UNA CAMPAGNA ELETTORALE MUTA E SORDA

Sembra che un po’ tutti stiano incontrando difficoltà a completare le liste elettorali. I motivi di questa difficoltà sono legati in buona parte al processo di scomposizione e ricomposizione delle coalizioni nelle quali, tra bocciature, dispetti, velleità e ambizioni sfrenate, è successo di tutto, compresi i disinvolti passaggi da un campo all’altro. So di candidati che hanno scelto la lista nella quale candidarsi non in base alla vicinanza politica o alla condivisione del programma, ma in base alla probabilità di essere eletti al Consiglio comunale, mostrando assoluta indifferenza non dico all’ideologia, che è considerata roba vecchia anche se molti non sanno neanche che vuol dire studio delle idee, ma al campo (centrodestra o centrosinistra) d’appartenenza.

Si dirà che si tratta di elezioni locali e che quelle che contano sono le qualità umane, morali, professionali del candidato o della candidata sindaco cui quella lista è collegata e dei temi programmatici privilegiati. Nella forma più nobile questo fenomeno si chiama civismo ed è un elemento di ricchezza della competizione elettorale. Qualche volta rappresenta istanze personalistiche di personaggi alla ricerca di visibilità a prescindere.

Ma l’aspetto più deprimente è che, a poco più di un mese dal voto, la campagna elettorale non è praticamente cominciata. I candidati a sindaco hanno fin qui dato labili segni di vita, omettendo perfino di intervenire, con qualche eccezione, sulle questioni di cui molti cittadini parlano in questi giorni. Ne indico alcune: le cervellotiche piste ciclabili di via Von Platen e gli obbrobriosi paletti di piazza Archimede. Possibile che la maggior parte dei candidati non abbia nulla da dire? Alla Borgata, inoltre, i commercianti stanno subendo danni notevoli per via dei lavori a singhiozzo e dei frequenti guasti della rete idrica.  Sono problemi che riguardano la vita quotidiana di migliaia di persone, ma la politica non se ne accorge nemmeno.

Poi ci sono i problemi strutturali come il servizio idrico integrato sul quale è caduto il silenzio. Qualcuno di quelli che aspirano a diventare inquilini di Palazzo Vermexio ha visto le carte sulle modifiche del piano d’ambito dopo il passaggio dalla gestione pubblica a quella mista? Qualcuno ha incontrato il commissario regionale per chiedergli come intende modificare lo statuto? Attenzione si tratta delle “regole d’ingaggio” da cui potrà dipendere l’organizzazione della governance, la selezione del partner privato. Stiamo parlando di un società che dovrà garantire l’erogazione dell’acqua in ogni angolo della città e della provincia, del rifacimento della rete idrica, di quella fognaria, della depurazione: tutti interventi legati per il loro finanziamento al Piano di ripresa e resilienza.

Altro tema che dovrebbe trovare spazio nella campagna elettorale (quando partirà) è quello degli impianti sportivi ed in particolare della Cittadella dello Sport. Si tratta di una questione rilevantissima che riguarda decine e decine di associazioni sportive e centinaia se non migliaia di atleti, tra cui molti ragazzi e ragazze. Non si chiede a chi aspira a subentrare a Francesco Italia di scrivere programmi faraonici intrisi di retorica sullo sport, ma di esplicitare due o tre idee su come si intendono gestire gli impianti, riqualificarli ed ampliarli, con la partecipazione attiva dei sodalizi sportivi. C’è qualcuno che queste due o tre idee ce l’ha?

Un ultimo (almeno per ora) tema: i beni culturali. Non si tratta di interferire sulle competenze degli enti preposti alla tutela del nostro patrimonio culturale, ma di far conoscere all’opinione pubblica quale politica dei beni culturali il futuro sindaco/a intende attuare, anche alla luce di quanto pubblicato su La Civetta e di qualche interrogazione parlamentare.

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