E LE STELLE DEL POP E DEL ROCK STANNO A CANTARE NELLA DISCOTECA DEL TEATRO GRECO

Hanno trasformato il più antico Teatro greco dell’Occidente in una discoteca sotto le stelle con gli ultrà degli spettacoli pop, ammassati nella “curva”,  pronti a dar vita,  mentre i Negramaro si esibivano, ad una serata danzante nella pista da ballo del prestigioso palcoscenico del Teatro.

Il video finito su facebook è diventato subito virale. Qualche giorno prima, gli ultrà avevano saltellato sulle tavole che coprono la cavea, ritmando Biagio Antonacci. Proprio il rischio che paventava il Soprintendente ai Beni Culturali, Martines, e che a suo giudizio costituiva un valido motivo per evitare gli spettacoli rock al Teatro Greco, divieto poi convertito in nulla osta.

Come è potuta accadere una profanazione come questa?   Chi risponderà della vergogna che ci cadrà addosso in tutta Italia?

Solo ieri, nella gerarchia delle notizie, a fare scalpore erano gli 80 mila euro di contributo generosamente elargiti dal “signore del Vermexio” ad un impresario di spettacoli, titolare della società Puntoeacapo, per la gioia di un pubblico di tutte le età.

Se posso avanzare sommessamente un dubbio, mi permetto di chiedere: dal momento che il Comune non è l’organizzatore degli spettacoli e non è il “proprietario” del Teatro Greco, per quale motivo ha messo in tasca a Puntoeacapo 80 mila euro? Non certo  per incentivare il turismo che non si promuove con l’intrattenimento.

Dopo quanto è accaduto l’altra sera con i Negramaro e prima ancora con Antonacci,  la notizia vera è che i timori espressi da molti di noi (si vadano a rileggere gli articoli pubblicati su La Civetta e su La Sicilia) su un uso spregiudicato del Teatro Greco per manifestazioni musicali che richiamano un grande pubblico, specialmente giovanile, erano fondati. La Regione ha fatto orecchio da mercante e, nonostante le numerose prese di posizione che sconsigliavano le serate musicali, ha allestito un nutrito calendario di eventi, non tenendo conto della peculiarità artistica e culturale del sito.   Quanto ai vertici della Soprintendenza ai Beni Culturali, il meno che si possa dire è che hanno  preferito il pop e il rock alla tutela dell’area archeologica.

Uno speciale riconoscimento va al sindaco Italia, non tanto per aver dato un sostanzioso contributo ad un privato, sulla cui liceità ci sia consentito più di un dubbio, quanto per non essersi opposto all’uso del Teatro Greco come contenitore di spettacoli di ogni tipo. Il primo cittadino  ha un’idea di quanti turisti non hanno potuto vedere il Teatro, la perla della nostra area archeologica, a causa della copertura della cavea per le serate pop?

Contro questa scelta, come si ricorderà, si è battuto un comitato di esperti che ha messo in guardia i responsabili degli enti preposti alla tutela dei beni culturali dal rischio di degrado della roccia. Purtroppo non c’è  sordo peggiore di chi non vuole sentire.

Vedremo se il prossimo anno la Regione sposterà altrove gli spettacoli, come si è impegnata a fare.

 

(foto copertina di Franca Centaro, tratta dal web)

 

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