La nota di Aditus in risposta al nostro articolo del 7 luglio

Pubblichiamo integralmente, con piacere, la nota inviataci dall’Ufficio Stampa di Aditus srl a seguito del nostro articolo del 7 luglio https://www.lacivettapress.it/2023/07/07/beni-culturali-servizi-aggiuntivi-al-pubblico-ennesima-proroga-della-regione-ad-aditus-ma-si-tratta-di-eventi-culturali-o-di-food-experience/

Beni Culturali (servizi aggiuntivi al pubblico): ennesima proroga della Regione ad Aditus. Ma si tratta di eventi culturali o di food experience?

sebbene in essa si affrontino tematiche che non ci pare abbiano trovato spazio nel nostro intervento relativo invece a tutt’altro, una nota sulla quale torneremo nel merito.

Teniamo intanto a nostra volta a precisare:

che non comprendiamo di quali nefandezze o illeciti avremmo mai accusato la società (perché il riferimento al caso dei custodi ‘infedeli’ presso il Teatro Antico di Taormina? E, a questo punto, perché non il riferimento a vicende che hanno interessato alcune società private in tutta Italia?);

che, avendo approfondito con diversi articoli il regime di proroga in cui opera Aditus, conosciamo bene la normativa indicata;

che non ci appartiene un’avversione acritica a qualsiasi impresa privata che tuteli sia i propri interessi sia, quand’è virtuosa, quelli della Comunità.

 

La nota di Aditus:

CON RICHIESTA DI PUBBLICAZIONE

GENTILE DIRETTORE Siamo costretti, dopo un vostro recente articolo,  a ripetere la storia per l’ennesima volta, eppure tre anni fa circa pensavamo di essere stati chiari con un’intervista al vostro giornale chiarendo le presunte nefandezze, delle quali Aditus viene ciclicamente accusata.

E allora ripetiamo Aditus ha vinto una regolare gara d’appalto a procedura aperta per la gestione dei siti archeologici di Taormina e Siracusa bandita nel 2010 ai sensi del codice degli appalti e del codice dei beni culturali. Gli atti di concessione sono stati sottoscritti nel 2016 per Siracusa e nel 2017 per Taormina per la durata di 4 anni. La sospensione dei servizi per la pandemia da COVID degli anni 2020/2021 ha comportato una proroga dei servizi, dovuta per legge, come è accaduto in tutta Europa, in particolare fino al 20 giugno 2023 per i siti di Siracusa. L’ulteriore proroga al 31 ottobre 2024 è invece dovuta al fatto che tutti i Codici degli appalti, da quello del 2006 a quello del 2016 e persino quest’ultimo del  2023, prevedono, com’è prassi in un economia liberale, che l’equilibrio nell’ambito delle concessioni pubbliche di servizi poggi interamente sul piano economico finanziario (PEF) che l’operatore economico propone alla stazione appaltante in sede di gara per l’affidamento della relativa concessione. Il PEF, dunque, è destinato a garantire la remunerabilità  della prestazione contrattuale del soggetto dichiarato vincitore in esito alla procedura di evidenza pubblica.

Quanto premesso esplicita anche che risulta evidente che il concessionario non fa beneficenza, ma eroga servizi per averne un ritorno economico.

L’occasione ci consente anche di ribadire che persino l’ANAC – l’Autorità Italiana Anti Corruzione – ha sancito che il verificarsi di fatti non riconducibili al concessionario che incidono sull’equilibrio del piano economico finanziario può comportare la sua revisione da attuare mediante la rideterminazione delle condizioni di equilibrio. Nello specifico, nelle linee Guida n. 9 di attuazione del D.Lgs. n. 50/2016, l’ANAC ha, dunque, esposto che tra gli eventi non imputabili all’operatore economico che danno diritto a una revisione del PEF rientrano gli eventi di forza maggiore tali da rendere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso, in tutto o in parte, l’adempimento delle obbligazioni contrattuali e a titolo esemplificativo ha citato tra gli eventi di forza maggiore “epidemie e contagi”. Ha infine chiarito che la revisione del PEF non può essere parziale ma deve riguardare “tutti gli scostamenti dai valori indicati dell’equilibrio economico e finanziario”.

Qualora questa dissertazione giuridica fosse difficile da comprendere – ma non troviamo un linguaggio migliore per descriverla – si suggerisce di approfondire autonomamente quanto sopra dichiarato, nel contempo Aditus ha presentato il PEF, così come indicato dall’ANAC, sottoposto a verifica semestrale da parte dell’Amministrazione regionale, dall’analisi del quale ne è derivato che le condizioni di equilibrio della concessione si raggiungono con la proroga della stessa al 31 ottobre 2024.

Consentiteci di esprimere una considerazione legata al fatto che non vorremmo  che le presunte nefandezze da voi paventate celino il lamento ingiustificato di veder operare sul territorio un’azienda “Straniera” che usurpa il diritto e non si comprende quale. Uno straniero che però occupa decine di persone del luogo, che ha ristrutturato luoghi fatiscenti, che ha dato dignità ai siti che gestisce, che ha ripulito luoghi che non vedevano la luce da quarant’anni, che ha totalmente eliminato il malaffare degli ingressi gratuiti e di favore.

Un’attenta gestione del personale ha consentito in questi anni che non si verificassero casi come quelli condannati nei giorni scorsi da una sentenza della Corte di appello di Messina che ha confermato quella emessa dal Tribunale di Messina l’8 novembre 2021 nei confronti di 5 dipendenti delle Regione Sicilia, custodi presso il Teatro Antico  di Taormina, condannati per il reato di peculato. Questi 5 dipendenti della Regione Sicilia, addetti alla biglietteria o al controllo degli ingressi presso il teatro antico di Taormina, in concorso tra loro, si sono appropriati di 506,00 euro in una giornata, mediante la vendita di biglietti ridotti al prezzo di quelli interi o la vendita ripetuta dei medesimi tagliandi, potendo, per ragioni del loro servizio, disporre del possesso del denaro complessivo riscosso dai visitatori per l’acquisto dei biglietti d’ingresso alla predetta struttura. 506 euro in un solo giorno, producono un danno potenziale di oltre 10mila euro al mese e di quasi un milione di euro l’anno.

Senza volere fare di tutta l’erba un fascio e con la certezza che la gran parte dei custodi dei siti archeologici siano persone per bene, questo episodio dimostra come la gestione della biglietterie da parte di Aditus al teatro antico di Taormina, a quello di Siracusa o alla Valle dei Templi di Agrigento, non possa tornare in mano ai dipendenti della Regione Sicilia ma dati all’esterno con regolare procedura di gara, così come accaduto nel 2010. E numeri alla mano l’incremento degli incassi per la Regione Siciliana da quando i siti sono dati ai concessionari supera abbondantemente la doppia cifra degli incassi.

Anche su questo probabilmente si avrà da ridire, ma fa parte del gioco, di un gioco che purtroppo oggi vede la Sicilia, con la gestione affidata ai concessionari ,essere citata a livello nazionale come  laboratorio di idee e e di valorizzazione del patrimonio artistico ma al contempo danneggiata da battaglie di retroguardia che tendono a portare avanti presunti protezionismi, anacronistici in un mondo che guarda a proposte innovative di gestione dei siti archeologici.

Grazie

Ufficio stampa Aditus

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti