Ezio Guglielmo, secondo lei chi ha vinto il 28/29 maggio?
Nessuno, il vincitore lo conosceremo il 12 giugno, non avendo alcun candidato sindaco raggiunto il 40%. Allo stato abbiamo, per usare una metafora sportiva, due finalisti che hanno le medesime possibilità (50%) di risultare vincitori o sconfitti
Eppure nei comitati elettorali di entrambi i “finalisti”, Messina e Italia, si stappano già bottiglie di spumante
Io aspetterei a festeggiare ancora 15 giorni perché la partita è aperta a qualsiasi risultato
Secondo lei hanno entrambi le medesime possibilità?
Sì, perché il margine di distacco tra i due è suscettibile di essere modificato a seconda delle capacità di entrambi di allargare la base di consenso a loro favore anche a mezzo di accordi elettorali con i candidati che non sono arrivati al ballottaggio.
Teoricamente Messina dovrebbe avere meno problemi a ricompattare il centro destra, a cominciare da Edy Bandiera, mentre per Italia la strada mi sembra in salita, considerato che i suoi potenziali alleati, da Garozzo a Renata Giunta, hanno già fatto capire chiaramente che non faranno confluire i “loro” voti su di lui
Tra i due, Italia sembra essere il più ottimista, ha parlato di “risultato bellissimo”
Trovo stupefacente rallegrarsi nell’apprendere che 3 elettori su 4 non hanno approvato il suo operato. Il risultato acquisito al primo turno (23,89%, pressochè identico a quello conseguito nel 2018, al netto dei voti di Granata, allora suo competitor) da un Sindaco uscente dopo 5 anni di governo “monocratico”, per l’assenza del Consiglio Comunale, non autorizza alcun autocompiacimento, ma al contrario dovrebbe indurre a maggiore cautela e sobrietà,ed a farsi, piuttosto, delle domande, anche scomode
Evidentemente confida sul ripetersi dell’impresa del 2018, quando riuscì a recuperare un ritardo di oltre 17 punti in percentuale rispetto all’avversario Reale, mentre ora il distacco è contenuto in appena 8 punti in percentuale
Ma la situazione è radicalmente diversa, perché, ripeto, mentre Messina ha ragionevoli speranze di raggiungere un accordo con Edy Bandiera, Italia ha già saputo che Renata Giunta e Garozzo, a cui è presumibile che guardi, non intendono appoggiarlo al secondo turno, come gli riuscì, invece, con le quasi medesime liste di riferimento nel 2018. Questa volta dovrà quasi esclusivamente puntare sulle sue ben note e riconosciute capacità comunicative.
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Se non si può ancora parlare di vincitori, si può, però, parlare di sconfitti . Chi ha perso?
Il centro sinistra, lo dicono i risultati, ha perso, non riuscendo a portare neanche al ballottaggio la sua candidata, per quanto brava ed empatica
Secondo lei da cosa è dipeso?
Da almeno due fattori: una candidatura scelta troppo a ridosso dell’appuntamento elettorale e il risultato insoddisfacente delle liste che l’appoggiavano. Renata era il profilo amministrativo meglio corrispondente, per l’esperienza maturata in anni di collaborazione con enti pubblici, al ruolo cui si era candidata, ma non ha avuto tempo a sufficienza per farsi conoscere ed apprezzare dalla maggior parte degli elettori. E poi, nessuno prevedeva che le liste che l’appoggiavano avrebbero avuto un risultato così mediocre.
Compresa la lista di riferimento di Lealtà e Condivisione
Sì, un risultato imprevisto e, mi si conceda, immeritato, considerato il grande e continuativo impegno profuso in 5 anni di attività, sia quando eravamo in giunta che quando ne siamo usciti. Non siamo riusciti a intercettare il voto del ceto medio moderato che, con Giovanni Randazzo candidato Sindaco, riuscimmo ad attrarre nel 2018. Ma anche le dinamiche del voto amministrativo, nel quale il criterio “parentale” (700 candidati consiglieri, pressochè uno, direttamente o indirettamente in ogni nucleo familiare siracusano) ha un peso rilevante, concorrono a orientare un voto poco consapevole dal punto di vista strettamente politico. In compenso, il lavoro fatto, progetti e realizzazioni, costituiscono un prezioso tesoretto del quale i militanti, vecchi e nuovi, uniti da una passione politica per certi aspetti inconsueta, potranno e sapranno fare buon uso per continuare a rendere visibile ed apprezzabile la loro partecipazione alla vita pubblica.
Da tutto quello che è stato detto, mi pare di capire che al ballottaggio non appoggerete Italia
Io non ho alcun titolo per parlare a nome di Lealtà e Condivisione e tanto meno della Lista che la rappresenta, che assumeranno le loro decisioni a breve, ma a livello personale troverei contraddittoria, rispetto alle posizioni fin qui sostenute, una scelta diversa.

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