Conclusa presso la Biblioteca Museo Elio Vittorini di via Roma 31 a Siracusa la mostra dedicata al Grand Tour e in particolare ad uno dei più celebri viaggiatori che documentarono il proprio viaggio fisico e interiore in Italia, Jean Houël.
Architetto, pittore e soprattutto incisore, nato a Rouen ma a contatto ben presto con l’entourage degli illuministi parigini, conosce D’Alembert e Diderot, prende parte alle disquisizioni degli enciclopedisti e in occasione dei suoi viaggi in Italia applica le teorie sul vedutismo, ispirato dalle suggestioni dell’arte classica e del paesaggio.
La mostra ha esposto sette stampe, selezionate tra quelle realizzate nel 2003 per la mostra curata dalla professoressa Francesca Gringeri Pantano: la ospitò il Palazzo del Governo recentemente restaurato, insieme a libri originali e fotografie di Lamberto Rubino.
La riedizione in minore della mostra non è stata però meno interessante, dato che le stampe delle incisioni di Houël – che visitò due volte la nostra Siracusa, la prima nel 1770, poi nel 1777 – nel 1775 espose a Parigi alcune vedute realizzate in Sicilia e a Roma, mentre il secondo soggiorno ebbe come straordinario frutto oltre duecento tavole confluite nei quattro volumi del Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et Lipari – “dialogano” con le fotografie realizzate dall’Associazione Liberi Fotografi Aretusei (ALFA): è davvero stimolante veder dialogare le immagini del passato con quelle del presente, le tecniche di riproduzione settecentesche e la “scrittura con la luce” attuale (anche se dobbiamo immaginare i vedutisti del XVIII secolo, Canaletto docet, tutt’altro che sprovveduti: una sorta di camera oscura esisteva se non precedentemente almeno dal Cinquecento).
Immaginiamo dunque l’artista francese a Marsala, Segesta, Sciacca, Selinunte, Palermo, Termini, Cefalù, Tindari, Vulcano, Lipari, Messina, Taormina, Catania, Aci Catena, Belpasso Valcorrente, Agira, Adrano, Centuripe, Sperlinga, Palazzo Adriano, Enna, Siracusa, Palazzolo Acreide, Modica, Scicli, Ragusa, Camarina e Agrigento, alle prese con i signori locali, il popolo, i locandieri, i trattori, i mulattieri, le navi e i battelli – Marsiglia, Napoli, Palermo e i loro porti e i viaggi per mare meriterebbero un racconto a sé –, entusiasta, incurante dei disagi, determinato a documentare le tappe del tour, a cercare e trovare “sponsor”.
Che fine hanno fatto le opere originali? A causa dei debiti vennero vendute in gran parte a Caterina II di Russia e adesso fanno parte delle collezioni dell’Ermitage a San Pietroburgo, altre andarono perdute durante la spedizione, mentre una cinquantina di tavole sono al Louvre.
Ne parliamo con Giuseppe Di Blasi, che ci fa la guida durante la visita, ci racconta di Houël e dell’accoglienza della mostra.
“L’affluenza dei visitatori è stata buona, l’interesse è stato notevole, specie all’inaugurazione. Purtroppo siamo stati penalizzati dalla chiusura il sabato e la domenica, ma il riscontro è positivo”.
La sede precedente della biblioteca, in via Brenta, era di certo più centrale ma meno prestigiosa dell’attuale – ricordiamo ai lettori che è possibile visitare il Museo Vittorini all’interno dello stesso spazio: lo studio del padre di Elio, Sebastiano, comprendente alcune migliaia di volumi, la scrivania, quadri (fra cui uno di Renato Guttuso), sculture di Pasquale Sgandurra (zio materno di Elio), una raccolta di dischi in vinile, il pianoforte di Jole… il mondo vittoriniano rivive nel Palazzo del Governo.
“L’impegno dell’ALFA è stato notevole: i fotografi hanno fatto stampare a proprie spese in un laboratorio specializzato a Catania le loro immagini, che misurano 50 per 70, e il raffronto con le stampe di Houël permette raffronti utili per gli archeologi e gli storici, oltre che affascinare i semplici visitatori”.
Le immagini antiche e contemporanee sono accompagnate da una piccola esposizione di altre stampe e volumi della biblioteca: un “abbraccio” tra varie arti, come puntualizzato con entusiasmo dai fotografi dell’associazione.
Quali sono le prossime iniziative della biblioteca? Sarebbe interessante una mostra fotografica dedicata a Vittorini, specie à côté del premio letterario.
“Siamo aperti a future collaborazioni con l’ALFA, dato il successo di questa iniziativa”.

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