Un momento del corteo indetto dal Comitato per l'Acqua bene comune, per manifestare contro il ritorno al nucleare e la cosiddetta privatizzazione dell'acqua, questo pomeriggio 26 marzo 2011 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI, UN PARADIGMA FUORVIANTE

PRIVATIZZAZIONI: ignominioso esito di un paradigma fuorviante.  Sul futuro del servizio idrico i cittadini  pretendano dai candidati un preciso impegno, scritto nel loro programma.

Qualcuno si ostina ancora ad asserire che le gestioni private di beni e servizi pubblici assicurerebbero efficienza ed efficacia. Falso!  I cittadini di Siracusa e dei Comuni vicini ricordano bene le vicissitudini connesse alla gestione del servizio idrico da parte di SAI8, società che si aggiudicò la concessione con una gara viziata da illegittimità (contemplate in una nota sentenza) e che esercitò il mandato con varie inadempienze, evidenziate ripetutamente dalla Civetta, sino a quando il commissario Buceti,  in forza di tali criticità, revocò la concessione alla società, che successivamente dichiarò fallimento. Probabilmente per porre in atto una sorta di exit strategy.

Da allora i Comuni gestiscono i servizi idrici in proprio. Siracusa non lo fa: li affidò a Siam. I cittadini ricorderanno certamente il voltafaccia di Garozzo rispetto al suo impegno per la ripubblicizzazione del servizio idrico (quarto punto del suo programma).  Ora la cittadinanza siracusana dovrebbe chiedere ai candidati alla funzione di sindaco cosa intendano fare. Non dovrebbero dare il voto a nessun candidato che taccia su questo argomento.  E i signori candidati farebbero bene a  documentarsi sul sistema adottato a Napoli con ABC (Acqua Bene Comune), magari per riprodurlo qui da noi. Dalle intenzioni su questo argomento si dovranno valutare i candidati. Si tratta di una questione dirimente e di un indicatore affidabile circa la serietà di intenti di ciascun candidato.

Una cosa è certa: le privatizzazioni sono la più grossa fregatura che si possa immaginare.  Altro che efficienza ed efficacia dei servizi! I gestori privati mirano solo a massimizzare i profitti ed a spolpare i beni pubblici. Gli esempi sono innumerevoli: si considerino i titolari di concessioni balneari. Non vogliono che siano rinnovate le gare e pretendono di continuare a pagare allo stato canoni di concessione irrisori. Si ricordi, inoltre, cosa è accaduto con le autostrade: il ponte Morandi di Genova è arrivato a crollare per carenza di manutenzione. Magnifico esempio di efficienza! Ma qualcuno insiste nel voler privatizzare tutto: dovremmo continuare a svendere il patrimonio pubblico, i palazzi, le caserme dismesse… ed elargire sconsideratamente bonus edilizi a privati, anziché recuperare e valorizzare  gli edifici pubblici.  Dobbiamo esternalizzare i servizi, anziché assumere dipendenti pubblici, anche se si è constatato che tale procedura precarizza i dipendenti e assicura un profitto ai signori che si assicurano le commesse. Nella sanità poi non ci si limita a privatizzare i servizi di pulizia e le prestazioni infermieristiche, ma si consegnano alla sanità privata le prestazioni mediche e chirurgiche più redditizie. Agli ospedali pubblici si lascia il compito di garantire le prestazioni meno remunerative.

Le scuole private vengono agevolate con espedienti che consentano di aggirare la condizione che dovrebbe essere costituzionalmente imprescindibile: “senza oneri per lo stato”.  Poco si spende per la manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici.  Non ci sono soldi. Ma per sperperarli in bonus concessi, senza criteri di reddito, ai privati… ci sono. E ce ne sono tanti da suscitare appetiti famelici, da incentivare corruzione e furbate, da far montare i prezzi dei materiali e delle attrezzature, come i ponteggi, sino al punto da suscitare una vera bolla speculativa che contribuisce ad alimentare l’inflazione in atto.

Si continua a dire che lo stato non deve produrre panettoni. Vero! Ma in qualche caso lo stato si è addossato aziende private solo per ovviare, temporaneamente, alla prospettiva di catastrofi occupazionali.

Abbiamo privatizzato l’energia elettrica. Si è trattato forse di un buon affare? Per lo stato o per le società private? E c’è vera concorrenza tra loro? O ci sono accordi di cartello?

Sono private anche le agenzie che si occupano di intercettazioni telefoniche. Siamo certi che questo garantisca il rispetto della privacy e la sicurezza? Non sarebbe preferibile (ed anche più economico) affidare le intercettazioni alla polizia postale, opportunamente potenziata, ed anche ad altre forze dell’ordine? I cittadini forse ci sentiremmo più garantiti. Oggi chi ci assicura che le agenzie private non spiino anche abusivamente, cioè per conto proprio o su commessa riservata di altri soggetti privati? Dobbiamo fidarci perché così si vuole dove si puote…  A destra come anche a sinistra. Purtroppo!

La pandemia, ancora non cessata, ci ha fatto constatare che sarebbe stato opportuno avere una efficiente industria farmaceutica di stato collegata alla ricerca pubblica.  Invece lo stato finanzia ricerche e mette a disposizione dei privati i risultati di esse, ma quando poi le aziende private sfruttano tali basi conoscitive per realizzare più agevolmente un prodotto farmaceutico, non si sentono affatto in dovere di contenere i costi, ma estorcono prezzi a condizioni di mercato e ci fanno pagare i vaccini a prezzo maggiorato dalla condizione di necessità.

Invece di sanare l’Alitalia i nostri politici hanno solo pensato ad alleviarne provvisoriamente  la situazione debitoria, lasciando incancrenire le criticità gestionali; qualcuno ha ideato la trovata di  svenderla a dei capitani coraggiosi. Sempre privati! Non di affidarla alla cura di qualche manager pubblico particolarmente capace e competente. La soluzione pubblica non era e non è di moda. Non rientra nel paradigma mentale corrente, consacrato, purtroppo, dagli organismi attuali dell’Unione, assediati da un esercito di lobbisti e fortemente condizionati nella produzione di norme e direttive disfunzionali o, meglio, troppo funzionali agli interessi privati.  Ormai si trova del tutto normale che la politica risponda agli interessi degli stakeholder (portatori di interesse) piuttosto che a quelli dei cittadini elettori. Ed anche questo è un indicatore della crisi delle democrazie. Di fronte a ciò molti tacciono, rassegnati; i pochi che contestano vengono tacciati di populismo in quanto le soluzioni che stanno a cuore agli stakeolder (ai signori che contano troppo) vengono sostenute da tecnici, gregari di tali poteri. E così i potentati economici e finanziari come anche la borghesia affaristica, che orbita nei “circoli”, nei “santuari”, nei “salotti”, nelle logge, nel sottobosco dell’alta burocrazia e della politica collusa, continuano a poter contare su leggine prodotte proprio per favorire lo spolpamento di risorse pubbliche. Ma qualcosa sta cambiando. In Italia a cominciare dal referendum per l’acqua del 2011.  Sugli elementi di coscienza emersi in tale occasione si dovrà costruire, nel tempo, un nuovo paradigma. Contro la riluttanza delle destre economiche e l’insipienza delle sinistre, snaturate e mentalmente contagiate dai dogmi funzionali all’affarismo. Gli indizi del germogliare di una nuova visione (nuova, non certo tacciabile di veterocomunismo!) ci sono. Basta saperli cogliere. Segnalo un interessante articolo di Mauro del Corno pubblicato il 1° febbraio scorso su ilfattoquotidiano.it:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/01/il-comune-di-oxford-chiede-di-rendere-di-nuovo-pubblico-il-servizio-idrico-la-privatizzazione-e-stata-una-truffa-legalizzata/6982374/, dove si legge, tra l’altro: « In generale la privatizzazione dei servizi idrici attuata in Inghilterra a partire dal 1989 per decisione del governo di Margaret Thatcher è al centro di critiche e ripensamenti. Le 9 principali  società che gestiscono i servizi hanno accumulato debiti per versare dividendi agli azionisti (66 miliardi di sterline a fine 2022) e il costo delle passività si scarica sulle bollette e sugli utenti a fronte di un servizio spesso inefficiente».

Leggere e meditare, prego.  Prima dell’elezione del nuovo sindaco!

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