È una giornata molto calda, dentro casa l’aria sa di bruciato, fuori la città è vuota, l’aria irrespirabile e il vento è talmente caldo da bruciarti il volto. «Abbiamo visto le fiamme arrivare verso le tre del pomeriggio, inizialmente sentivamo puzza di fumo forte, poi visto che c’era molto vento le fiamme sono arrivate sempre più vicine a casa nostra e a quelle dei vicini». Racconta la famiglia Lanza, di Siracusa. «Noi viviamo in zona viale Epipoli, nelle villette indipendenti dietro la Coop. Abbiamo provato a chiamare molte volte i vigili del fuoco ma erano sempre occupati, poi li abbiamo visti correre verso una pompa di benzina che ha preso fuoco – continuano – piano piano tutti quelli delle villette vicine hanno cominciato a buttare acqua da tutti i lati perché il fuoco arrivava ovunque. Ad alcuni il fuoco è entrato dentro le villette bruciando alcune zone aperte, ma da noi sono riusciti a fermarlo proprio dietro il muretto di casa, fortunatamente». Nella giornata di ieri sono state circa 600 le persone evacuate a Siracusa a causa dei continui e violenti incendi. Quasi 2mila sono, invece, gli sfollati in tutta la Sicilia.
Gli incendi delle ultime 24 ore hanno interessato soprattutto la zona di Palermo, Catania, Messina e Siracusa. L’autostrada Catania-Siracusa è costeggiata dalle fiamme, a Palermo brucia l’aeroporto e tra le altre cose prende fuoco una chiesa del XV secolo, la Chiesa di Santa Maria di Gesù. Due i corpi carbonizzati ritrovati in un’abitazione a Cinisi, una donna è morta nel palermitano. A Catania le alte temperature causano blackout totale, manca sia l’energia elettrica che l’acqua. Un video mostra i cavi elettrici sciogliersi a causa del calore. A Siracusa le fiamme colpiscono anche la balza delle Mura Dionigiane. «Non state all’aperto», è l’avviso diramato dall’Asp, l’aria in tutta l’isola è irrespirabile. E mentre Chiara Ferragni pubblica sul suo profilo instagram la dicitura ”Sicilia Bedda” sotto una foto in barca sulle isole Eolie; i siciliani fuggono dalle proprie case. Gli incendi sono conseguenza diretta dei mutamenti climatici, spiega Greenpeace nel report “Un paese che brucia”: «Il cambiamento climatico contribuisce a creare quel mix di caldo, vento e siccità che favorisce gli incendi. Le estati si prolungano, riducendo l’umidità della vegetazione, fiaccando le precipitazioni e favorendo la combustione». Secondo il rapporto “Disuguaglianza da CO2”, pubblicato da Oxfam in collaborazione con lo Stockholm Environment Institute, i mutamenti climatici sono a loro volta conseguenza dell’inquinamento dell’1% della popolazione più ricca del mondo: «in 25 anni, l’1% più ricco della popolazione mondiale – pari a 63 milioni di abitanti – ha emesso in atmosfera il doppio di CO2 rispetto a 3,1 miliardi di persone, la metà più povera del pianeta». Un dato che restituisce il quadro di un mondo in cui la metà più povera del pianeta è costretta a subire l’impatto dello stile di vita insostenibile di pochi milioni di persone.
Nel frattempo l’ingente ondata turistica non si placa e la gente continua ad arrivare e sovraffollare la Sicilia in fiamme, in deficit idrico e di energia elettrica, affrontando più di 9 ore di pullman dall’aeroporto di Trapani (l’unico aeroporto pienamente operativo rimasto nell’isola) a quello di Catania.

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