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SE LA POLITICA È IL PORTO DELLE NEBBIE

Dietro la conta dei consiglieri che stanno di qua o di là e di quelli che sono pronti a saltare il fosso c’è la politica senza princìpi e senza valori, pronta a salire sul carro del potere. Il Consiglio comunale è composto da 32 consiglieri così suddivisi: 9 eletti nelle liste del riconfermato sindaco Italia, 3 nelle liste che fanno capo a Giancarlo Garozzo, 3 eletti nel Partito democratico e i restanti 17 nelle liste del centrodestra. In teoria il centrodestra ha i numeri per eleggere il presidente del Consiglio comunale, ma solo in teoria perché in realtà 2 dei consiglieri eletti in Fratelli d’Italia e i 4 eletti nell’Mpa sono pronti a cambiare casacca, quest’ultimi in cambio della presidenza del Consiglio. Con i 6 nuovi arrivi, convertitisi sulla via del Vermexio, il sindaco Italia può contare su 15 consiglieri che, nel gioco dei quorum, delle assenze pilotate, dei franchi tiratori e delle astensioni potrebbero consentirgli di diventare, a dispetto del voto degli elettori, il dominus del Consiglio comunale.

Tuttavia, l’esito della partita non è scontato in quanto dipende dal comportamento dei tre consiglieri di Garozzo e soprattutto degli altri tre del PD, sempreché si fermi l’emorragia del centrodestra. Da qui il tentativo, di cui si è parlato, di coinvolgere, secondo il metodo del divide et impera, qualche altro consigliere dell’opposizione per arrivare a quota 16, cioè a un passo dal quorum. A tale proposito, nei corridoi dei passi perduti della politica, è circolata la voce di un consigliere PD, Massimo Milazzo, disponibile, nel quadro di un’apertura di dialogo col sindaco, di cui è assertore Tiziano Spada, ad appoggiare la linea Italia. Ma il ragionamento, conoscendo la correttezza di Massimo e i deliberati del PD, non sta in piedi.

È vero che il quorum funzionale alla prima votazione è di 17, ma dalle successive votazioni scende e basta qualche astensione o qualche voto a un candidato terzo perché Italia faccia l’en plein.

Questo il contesto nel quale potrebbe avvenire l’elezione del presidente del Consiglio comunale ad opera di una “maggioranza” a dir poco composita e imbottita di transfughi. E poi ci meravigliamo se la gente non va più a votare.

È l’antitesi della buona politica, la mortificazione del principio democratico e del principio di rappresentanza. Non c’è destra, non c’è sinistra, non c’è pensiero politico che ispiri i comportamenti, ma solo la boria del potere, che ha come contropartita una poltrona o uno strapuntino o una promessa a valere su futuri incarichi.

Sarebbe questa “la condivisione dei princìpi e dei valori con i soggetti con cui si amministra la città” di cui parla il sindaco nell’intervista a La Civetta di Minerva?

Non faccio più parte per mia scelta degli organismi dirigenti del PD ma, seppur dall’esterno, seguo con interesse la politica del partito e devo dire che, grazie alla fermezza di Antonio Nicita e del gruppo dirigente storico, soprattutto di Bruno Marziano, il Partito democratico fino ad ora ha tenuto la barra dritta. Ma nella situazione data paradossalmente finirà per favorire la strategia dell’inquilino del Vermexio. Basta infatti che i tre consiglieri del PD votino per Milazzo o si astengano per dargli partita vinta. In questo scenario il voto dei consiglieri Dem sarà determinante, salvo colpi di scena, per eleggere alla presidenza del Consiglio un esponente dell’Mpa, cioè di un movimento politico che al primo turno era schierato col centrodestra.

Mi sia consentito un post scriptum. Nella lunga intervista a La Civetta, il sindaco Italia ha “giustificato” la presenza in Giunta di sole due donne, a dispetto della legge che prevede un più bilanciato rapporto di genere, con questi argomenti: “Non c’è nella nostra società un sistema sociale che garantisca pari opportunità. L’impegno di assessore richiede un coinvolgimento totale, senza limiti di tempo”. Dunque, è colpa del sistema sociale se nella Giunta Italia ci sono solo due donne e pertanto bisogna cambiare il sistema sociale per avere qualche assessore donna in più. Che il sindaco la pensi così non mi meraviglia e del resto anche nella precedente Giunta la presenza femminile era limitata, sempre a causa del “sistema sociale”. Mi stupisce piuttosto che non ci siano state reazioni da parte di partiti e movimenti di cultura progressista e soprattutto di movimenti femminili.

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