NICITA E D’ELIA: forte preoccupazione in merito alle condizioni di conservazione del Teatro greco di Siracusa e alle modalità della sua fruizione

Ripubblichiamo (per maggior evidenza) l’interrogazione parlamentare dei senatori Antonio Nicita e Cecilia D’Elia (PD) relativa all’utilizzo del Teatro Greco di Siracusa inserita nel nostro articolo del 24 febbraio u.s. e relativo all’interrogazione degli stessi parlamentari in merito alla mancata nomina del Sovrintendente INDA

Atto n. 3-00235 (in 7ª Commissione)
Pubblicato il 22 febbraio 2023, nella seduta n. 41

NICITAD’ELIA – Al Ministro della Cultura. –

Premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano “La Sicilia” in data 8 febbraio 2023, molti esperti in materia hanno manifestato, nuovamente, forte preoccupazione in merito alle condizioni di conservazione del Teatro greco di Siracusa e alle modalità della sua fruizione per lo svolgimento di eventi, in particolare, musicali;

secondo quanto riportato dal citato quotidiano “Il professore Lorenzo Lazzarini dell’Università di Venezia, ritenuto la più autorevole voce in campo internazionale in materia di conoscenze e competenze tecniche sui materiali lapidei, in un intervento su ‘La Civetta’ non ha esitato a dire che il Teatro Greco è ‘alveolato’. (…) ‘Sono a rischio di distacco – ha ammonito Lazzarini – pezzi consistenti, soprattutto gli spigoli aggettanti se sottoposti al peso di persone e materiali. Non si può più aspettare. Sarebbe delittuoso far finta di non vedere ciò che evidente’”;

il “Comitato per la difesa del Temenite” ha diffuso un appello al fine di garantire più efficaci misure di prevenzione e tutela del bene archeologico, specie con riferimento alla valutazione della compatibilità tra gli eventi musicali programmati (in alcuni casi, concerti che prevedono la presenza di moltissime persone) e la conservazione del bene medesimo;

occorrono indagini tecniche e le manutenzioni necessarie per arrestare il degrado della pietra, evitando nel frattempo un uso “scriteriato” del monumento;

tale appello è solo l’ultima manifestazione, in ordine temporale, di inviti analoghi: già in data 28 aprile 2022, l’AGI riportava dichiarazioni di diversi archeologi che, in vista della programmazione concertistica estiva, avvertivano dei rischi cui il teatro sarebbe andato incontro, in particolare in conseguenza della sua particolare conformazione (trattandosi di teatro scavato nella roccia) e delle criticità strutturali già esistenti;

considerato che nel caso di specie vengono in rilievo due profili diversi, ma connessi: per un verso, la necessità di assicurare la fruizione sostenibile del Teatro greco di Siracusa, che, non a caso, ospita prevalentemente rappresentazioni di tragedie e commedie greche, la cui organizzazione è affidata alla fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico) e che vengono messe in scena seguendo gli accorgimenti necessari a preservare il bene archeologico; per altro verso, la necessità di provvedere quanto prima, anche attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, a interventi conservativi e di restauro del teatro, che potrebbero assicurarne la fruizione, anche per eventi diversi, ma sempre tutelandone le specifiche caratteristiche;

considerato altresì che:

il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei Beni Culturali, disciplina la valorizzazione dei beni culturali ponendo al vertice le esigenze di conservazione e tutela dei medesimi; infatti, l’articolo 6, comma 2, dispone che: “la valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze”; allo stesso tempo, in via generale, l’articolo 20, comma 1, dispone che “i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”;

rileva sul punto anche la Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche, definita proprio nel 2005 a Siracusa, per iniziativa dell’Assessorato regionale per i beni culturali, la quale orienta la valorizzazione dei beni culturali anche attraverso l’organizzazione di rappresentazioni teatrali ed eventi musicali ai due fondamentali criteri della fruizione sostenibile e della invasività minima;

il Teatro greco è patrimonio UNESCO, è un bene patrimonio dell’umanità e l’uso non conforme ai dettami della Carta di Siracusa del 2005 e al codice dei beni culturali rappresenta un grave vulnus per lo Stato e non soltanto per la Regione Siciliana;

il danneggiamento del bene archeologico costituisce reato e, considerati i costi per la collettività di un restauro a seguito dell’uso improprio e sconsiderato del teatro, si potrebbe configurare l’ipotesi del danno erariale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di assicurare che la fruizione del Teatro greco di Siracusa avvenga nel pieno rispetto delle esigenze di tutela e di conservazione del bene archeologico;

quali iniziative intenda altresì adottare, anche nell’interlocuzione con la Regione Siciliana e gli organi competenti, per assicurare la conservazione e il restauro del Teatro greco mediante il finanziamento e la realizzazione di opportuni interventi per la salvaguardia dell’integrità del teatro.

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