“Godetevi la vostra vacanza nel più grande cimitero di migranti d’Europa” così recita lo striscione apparso ieri al molo Sant’Antonio, di fronte l’approdo di Msc Crociere.
“Vogliamo sensibilizzare su un tema altamente importante, quello delle morti in mare, delle persone migranti mai arrivate in Italia perché risucchiate dal Mediterraneo, e la stretta correlazione che i movimenti migratori hanno con i mutamenti climatici”. Spiega Lucia Carpinteri, studentessa di scienze politiche, sul luogo ieri mattina.
Secondo la Banca Mondiale saranno 220 milioni i migranti ambientali nel 2050. Le previsioni dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom), invece, parlano di un numero compreso tra 25 milioni e 1 miliardo. Una parte di questi sono già in movimento prevalentemente dall’Africa e dal Medio Oriente, nel tentativo di sfuggire agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Gli eventi meteorologici estremi nel 2022, come il calore degli oceani e l’aumento record del livello del mare, il ghiaccio marino antartico che ha toccato un nuovo minimo, la velocità drammatica con cui si sono sciolti i ghiacciai in Europa, rendono evidente che gli anni a venire saranno sempre più drammatici. Solo in Pakistan le inondazioni hanno provocato lo sfollamento di 33 milioni di persone, mentre altri milioni in Africa (dal Corno d’Africa alla costa occidentale del continente) sono stati colpiti dalla siccità e dalla minaccia della carestia. Solo nel 2021 sono stati registrati 23,7 milioni di nuovi sfollati per cause ambientali, contro i 14,3 milioni prodotti dalla guerra. Se si guarda ai flussi migratori verso l’Italia, le nazionalità dichiarate dalle persone migranti sono quasi sempre di Paesi che stanno soffrendo già da anni la pressione del cambiamento climatico. “Quello che non accettiamo è che il lusso di pochi sia causa della sofferenza di molti – spiega Lucia – Le navi da crociera inquinano tantissimo per i loro motori a combustione. Msc Crociere e la stragrande maggioranza delle navi da crociera utilizzano motori a diesel. Il carburante è olio pesante, molto più economico, ma uno dei più sporchi. Per questo chi sceglie di salire su una crociera decide volontariamente di inquinare gli oceani e l’atmosfera a scapito di chi, dall’altra parte del Mediterraneo, ne sta già pagando le conseguenze!” Una sola nave da crociera può emettere quantità di inquinamento pari a quelle di un milione di automobili. La ONG tedesca NABU ha rilevato che una nave di medie dimensioni che brucia fino a 150 tonnellate di greggio al giorno produce la stessa quantità di particolato di un milione di automobili. In altre parole, le oltre 100 navi della sola Carnival Corporation, emetterebbero più ossido di zolfo di tutte le 260 milioni di automobili in Europa. Secondo il presidente di IDOS -Dossier Statistico Immigrazione- Luca Di Sciullo: «Ingiustizia climatica e ingiustizia sociale si saldano e la migrazione diventa l’unica strategia di adattamento per chi non ha altra alternativa che fuggire dalla povertà in tutte le sue forme. Non basta evitare i conflitti per risolvere la questione delle migrazioni forzate; è anche necessario imparare a convivere in maniera più sostenibile con il nostro pianeta, rovesciando l’attuale modello di sviluppo e ragionando concretamente sul diritto a migrare». In accordo con Luca di Sciullo: “Non salire a bordo di una crociera dovrebbe essere una scelta di tutti e tutte”, concludono le manifestanti al molo.

Commenti recenti