa per il bilaterale Italia-Germania in calendario al Castello Maniace con le rispettive delegazioni. Due anni fa il Capo dello Stato aveva assistito a “Coefore” ed “Eumenidi” con la regia di Davide Livermore – applausi e saluti hanno caratterizzato l’arrivo dei due presidenti.
Lo spettacolo su Ulisse mostra come sia possibile innovare partendo dalla tradizione; il rischio è che la suggestione della parola (lasciata a volte nuda come nei “recitativi” d’opera) passi in secondo piano rispetto agli aspetti musicali e scenografici – d’effetto sicuramente, come quelli della scena di Ulisse legato all’albero della nave o dei movimenti marini – ma la commistione di gesti note versi ritmi luci è decisamente coinvolgente.

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