DALL’UCRAINA A CASSARO, LIETO FINE PER UNA FAMIGLIA DI PROFUGHI GRAZIE ALLA SOLIDARIETÀ LOCALE

L’appello è arrivato da Svitlana Vakulenko e Bruno Marziano lo ha subito girato in alcune chat whatsapp: “Carissimi vi tgiro l’appello disperato di una famiglia di profughi ucraini (marito moglie e tre bambine) che sono nella nostra zona da qualche giorno e dormono in un pulmino. Gli è stato detto dal Ministero che saranno inseriti in un progetto di accoglienza, che saranno ospitati in un alloggio, intanto però sono costretti a vivere e dormire in questo pulmino. Se qualcuno ha la possibilità di ospitarli per qualche giorno mi faccia sapere …

Svitlana Vakulenko è una signora ucraina, da anni nella nostra città si occupa di tenere rapporti con la realtà del suo Paese e, dopo la guerra, di fornire aiuti concreti alla popolazione e ai profughi. Lo scorso anno è stata punto di riferimento per la spedizione di materiale di aiuto e soccorso raccolto da alcune realtà locali.

Dopo aver lanciato l’appello in chat c’è stata una vera e propria gara di solidarietà. Hanno subito dato la loro disponibilità i sindaci Amenta (Canicattini), Stefio (Carlentini) e Gianni (Priolo) ma è stata l’amica C.P. titolare di un’azienda agricola a farsi immediatamente carico ospitando la famiglia presso la sua struttura” – ci informa Bruno Marziano. La famiglia ucraina è arrivata da qualche giorno in città dopo aver trascorso circa un anno a Roma. Era in attesa di essere inserita in un Progetto di Accoglienza e nel frattempo viveva e dormiva in un pullmino – “Il pullmino intanto  si è pure rotto – continua Marziano – e la Caritas dovrebbe occuparsi di farlo riparare, ma eventualmente abbiamo anche trovato la disponibilità di amici meccanici che si sono offerti. È veramente molto bello scoprire quanta solidarietà si è capaci di innescare. Siamo una vera Comunità”.

Appena ho letto l’appello ho pensato a questa famiglia, alle bambine e mi sono subito attivata per trovare una sistemazione seppur provvisoria per qualche tempo – ci racconta l’imprenditrice – Mamma, papà e tre bambine: una di 11 anni e due gemelle di 8 anni. Bellissime. Dormivano da giorni in questo pullmino in condizioni molto disagevoli. Il padre, addirittura per dare più spazio e libertà al resto della famiglia ultimamente dormiva fuori, in spiaggia nei pressi di Priolo. La figlia più grande ha festeggiato proprio ieri il suo compleanno, mi ha confidato che è stato il peggiore della sua vita. Spero che da noi possano trovare un minimo di serenità e possano trovare presto una sistemazione definitiva”.

Tra i vari soggetti che si sono prontamente mobilitati per questa storia c’è pure Sebino Scaglione, sociologo presidente della Coop. Passwork che gestisce (assieme alla Caritas, alla cooperativa Il Sorriso e alla Fondazione Val di Noto) il progetto PRINS (Pronto Intervento Sociale): “Appena avuta notizia abbiamo attivato il Servizio di Pronto Intervento Sociale (che dura tre giorni) e abbiamo contattato il Ministero per accelerare l’inserimento della famiglia in un progetto S.A.I. (Servizio accoglienza Immigrati)”.

Stiamo andando a prelevare la famiglia – ci informa Marco Aripoli della Comunità Obioma Iblei mentre stiamo per pubblicare – sarà ospitata in un appartamento messo a disposizione nell’ambito del progetto di Accoglienza Immigrati) nel Comune di Cassaro. Dopo un lungo viaggio pieno di varie vicissitudini, finalmente avranno tutta l’assistenza necessaria, le bambine andranno a scuola, i genitori intraprenderanno percorsi di inserimento lavorativo”.

Una storia triste che trova in poche ore grazie al tam tam sui social, agli operatori, alle associazioni un finale positivo, che rivaluta una realtà troppo spesso rappresentata per aspetti negativi e deleteri (che fanno “più rumore”), che dà speranza ad  un nucleo familiare scampato agli orrori della guerra di trovare un futuro sereno. E siccome le belle notizie non fanno rumore, abbiamo pensato di dargli spazio.

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