PERCHÉ IL FASCISMO È UN CRIMINE? GLI ESEMPI CI SERVONO A CAPIRE IN DUE MINUTI IL SENSO DELLA STORIA.

La strage nazifascista di Stazzema causò la morte di 560 persone di cui 130 bambini.
A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia. La furia omicida dei nazi-fascisti si abbatté, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.
Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra.

Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma.

Cinquecentosessanta ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida.

Indifesi, senza responsabilità, senza colpe.

E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.

La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza.

Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare sé stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati.

(Da amici dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani- ANPI)

Cinquecentosessanta vite innocenti offerte dai fascisti versiliani ai nazisti affamati di sangue per il tradimento italiano.

Il fascismo è una malattia tipicamente italiana. Non si è mai allontanata. La conoscenza è l’unica forma di prevenzione.

 

 

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