Stamane la notizia della morte del collega Enrico De Masellis, precipitato dal quinto piano della sua abitazione, mi ha colpito e fortemente addolorato. Non mi interessano il come ed il perchè di questo decesso. Conoscevo poco il collega per averlo avuto come PM in alcuni processi e voglio solo ricordare un suo intervento in uno molto delicato in cui erano imputati un carabiniere ed un agente di polizia penitenziaria per sospetta collusione con alcuni detenuti. Sin dall’inizio del dibattimento dimostrò una conoscenza acribica, quasi maniacale, degli atti processuali. Citava quasi a memoria le dichiarazioni dei soggetti processuali, indicandone anche la relativa pagina del fascicolo.Dopo una lunga istruzione dibattimentale si cimentò in una appassionata e tormentata requisitoria che si concluse con la richiesta di assoluzione di uno dei due e la condanna dell’altro. Il collegio da me presieduto accolse in pieno le sue richieste. Restai impressionato dalla sua partecipazione emotiva e direi quasi sofferta alle vicende dei due pubblici ufficiali, il cui destino era legato alla sorte del processo. Avrebbe potuto limitarsi ad una sbrigativa e sintetica requisitoria ed affidarli alla nostra “sapiente valutazione”, come talvolta si usa fare da alcuni PM, ma volle incidere (e come incise!) sulla decisione finale. Mi rimase impressa questa sua “compassione “(dal latino” cum patior”) alle sofferenze dei due giudicabili. Un ricordo doveroso di chi ha onorato la toga con rettitudine e professionalità.
Ecco perchè lo ritenevo e lo ritengo un Amico, degno di stima e di rispetto.

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