La Biblioteca di Grottasanta, presidio di legalità, chiude per interventi di manutenzione. “Vigileremo affinché possa riaprire quanto prima” dice Lealtà e Condivisione che promuove una raccolta di firme

Le Biblioteche Comunali, in quanto istituzioni pubbliche al servizio della società, sono parte attiva insieme alle istituzioni sociali (pubbliche e private) nel favorire informazione, alfabetizzazione, istruzione, inclusione, partecipazione critica e cultura, anche attraverso forme innovative. Dopo l’ennesima vandalizzazione dei locali di via Barresi, avvenuta la settimana scorsa, il Comune ha disposto la chiusura temporanea e il trasferimento del personale presso la Biblioteca Santa Lucia, mentre i libri restano lì….fino a quando? Sappiamo quanto spesso tali chiusure si siano rivelate invece definitive, come per esempio già accaduto con la biblioteca del quartiere Tyche: si vuole abbandonare l’unico presidio culturale oltre la scuola presente fin dal 1998, in un quartiere di 20.000 abitanti, senza neanche comunicare la data di inizio e soprattutto di conclusione dei lavori di ripristino?

La quantità dei volumi contenuti dalla biblioteca di Grottasanta è pari a circa 22.000 mentre il numero di prestiti effettuati pari in media a 10 al giorno, arrivano ad n. pari a circa 2.500/3.000 libri prestati in un anno e per questo ci chiediamo, chi e quando ripristinerà il servizio interrotto a causa dei lavori? Sarà attivato un servizio di vigilanza allo scopo di evitare gli eventuali furti di quel patrimonio librario che è PUBBLICO?

Negli anni le difficoltà legate alla criminalità diffusa, dovute anche alla chiusura del consiglio di quartiere, hanno favorito azioni violente nei confronti di quei locali pubblici dei quali i cittadini del quartiere, ad eccezione di quei pochi violenti che invece vogliono provocare danni, apprezzano la funzione. L’Amministrazione, Sindaco e Assessore hanno mai pensato di indire un’assemblea pubblica e di ascoltare la voce dei residenti, dei docenti e degli studenti che la frequentano? Si dimentica forse che in questo quartiere risiede la maggior parte dei cittadini di Siracusa? Quali i servizi realizzati?

Il famoso progetto della ricucitura delle periferie promosso dal senatore Renzo Piano aveva concentrato i suoi sforzi proprio allo scopo della creazione di una nuova comunità a partire dalla riqualificazione di quegli spazi pubblici in abbandono – ovvero il campo sportivo, la strada, la scuola – utilizzando proprio i locali dell’ex consiglio di quartiere come sede di discussione e partecipazione pubblica ai progetti, ascoltando i bisogni dei residenti. Ma oggi cosa ne è rimasto?

Ed ancora ci chiediamo che ne è stato della convenzione firmata dal Comune con l’ASP allo scopo di destinare parte dell’edificio di Via Barresi alla realizzazione di un consultorio familiare. Il Sindaco, che è la massima autorità sanitaria del territorio, ha protestato, ha adottato provvedimenti allorché, nonostante la definizione dell’accordo per destinarvi anche una guardia medica medicalizzata, finanziata da Agenda Urbana, i lavori non sono mai stati avviati?

La chiusura della biblioteca di Grottasanta, qualora divenisse definitiva, avrebbe il sapore della sconfitta delle istituzioni rispetto alla criminalità sempre più diffusa nel quartiere. Perché nell’immediato non si è provveduto a ripristinare l’erogazione di acqua dei sanitari che sono inagibili da anni pur sapendo che il contesto di Via Barresi esprime un bisogno presente nel territorio al quale, almeno in piccola parte, la biblioteca rispondeva?  Il servizio offerto da una biblioteca accogliente, inclusiva, e al contempo capace di integrarsi e contaminarsi con il territorio e i servizi circostanti, sarebbe un’efficace risposta alla povertà educativa dei ragazzi del quartiere. Ampliando i servizi offerti dalla biblioteca si potrebbero raggiungere soprattutto coloro che, all’interno della periferia cittadina – Mazzarona è periferia nella periferia -, vivono situazioni sociali di disagio ed emarginazione: i minori con pochi diritti, le persone con disabilità o provenienti da contesti familiari fragili. L’Amministrazione deve cercare partner nel terzo settore il cui ruolo favorirebbe lo sviluppo e l’incontro al di fuori del quartiere, facilitando atteggiamenti positivi verso l’altro con il riconoscimento di aspetti culturali che accomunano e non dividono.

L’offerta di laboratori aperti nel pomeriggio o nei festivi grazie alla cooperazione sociale e/o alle associazioni di volontariato potrebbe scoraggiare il vandalismo ed incoraggiare l’uso di strumenti, quali il libro, la musica e il teatro, con il fine di superare la solitudine, affrontare il tema delle pari opportunità, dell’accoglienza, dello stimolo alla creatività e al lavoro di gruppo, sia per le famiglie che per i bambini, di familiarizzare con il piacere della lettura intesa come avventura nel mondo delle parole e delle immagini, della creatività e della fantasia. Gli effetti positivi indotti dalla biblioteca di quartiere di Belvedere anche con la recente iniziativa dello “zaino sospeso” non sono forse la testimonianza più efficace?

Vogliamo avviare una raccolta firme affinché la chiusura temporanea, necessaria per ripristinare i locali, non diventi definitiva e vigilare sugli atti amministrativi utili a una celere riapertura ripristinando la messa in sicurezza ed attivando un servizio di videosorveglianza dell’edificio.

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