BONACCINI: “LA SINISTRA SOGNI UN MONDO MIGLIORE”

Per spiegare le .ragioni della propria candidatura a segretario nazionale del Partito democratico, Stefano Bonaccini inizia da una citazione di Enrico Berlinguer: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.” La citazione è il filo conduttore della mozione congressuale, imperniata su un principio fondante: il partito come comunità di donne e di uomini.

I grandi partiti popolari, non solo il Partito comunista italiano, sono stati per Bonaccini comunità dentro cui si cresceva. C’è un passaggio autobiografico molto bello, un amarcord, nel quale molti di noi si possono riconoscere: “Sono cresciuto – ricorda Bonaccini – in una famiglia orgogliosamente iscritta al PCI, da cui ho tratto i valori e le cose importanti della vita, che a mia volta provo a trasmettere alle mie figlie.”

Il PCI non c’è più ma, sembra dire Bonaccini che è sempre stato un riformista e per di più emiliano, non si può capire il presente senza riscoprire le proprie radici, i vecchi ideali. L’orgoglio di essere stati comunisti italiani appartiene a milioni di persone, che abbracciarono quell’ideale “come una limpida sorgente” (frase attribuita a Picasso).

Di quella storia Bonaccini sottolinea, come dicevo, il primato della comunità (“Dalla mia terra – dice – ho imparato che per andare veloci è meglio andare soli, ma per andare lontano occorre andare insieme agli altri.”) e la spinta del popolo (“l’energia popolare”) necessaria per fare del PD un partito che si batte per contrastare le disuguaglianze e per superarle.

Si è parlato molto dell’incerta identità del PD. Su questo punto, per me cruciale, Bonaccini è molto esplicito: “La sinistra – dice – non è tale se non alza lo sguardo oltre l’orizzonte e se non sogna di costruire un mondo migliore”. Fatta questa premessa, Bonaccini delinea, in modo per me convincente, il profilo politico e valoriale del nuovo PD, che deve essere LABURISTA (per dare voce e rappresentanza a tutti coloro che lavorano, siano essi dipendenti o autonomi, per migliorare la loro condizione e per offrire a tutti l’opportunità di una buona occupazione); PROGRESSISTA (per difendere ed estendere i diritti civili, politici e sociali che devono camminare insieme); DEMOCRATICO (per difendere e promuovere la democrazia e i diritti di libertà sanciti dalla Costituzione); ECOLOGISTA (per proteggere il pianeta e restituirlo più vivibile ai nostri figli e nipoti); EUROPEISTA (per un’Europa federale che sia motore di pace e di sviluppo).

Si tratta, me ne rendo conto, di titoli ma ho tentato, spero in modo chiaro, di sintetizzare in poche righe una mozione congressuale di oltre trenta pagine, estrapolando i passaggi per me più significativi.

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