PIAZZA ADDA: “ERRORI NELLA PIANTUMAZIONE DEGLI ALBERI”, L’INTERVENTO DEL DR. NINO ATTARDO

In questi giorni prende forma l’alberatura nel parcheggio di Piazza Adda. Un intervento compreso in un più ampio piano di opere di sistemazioni a verde redatto nel 2021 dal già assessore Carlo Gradenigo, che interessa tre scuole e altre cinque oasi alberate nella città, finanziato da quello che fu il Ministero della Transizione ecologica, oggi Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

I lavori, iniziati nel marzo del 2021, sono ripresi per la seconda fase il giugno scorso ma, a quanto pare, con qualcosa, di non poco conto, che non va, al di là delle osservazioni sul mancato abbattimento delle barriere architettoniche segnalato dal leader di Civico 4 Michele Mangiafico.

Sono due gli aspetti agronomici che, in fase di esecuzione dei lavori, sembra siano stati trascuratisegnala l’agronomo e paesaggista Nino Attardo -. La buca scavata per ospitare gli alberi non è sufficiente   rispetto alle dimensioni dell’albero e minima risulta la relativa massa di terreno da riporto; il materiale terroso utilizzato appare ricco di scheletro e sembra provenire dagli strati profondi di escavazione. Ciò fa presumere che il volume di terra a disposizione delle radici sia insufficiente alle necessità della specie di alberi scelti ovvero Brachichiton e che il substrato sia costituito da un suolo sterile in cui la componente organica e biologica è pressoché nulla”.

Immaginiamo che nell’attività di realizzazione delle nuove alberature la quantità e la qualità del suolo siano fattori essenziali per garantire il buon esito della piantagione.

Assolutamente sì, lo condizionano in modo diretto; ed è questo l’altro aspetto probabilmente non adeguatamente considerato. Il suolo è un elemento in cui si svolgono numerosi processi di trasformazione di energia e materia collegati alla vita delle piante. Dalla composizione chimica e dalla struttura fisica del profilo del suolo dipende la disponibilità degli elementi nutritivi e la possibilità degli organi sotterranei dei vegetali di svilupparsi e garantire la vita all’intera pianta. In fase di realizzazione della vegetazione urbana si deve porre la massima attenzione nel preservare la fertilità del suolo adottando tutti gli accorgimenti per conservare e migliorare le caratteristiche chimiche, fisiche e la componente biologica del terreno. Anche perché, dopo che si è proceduto alla messa a dimora delle piante è molto difficile e dispendioso modificare in modo efficace il suolo. Secondo quanto riportato nelle “Linee guida sulla gestione del verde urbano” redatte dal Ministero dell’Ambiente nel 2017, è buona pratica procedere ad un campionamento e ad analisi che stabiliscano le caratteristiche fisiche e chimiche e la qualità di sostanza organica presente nel suolo in esame (da eseguirsi preventivamente secondo i metodi e i parametri normalizzati di prelievo e di analisi pubblicati dalla Società Italiana della Scienza del Suolo – S.I.S.S.).

Analisi che non sappiamo se siano state fatte ma quindi importantissime perché determinano la buona riuscita dell’attecchimento e dello sviluppo futuro dell’albero?

Certo. Qualora il substrato di coltivazione, a seguito delle analisi chimico fisiche, presenti valori di pH anomali, ovvero una componente granulometrica non ottimale o più comunemente valori di sostanza organica particolarmente bassi, dovrà essere sottoposto a procedimenti di correzione e ammendamento. In ogni caso il substrato di coltivazione delle piante nelle aree a verde, dovrà avere le caratteristiche convenzionalmente definite del “terreno agrario”. Tutte queste prescrizioni dovevano essere già contenute nel capitolato speciale d’appalto delle opere a verde, allegato al bando di gara con cui la ditta si è aggiudicata i lavori. Anche il Regolamento Comunale del verde pubblico in merito al terreno agrario all’articolo 34 “Caratteristiche del materiale agrario e complementare” prevede che la terra di coltivo (terreno vegetale/agrario) riportata sia priva di pietre, tronchi, rami, radici e loro parti. Per maggiori dettagli tecnici si può consultare il Capitolato speciale delle opere a verde più utilizzato dai comuni italiani edito da ASSOVERDE”.

 

Dal Capitolato speciale delle opere a verde più utilizzato dai comuni italiani edito da ASSOVERDE:

“……… L’Appaltatore dopo essersi accertato della qualità del terreno da riportare dovrà comunicare preventivamente alla Direzione Lavori il luogo esatto in cui intende prelevare il terreno per il cantiere, per poterne permettere un controllo da parte della Direzione Lavori, che si riserva la facoltà di prelevare dei campioni da sottoporre ad analisi.

Le analisi del terreno dovranno essere eseguite secondo i metodi ed i parametri normalizzati di prelievo e di analisi pubblicati dalla Società Italiana della Scienza del Suolo (S.I.S.S). Il terreno, se non diversamente specificato in progetto o dalla Direzione Lavori, dovrà essere per composizione e granulometria classificato come “terra fine”, con rapporto argilla/limo/sabbia definito di “medio impasto” ed avente le seguenti caratteristiche:

–  contenuto di scheletro (particelle con diametro superiore a 2 mm) assente o comunque inferiore al 10 % (in volume)

– pH compreso tra 6 e 7,8

– Sostanza organica non inferiore al 2% (in peso secco)

– Calcare totale inferiore al 5%

– Azoto totale non inferiore al 0,1%

– Capacità di Scambio Cationico (CSC) > 10 meq/ 100 g

– Fosforo assimilabile > 30 ppm

– Potassio assimilabile > 2% dalla CSC o comunque > 100 ppm

– Conducibilità idraulica > 0,5 cm x ora

– Conducibilità Ece < 2 mS x cm-1

– Rapporto C/N compreso fra 8 e 15

– Contenuto di metalli pesati inferiore ai valori limite ammessi dalla CEE

– Ridotta presenza di sementi, rizomi di erbe infestanti

Il terreno dovrà contenere gli elementi minerali (macro e micro elementi), essenziali per la vita delle piante, in giusta proporzione. Nel caso di terreni con valori che si discostano

da quelli indicati, spetterà alla Direzione Lavori accettarli imponendo, se necessario, interventi con concimi o con correttivi per bilanciarne i valori, tali interventi non saranno

in alcun modo ricompensati all’Appaltatore.

Questi ultimi dovranno rispettare le caratteristiche prescritte nel D.Lgs. 29 aprile 2006, n. 217 di revisione della disciplina in materia di fertilizzanti.

La terra da utilizzare nel riporto dovrà provenire da aree a destinazione agraria, o, comunque, non sottoposto ad azioni antropiche il più possibile vicino al cantiere e prelevata entro i primi 35 cm dalla superficie…”.

 

IL PROGETTO PRESENTATO DA CARLO GRADENIGO

Un esempio concreto di progettazione integrata e rigenerazione urbana sul quale ho/abbiamo investito tempo ed energie dal primo minuto della nostra breve esperienza amministrativa e per il quale non posso che ringraziare gli uffici, i tecnici e tutti coloro che ci hanno creduto fin dall’inizio permettendo che il sogno diventasse realtà.

Il contesto dell’intervento
I processi di urbanizzazione sviluppatisi negli ultimi decenni hanno modificato profondamente il ciclo naturale dell’acqua a causa dell’aumento delle superfici impermeabili, diminuendo i fenomeni evapotrasporativi, l’infiltrazione superficiale e profonda e la ricarica delle falde acquifere e aumentando i volumi delle cosiddette acque di runoff, cioè le acque di dilavamento superficiale che non vengono infiltrate nel terreno.
Le aree interessate dall’intervento sono accomunate tra loro da un’ampia superficie asfaltata impermeabile priva di strutture ombreggianti che le rendono impraticabili nei lunghi mesi di caldo tipici dell’area di Siracusa e aumentano il rischio di allagamenti e malfunzionamento della rete fognaria mista nei casi di violenti acquazzoni e bombe d’acqua che si verificano sempre più spesso e in diversi periodi dell’anno.
L’inserimento nel contesto urbano di infrastrutture verdi, può avere, oltre ai benefici termici e ambientali (abbattimento isola di calore, drenaggio urbano, assorbimento CO2, aumento della avifauna e biodiversità), anche un importante impatto estetico e architettonico, capace di modificare la percezione e la fruizione dell’area da parte dei residenti.

Oggetto dell’intervento
L’intervento persegue gli obiettivi della soft engineering e consiste nel rifacimento e sostituzione con materiali drenanti di parte della pavimentazione attualmente in asfalto, con la realizzazione di n.3 trincee drenanti a raso per il recupero delle acque meteoriche, la depurazione, lo stoccaggio e il riuso della risorsa idrica, nonché la piantumazione di n.27 essenze arboree d’alto fusto per l’ombreggiamento e la sistemazione a verde dell’area e l’abbattimento delle isole di calore.
Gli stalli a spina di pesce attualmente presenti hanno una lunghezza di 6 metri contro una dimensione standard di 5 metri (4,5 metri è la dimensione minima da CdS). Tale lunghezza permette di ricavare una fascia lungo l’asse centrale dei parcheggi di circa 2 metri, utile per la realizzazione di una superficie verde a raso, e la creazione di tre lunghi filari di alberi e di tredici aiuole a raso con altrettante alberature singole. La messa a dimora degli alberi verrà effettuata garantendo un sesto di 10 metri per favorire la perfetta formazione delle chiome e un volume minimo di terra pari 1,5mt x 1mt x 1,5mt per ogni pianta.
Nella scelta delle alberature ci si è indirizzati verso specie caducifoglie e dalla ampia superficie fogliare, in modo da avere un notevole effetto ombreggiante e raffrescante durante la stagione estiva, e delle piante spoglie e leggere che facciano filtrare i raggi solari, limitando al contempo l’effetto vela e i relativi danni e rotture da vento, durante l’inverno.

La pendenza est/ovest del piazzale e l’orientamento nord/sud della pavimentazione drenante, permette di captare le acque di scorrimento superficiali costituendo dei veri e propri dreni capaci di restituire al terreno e alle piante l’acqua delle piogge.

Il progetto include inoltre la realizzazione di un camminamento pedonale drenante di 1,5 mt lungo il lato est dell’aiuola spartitraffico alberata posta davanti al parco, e le rampe di accesso al medesimo marciapiedi per il raggiungimento dell’edicola li presente, con conseguente abbattimento delle barriere architettoniche, oltre al relativo impianto di irrigazione completo.

Per la nuova pavimentazione, visto anche il carico medio-leggero che dovrà sopportare, si è scelto di utilizzare masselli in calcestruzzo grigliato e inerbito, con aperture a nido d’ape riempite con terreno organico, per favorire ulteriormente la mitigazione climatica e ridurre l’assorbimento e rilascio di calore delle superfici.

Risultati attesi dall’intervento
Con gli interventi elencati si mira oltre all’abbattimento dell’isola di calore, a intercettare, depurare, stoccare e riutilizzare le acque meteoriche, con un risparmio sulle utenze idriche legate al mantenimento del verde pubblico, riducendo al contempo lo scorrimento superficiale delle acque e mitigando i fenomeni di allagamento delle strade, edifici pubblici e scuole presenti nell’area di intervento.
In termini quantitativi l’intervento mira a mettere a dimora 27 nuovi alberi che a completo sviluppo permettano di mettere in ombra circa 200 posti auto, abbattere di 25°C la temperatura al suolo e sulle auto, ridurre di 2°C la temperatura dell’intera area con un aumento degli introiti derivanti dalle strisce blu di circa il 30% nei mesi che vanno da giugno a settembre.

Contestualmente sarà possibile accumulare ad ogni evento piovoso fino a 290 mc di acque da poter riutilizzare per l’irrigazione del parco con un risparmio sui relativi costi energetici annuali di circa il 30%.

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