Palazzo Chiaramonte e Giuseppina Pistone. La storia di una concittadina che va riconosciuta.

Quando dal 7 Febbraio di quest’anno gli studenti ammessi alla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici vorranno conoscerne la storia dalla sua istituzione ai giorni nostri, tra le figure di archeologi prestigiosi, storici, docenti universitari degni di ogni memoria, si imbatteranno anche nel nome di una siracusana, la prof. Giuseppina Pistone, che ebbe a cuore la loro formazione e il destino della loro Scuola donando all’Università di Catania con vincolo di destinazione il Palazzo Chiaramonte, proprietà della sua famiglia.

Per anni questa figura è rimasta colpevolmente sotto traccia, coperta da una spessa coltre di polvere e negletta da quanti (enti, associazioni, persone) ne avevano ricevuto benefici. Restituirle il posto che merita nel pantheon dei Benefattori della città, è responsabilità di amministratori e operatori culturali oltre che interesse della comunità. Giuseppina Pistone, rimasta unica erede dopo la morte prematura della sorella Ada, dell’ing.Domenico e della madre Caterina Sollecito, grazie ad un’amministrazione oculata è riuscita ad accumulare un patrimonio che univa alla proprietà del medievale Palazzo Chiaramonte depositi bancari in obbligazioni e titoli di stato, appartamenti, bassi distribuiti in vari quartieri romani  per un valore ammontante (per cifra approssimativa) a una somma superiore agli 800 milioni delle vecchie lire, come si evince da carte del testamento.

A Roma Giuseppina si trasferisce non più giovanissima e lì la morte la raggiunge all’età di 92 anni. Non è difficile immaginare che la sua vita da nubile sia stata ordinata e tranquilla, contrappuntata dalla partecipazione ad attività culturali e religiose: a Siracusa frequenta la Società di Storia Patria, partecipa alle attività di volontariato delle Vincenziane. Sincera cattolica, in alcuni passaggi del suo testamento dà testimonianza delle sue salde convinzioni religiose e morali e si manifesta come una donna determinata e lungimirante. I suoi giudizi sono preoccupati e critici nei confronti di una società che vede degradare priva di valori e nei confronti di coloro, incluso il “clero contestatario “nella Chiesa, ne minacciano l’unità.

Non rinuncia a indicare soluzioni quando affida all’apostolato laico la funzione di affiancare l’azione del “clero sano”. Il suo pensiero è netto quando afferma che la società ha bisogno di laureati ma di più “di uomini onesti e giusti che seguano con coerenza la Fede Cattolica e applichino con umiltà e obbedienza quanto la Chiesa, suprema maestra in tutte le sue gerarchie, ha definito nei secoli e stabilirà nell’avvenire”. Da questi presupposti probabilmente nasce l’idea di nominare erede del suo patrimonio l’Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica di Milano che infatti ne assume la titolarità attraverso il suo ufficio “ Amministrazioni Speciali”. Giuseppina dispone che a 10 giovani iscritti all’Università Cattolica tra i più meritevoli e bisognosi ma anche di “ineccepibile moralità”, siano destinate borse di studio intitolate al padre per il valore di 1.000.000 di lire annue. All’Istituto Toniolo, in collaborazione con un comitato di saggi siracusani e l’Arcivescovo, dà incarico di integrare le rette di 3 anziani soli e in ristrettezze, ricoverati in case di riposo, costituendo a questo scopo un fondo.

Sono decisioni e scelte che anche in questo caso forse parlano del suo vissuto e della sua sensibilità: conosce quella solitudine tipica della vecchiaia? Quanto ha sperimentato il distacco e l’indifferenza di parenti? Ha parenti? Non diretti. Solo terzi e secondi cugini cui indirizza beni come la elegante Cappella gentilizia al cimitero monumentale di Siracusa, oggi bisognosa di urgenti interventi di manutenzione e somme in denaro  Nonostante il trasferimento a Roma e la svolta impressa alla sua vita, Siracusa resta nei suoi pensieri fino alla fine.

È lì che è nata nel 1895, lì che ha frequentato con la sorella Ada il Liceo Gargallo e preso la maturità classica con ottimi voti, lì che ha vissuto felice e protetta con i genitori, lì che ha assorbito la lezione dell’avv. Piccione e del prof Agnello. Il suo legame con la città è profondo: e lo sottolinea. Ne ricevono lasciti la Società di Storia Patria sotto forma di due locali siti nel cortile di Palazzo Chiaramonte, l’Ospedale Provinciale Umberto I con un’elargizione di 20 milioni di lire, altresì il Gruppo Volontario Vincenziano e la Chiesa siracusana cui trasferisce ori e argenti che vengono destinati ad implementare il Tesoro di S. Lucia. Dissemina del suo ricordo e del suo attaccamento a enti che ritiene portanti per la sua comunità. Quanti ne abbiano apprezzato e compreso il valore è più difficile dire: ho incontrato spesso nel tentativo solo in parte riuscito di recuperarne la memoria oblio, incredulità, o rassegnazione a lasciar vincere il tempo della smemoratezza. Non è un buon esempio per le generazioni future né tanto meno per chi come noi vive quest’oggi. Giuseppina Pistone merita di avere un posto nei nostri cuori e nella memoria identitaria della città: le va riconosciuto.

 

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