ECCO LA GOVERNANCE PUBBLICA E PRIVATA DELLA SOCIETA’ MISTA “ARETUSACQUE”

Quali organi pubblici e privati gestiranno la società mista “Aretusacque SpA”? Secondo lo schema di statuto predisposto dalla commissaria regionale dell’Ati (Assemblea territoriale idrica), dottoressa Rosaria Barresi, essi sono: l’Assemblea dei soci, il Consiglio di Gestione e il Consiglio di Sorveglianza. Va ricordato che trattandosi di società a capitale misto (due milioni divisi in azioni di un euro ciascuna) le azioni sono sottoscritte dai soci pubblici, cioè dai Comuni, che avranno la maggioranza azionaria di almeno il 51 per cento, e dal socio privato (la società che si aggiudicherà la gara pubblica).

La governance della società mista ha come discrimine fondamentale la distinzione tra gestione e controllo della società: la prima spetta al socio privato, la seconda a quello pubblico.

L’Assemblea dei soci, delibera sulle materie ad essa riservate dalla legge e dallo statuto, nomina (e revoca) i componenti del Consiglio di Sorveglianza e la società incaricata del controllo contabile.

Il Consiglio di Gestione (CdG), composto da tre membri, viene nominato dal Consiglio di Sorveglianza su proposta del socio privato ed ha il compito di gestire in via esclusiva le fasi del ciclo integrato delle acque e cioè la potabilizzazione, la depurazione e lo smaltimento, nonché la costruzione e gestione dei relativi impianti e la riscossione delle tariffe. Spetta al CdG la predisposizione dei piani industriali e finanziari della società. Per tutti questi compiti si avvale di proprio personale. Il Consiglio di Gestione indica gli amministratori che hanno la rappresentanza della società e può anche nominare il direttore generale. In altri termini il socio privato è il gestore esclusivo della società mista.

Il Consiglio di Sorveglianza (CdS) è composto da cinque membri, tra cui il presidente, che vengono nominati, come detto, dall’Assemblea dei soci e rappresentano la parte pubblica. Detto in parole semplici, il CdS è l’organo che vigila sull’osservanza della legge e dello statuto da parte del socio privato ed approva il bilancio di esercizio. Il Consiglio di Sorveglianza, come si vede, non ha compiti gestionali, che sono tutti in capo al socio privato, ma verifica che essi siano svolti correttamente ed efficacemente ed in caso di cattiva gestione può non approvare il bilancio.

Appare chiaro come il buon esito della gestione dipenda dalle competenze tecniche dell’impresa che si aggiudicherà la gara ad evidenza pubblica e dalla sua comprovata professionalità nel settore della gestione idrica.

Va detto che la gara è a cosiddetto “doppio oggetto” in quanto riguarda sia la scelta del socio privato che l’affidamento del servizio idrico integrato.

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