Contratto scuola: un aumento salariale irrisorio e qualche vantaggio in più sul piano normativo

È giunto finalmente alla firma il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto istruzione, università e ricerca 2019/21, accompagnata dalle forti critiche della Uil soprattutto in relazione ai 190 euro conquistati. “Va detta la verità ai lavoratori. La parte economica è stata assegnata per il 96% delle risorse totali nel mese di dicembre. Ciò che è arrivato ora è una miseria” ha affermato il segretario nazionale del settore Uil Giuseppe D’Aprile. “A conti fatti gli importi di cui parla il ministero nel suo comunicato ufficiale vanno scorporati da quanto già percepito con l’accordo di sette mesi fa. Un esempio: ai docenti andranno solo 26 euro in più al mese che si aggiungono ai 98 euro medi già in busta paga. Per i Dsga, invece, siamo a 60 euro lordi. In più c’è una tantum di 63,84 euro medi lordi per maestri e professori e 44,11 per collaboratori scolastici e impiegati. I contratti nazionali di lavoro si sottoscrivono perché sono migliorativi rispetto al testo precedente e non è questo il caso. Inoltre nell’impianto normativo vengono implementate ulteriormente le mansioni di tutto il personale Ata; un’inaccettabile ulteriore attribuzione di ruoli per cui i collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi e i Dsga, già oberati di incombenze a volte estranee alle loro mansioni, saranno soggetti a ogni tipo di lavoro con riferimenti generici alla formazione senza che essa venga imputata a carico dell’amministrazione. Risulta precarizzata la figura dell’ex Dsga e degli ex assistenti amministrativi facenti funzione con l’attribuzione di incarichi triennali che abbiamo fortemente contestato per il personale docente nella Legge 107/15”.

Chiediamo a Giovanni La Rosa segretario provinciale della Flc (la relativa categoria della Cgil) di chiarirci la situazione.

Innanzitutto, c’è da dire che questo contratto è da considerare anomalo perché si è firmato prima la parte economica e poi quella normativa, cosa mai successa. Ciò ha significato che per la maggioranza dei lavoratori è scemato l’interesse nella contrattazione sulla seconda parte, mentre anch’essa è importante. Noi come Flc guardiamo positivamente al risultato raggiunto perché si aspettava una conclusione da ben dieci anni e alla fine siamo riusciti a sederci al tavolo, contrattare e concludere in un altro anno e mezzo.

La componente Uil non ha posto la propria firma proprio per l’irrisorio aumento dello stipendio.

Sappiamo tutti che siamo enormemente indietro su ciò e non solo rispetto ad altri Paesi, ma anche ad altri settori della pubblica amministrazione. C’è da lavorare e tanto. Tutto quello che denuncia la Uil è giusto, ma per noi della Flc Cgil questa firma rappresenta un inizio, un trampolino di lancio, dopo un lungo periodo di mancato rinnovo. La categoria soffre e parecchio. Pensiamo al collaboratore scolastico che percepisce una media di 1.100 euro sia al nord che al sud e questo salario anche dalle nostre parti è da sopravvivenza, giusto ciò fa capire in quali situazioni si trova il settore Ata, ma non è da meno quello dei docenti, per nulla valorizzati. A settembre partendo con le assemblee, che faremo nei luoghi di lavoro per spiegare il contratto, auspichiamo un dibattito serio con proposte e osservazioni da inserire nel lavoro di preparazione del prossimo CCNL su cui ci impegneremo da subito dato che è già scaduto.

Quali sono le novità principali di questo accordo?

Come sappiamo il 95% dell’aumento salariale scritto sul contratto è già stato dato, c’è solo un 10% in più per gli straordinari. Una novità riguarda i precari che saranno più tutelati. Chi è di ruolo, infatti, potrà chiedere al dirigente tre giorni di permesso retribuiti per motivi personali e familiari. Fino ad oggi chi aveva un contratto che scadeva a giugno o agosto poteva stare a casa tre giorni ma senza la retribuzione. Ora il diritto sarà uguale per tutti. Altro punto: la mobilità. Per i docenti e i Dsga neo assunti ci saranno delle deroghe per prestare questo tipo di assistenza informale a un familiare e genitorialità. Sulla mobilità si individueranno le modalità per superare il blocco triennale dei trasferimenti e sarà consentito ai docenti e ai Dsga (Direttore dei servizi generali e amministrativi) neo assunti la possibilità di chiedere l’assegnazione provvisoria. Ciò rappresenta un forte punto di scontro, perché abbiamo personale al nord proveniente dal sud, data la maggiore facilità d’entrata nel sistema scolastico, che lascia quelle sedi scendendo poi in meridione con gravi ripercussioni per il personale del nord per questo ricambio continuo di moltissimi docenti. Altro punto nuovo a cui si è giunti è quello sulla formazione: ora sarà ricompresa nel monte ore annuale (40 +40 ore) e il docente superate le ore programmate dovrà essere pagato. Inoltre, il personale Ata sarà suddiviso, a livello di qualifiche, in quattro macro aeree. Avremo gli operatori, i collaboratori, gli assistenti e i funzionari di alta qualificazione, cioè direttori amministrativi, ecc. C’è poi la nuova figura dell’operatore socio sanitario che dovrà essere adeguatamente formato per entrare nelle relative classifiche insieme ad altri che avranno un titolo di studio di operatore socio assistenziale. Nella nuova area dei funzionari sarà possibile attribuire un incarico triennale di “elevata qualificazione professionale” (con un incremento della retribuzione pari a 60 euro mensili). Una novità molto “pragmatica” ma rilevante è la possibilità di effettuare riunioni a distanza se non deliberative e di smart working per personale Ata, oramai sappiamo che i sistemi sono tutti centralizzati. Sostanzialmente sono queste le maggiori novità di questo contratto.

Cosa c’è di nuovo sull’annosa questione del TFR che, data l’inflazione, viene ridotto nel suo reale potere d’acquisto dopo i due anni e mezzo di attesa perché sia effettivamente corrisposto al lavoratore?

Le disposizioni attuali di legge prevedono che sia chi è andato via prima, a 62 anni, sia chi abbia raggiunto i limiti d’età, i 67 anni, debba aspettare tutti questi mesi, addirittura i sessantaduenni fino al compimento dei sessantasette anni. Tutto ciò non è per nulla corretto e su questo apriremo iniziative fin da settembre coinvolgendo il personale della scuola per chiedere una risposta risolutiva dal ministero.

Su nuova occupazione nell’istruzione?

È in atto un ridimensionamento generale e pensiamo che non c’è tanto spazio se non per poche unità a fronte dei tanti che soprattutto con quota 100 sono andati via.

E infine per quanto riguarda la spaccatura sindacale?

Finora noi come Flc Cgil abbiamo agito lungo un percorso che abbiamo ritenuto responsabile per i lavoratori e ci siamo trovati Cisl e Gilda pronti a dissociarsi in certi momenti per poi in seguito cambiare parere e seguirci, ora è la volta della Uil. Difatti nella contrattazione precedente la Cisl e la Gilda non firmarono, poi ci fu la cosiddetta firma tecnica, un’accettazione a posteriori, che chiuse la questione. C’è da considerare un fattore importante: se non si firma il CCNL poi nei contratti integrativi che si effettuano nelle scuole sul territorio quell’organizzazione sindacale non potrà partecipare alla contrattazione.

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