Istituto tecnico industriale Fermi: una scommessa per il futuro

L’intervista al dirigente Antonio Ferrarini (2 lauree ed un master europeo ecc.) era stata programmata prima della sua immotivata esclusione dalle possibili candidature alla carica di primo cittadino del capoluogo. In realtà da tempo intendevamo soffermare la nostra attenzione su un Istituto scolastico che rappresenta una componente di grande rilievo nel quadro dell’offerta formativa per i nostri giovani e che con la nuova dirigenza ha iniziato a cambiare pelle, a inserirsi sempre più decisamente in quel percorso di innovazione nel quale la nostra realtà già registra gravi ritardi.

Da questa scuola nel tempo sono usciti migliaia di periti chimici, meccanici ed elettronici, e oggi dispone di quattro indirizzi e diverse articolazioni: Meccatronica; Elettronica ed Automazione; Informatica e Telecomunicazioni; Chimica e Materiali e Biotecnologie Sanitarie. Inoltre, completa la propria offerta formativa con l’educazione per gli adulti attraverso corsi serali di Informatica, Chimica e Biotecnologie Sanitarie.

Dal 2017 ad oggi le iscrizioni ai corsi universitari sono passati dal 20% al 55,6% del 2022-23 e le aziende locali chiedono con sempre maggiore insistenza figure formate al Fermi in misura di 4/5 volte l’offerta complessiva dell’Istituto con un’altissima percentuale di richieste per contratti a lungo termine.

Sono passati cinque anni dal mio arrivo qui e ammetto che l’istituto è cambiato – racconta il professore Antonio Ferrarini -. C’è voluta determinazione, certo. Dicono di me che ho usato il pugno di ferro, che sono autoritario e che decido tutto da solo ma è falso che decida tutto da solo mentre è vero che abbia usato l’autorità quando si è resa necessaria per difendere i più deboli, perseguire gli interessi dello Stato e quindi della collettività e per garantire che la scuola divenisse un vero ascensore sociale. Un dirigente debole favorisce solo chi può permettersi lezioni private o università prestigiose a pagamento e invece gli ottimi risultati raggiunti per il bene generale sono davanti agli occhi di tutti e sono stati oggettivamente dimostrabili sia dall’innalzamento generalizzato delle performance di tutti gli alunni e le alunne sia dal riconoscimento unanime di imprese e facoltà universitarie per l’elevata preparazione raggiunta. Nell’ottobre del 2019 siamo stati autorizzati dal Ministero ad effettuare la formazione a distanza per gli adulti (Aule Agorà), un’esigenza nata dal volere perseguire una riconfigurazione del substrato di competenze anche dei territori rurali e marginali come i Comuni montani di Buccheri, Ferla che non possono beneficiare di competenze digitali. Un obiettivo che abbiamo perseguito anche nel periodo della pandemia con corsi da remoto.

Quanti sono gli allievi presenti?

Vi sono 1.050 studenti al diurno e altri 130 presenti nei corsi pomeridiani (i corsi iniziano alle 16.30 e terminano al massimo alle 21.00). La popolazione studentesca del Fermi è in crescita esponenziale ed è probabile che nel prossimo futuro si debbano limitare le iscrizioni per eccesso di affollamento dell’edificio che, per motivi di sicurezza, può ospitare istantaneamente non più di 1.135 studenti oltre alle 230 unità di personale docente ed ATA. Mi auguro di aumentare in particolare la percentuale delle donne iscritte anche per sfatare pregiudizi duri a morire.

I nostri tecnici oramai operano in progettazione immersiva e grazie al metaverso i lavori digitali del futuro avranno sempre di meno a che fare con il “grasso dei motori” e ci si confronterà con tipologie e modalità di lavoro già immaginabili ma ancora scarsamente presenti nella nostra vita quotidiana. Sempre di più gli imprenditori ci chiedono donne in informatica, elettronica, automazione, chimica dei materiali e biotecnologie e noi non riusciamo a coprire neanche marginalmente le richieste in tal senso. Il futuro che si sta disegnando è un futuro interconnesso dove gli spazi e le distanze si annullano e i nuovi lavori (grazie alle nuove tecnologie) consentiranno una nuova redistribuzione della popolazione sui territori a vantaggio delle attuali aree marginali che possono ritornare a vivere. Di contro la concentrazione nelle città non è più necessaria e si va così verso la riduzione di costi, inquinamenti, conflitti sociali, periferie degradate. Ci spaventiamo del nuovo perché non è conosciuto, ma grazie alle competenze e a tecnici creativi di alta gamma come quelli in uscita dal Fermi riusciremo a non farci sfruttare dai soliti noti e a guidare le transizioni orientandole eticamente verso l’interesse di tutti senza timori di sorta. La comunità del Fermi è questa e altro, e io sono immensamente orgoglioso di esserne parte pur se con gli inevitabili errori umani che si possono fare.

Come affrontate il fenomeno del bullismo che spesso si dice essere più presente proprio nelle scuole tecniche e/o professionali?

Lo combattiamo aspramente e notiamo che si manifesta nel corso del primo anno, ma grazie alla professionalità dell’intera comunità scolastica scompare già dal secondo anno e spesso i protagonisti in positivo sono gli stessi compagni che percepiscono il valore dello stare insieme al Fermi. Nel nostro Istituto è rarissimo trovare dei potenziali NEET, un fenomeno oramai diventato generale anche a Siracusa. La certezza del proprio futuro implementa l’autostima dello studente. A noi spetta il compito fondamentale di riempire di contenuti etici le competenze tecniche. Al Fermi non si formano degli spettatori passivi, dei semplici esecutori di comandi altrui, al contrario si generano coscienze critiche in grado di orientare elevate competenze tecniche al servizio degli altri e con spirito di imprenditorialità. Gli esempi positivi di tal genere stanno superando tutte le nostre aspettative e io non posso che ringraziare gli immensi sforzi del personale docente e ATA. Questo è proprio il caso in cui 1+1+1 non fa 3 ma 5 e questo plusvalore di 2 va sempre a vantaggio delle fasce di studenti meno attrezzate. A quel punto quel pizzico di indispensabile autorità diviene autorevolezza e se decine di ragazzi tornano con i loro genitori per ringraziarci di avere loro offerto la possibilità di avere un reale progetto di vita possiamo solo dire che questa è la vittoria dell’intera comunità scolastica, nessuno escluso.

Siete stati in grado di cogliere le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza?

Abbiamo acquisito, con vari progetti che stiamo mettendo in campo, 600.000 euro dai fondi del Pnrr per la scuola. L’istituto ha 103 ingegneri che sono fortemente animati nell’applicazione di iniziative allo studio. Ci troviamo davanti a cambiamenti epocali con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, del metaverso e altre cose ancora. Le frontiere culturali, tecnologiche e sociali di pochi anni fa vanno cambiando in modo rapido prendendo nuove traiettorie, inimmaginabili fino a pochi anni fa. Le distanze si sono accorciate e a ciò deve corrispondere un grande cambiamento culturale che attualmente è molto lento. Ciò porterebbe a una minore impronta ecologica con indubbi vantaggi.

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