*Etnografia di una esperienza politica: Il caso del Tavolo Iris (5a parte)
Nel 1994 parlare di “primarie” è un fatto nuovo, insolito. Uno strumento di selezione praticato all’estero, non ancora in Italia ma che si ritiene naturale conseguenza della legge che per la prima volta consente l’elezione diretta del sindaco. Un’occasione di coinvolgimento e di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali istituzionali. Nella considerazione che nessuna iniziativa in merito potrà scaturire dai partiti, il movimento Laboratorio Città Progetto ritiene di farsi strumento non solo per lanciare la proposta ma anche per definirne l’attuazione.
Dopo le proposte di un programma per la Città e di un metodo per la selezione dei candidati, LCP si spinge ancora oltre e pubblica a marzo ‘94 un ulteriore “volantino/depliant” che, rispetto ai precedenti, aggiunge un nuovo elemento:
Laboratorio Città Progetto si propone per le prossime elezioni comunali due chiare finalità:
1) contribuire alla definizione di un “Progetto per la Città” che si traduca in concreti interventi amministrativi;
2) proporre delle candidature alla carica di sindaco.
PROGETTO: Il nostro Laboratorio si articola in gruppi di lavoro sulle seguenti aree tematiche:
– urbanistica e vivibilità della città (coord. Roberto De Benedictis)
– servizi sociali e sportivi (coord. Fulvio Giardina)
– efficienza dell’amm.ne, personale e bilancio (coord. Camillo Moncada)
– difesa dell’ambiente e protezione civile (coord. Franco Mirarchi)
– lavoro ed occupazione (coord. Berardino Martelli)
– Servizi culturali ed educativi (coord. Salvo Adorno)
… Nelle prossime settimane Laboratorio esporrà i risultati del lavoro dei gruppi. A tutti gli aderenti verrà data puntuale informazione delle iniziative e degli incontri che L.C.P. promuoverà per la definizione del “Progetto per la Città”
CANDIDATURE: L’efficacia del progetto è strettamente legata alle persone che devono realizzarlo. Per questo Laboratorio propone due uomini che per il loro impegno e la loro credibilità possono costituire un riferimento unificante per chi voglia puntare ad un reale rinnovamento della amministrazione cittadina. Laboratorio Città Progetto indica Augusto Aliffi e Francesco Ortisi come possibili candidati alla carica di sindaco …
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È sicuramente un salto in avanti notevole. Gli obiettivi da uno passano a due: offrire un programma alla città e indicare dei candidati a sindaco. L’indicazione formale di due nominativi offerti alla pubblica discussione non suscita, almeno apparentemente, alcuna reazione ufficiale da parte dell’establishment dei partiti del centro sinistra, area in cui i candidati vengono politicamente collocati. Ancora frastornati dal terremoto che ha stravolto a livello nazionale le loro compagini (dissoluzione della DC e del PSI, costituzione territoriale di PPI, Patto Segni, CCD) prevalentemente senza guida dirigenziale e commissariati, questi partiti arrancano e stentano palesemente nella governance delle vicende politiche locali.
Una strana circostanza va a tal proposito rilevata: i partiti sembrano del tutto assorbiti a seguire affannosamente la campagna elettorale delle imminenti elezioni politiche (marzo), in merito alle quali il dibattito sembra interessare soltanto gli “apparati”, e assolutamente assenti per quanto riguarda gli sviluppi delle elezioni amministrative (giugno) a proposito delle quali si registra, invece, un vivace ed articolato coinvolgimento della società civile. Ad avvalorare questa ipotesi si colloca, oltre al citato “movimentismo” di Laboratorio, una raccolta di firme (ad una settimana dalle “politiche”) a favore della candidatura a sindaco di Ettore Di Giovanni (Pds).
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Si tratta di una iniziativa autonoma e indipendente dal forte sapore di provocazione che viene ripresa dai quotidiani. In 160 firmano un documento inviato alla stampa, primo firmatario Ermanno Adorno, tra gli altri si segnalano:
la presidentessa del Tribunale per i Diritti del Malato Giulia Cultrera, professionisti come Titti Bufardeci[1], Alfonso Lupo, Pippo Panico, Leonardo Giuliano, Franco Attanasio, Letizia Davì, i docenti universitari Giovanni Verga e Lorna Watson Sbriglio, commercianti come Luigi Marciante, Salvino Finocchiaro, Pippo Miceli, Antonino Boncordo, giornalisti ed intellettuali come Aldo Formosa e Carmelo Maiorca.
All’indomani del 27 e 28 marzo 1994, la schiacciante vittoria del centro destra, che si aggiudica tutti i parlamentari della provincia, dà un ulteriore e pesante colpo ai partiti del centro sinistra che precipitano in uno stato di crisi profonda. Di conseguenza i leader dei partiti sconfitti, spinti dal più che deludente risultato elettorale, sembrano tutti concordi a lavorare alla costruzione di un “fronte unico” come soluzione indispensabile per affrontare le imminenti elezioni amministrative. Dal Ppi al Pds, dalla Rete al Psi, si susseguono su stampa e TV locali gli appelli alla costituzione di un polo unitario ma accanto ai proclami si registrano anche posizioni diverse e vari distinguo. Non mancano, infatti, le accuse reciproche tra i rappresentanti della cosiddetta “prima” e “seconda” repubblica, tra il “vecchio” e “nuovo” modo di fare politica, tra chi rappresenta il “passato” e chi invece il “futuro”. Il quadro che emerge agli osservatori è di una realtà confusa, disorientata, ancora impreparata e incapace di offrire, in termini di alleanze, programmi e candidature, proposte credibili all’elettorato. Ma ciò che più si evidenzia è l’assenza di iniziative concrete. Nessuno sembra disponibile a fare “il primo passo” e così i buoni propositi rimangono fermi a livello di aspettativa.
In città il dibattito politico è del tutto occupato da un lato dai preparativi per la visita di Papa Giovanni Paolo II prevista per la fine di aprile[2] e da tutti i provvedimenti correlati (pavimentazione, illuminazione di piazze e strade, lavori di arredo urbano, piani di ordine pubblico e sicurezza, parcheggi e individuazione percorsi, messa a punto dell’agenda degli incontri, ecc.) e dall’altro da una gravissima crisi economica occupazionale che incombe pesantemente: l’imminente chiusura dell’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) a rischio fallimento e interessata da pesanti scandali politici e la dichiarata chiusura della fabbrica Pirelli Sotis Cavi hanno messo a rischio diverse centinaia di lavoratori che quasi quotidianamente si rendono protagonisti di varie manifestazioni a difesa del loro lavoro.
1)Titti Bufardeci in seguito sosterrà il candidato sindaco Marco Fatuzzo. Nel 1996 diventerà per Forza Italia deputato e vicepresidente della Regione Siciliana e dal dicembre 1999 a marzo 2008 sindaco di Siracusa
2) Il giorno della partenza il Papa ha un incidente e la visita in Sicilia viene rinviata
( * tratto da una ricerca universitaria realizzata nel 2008: “Etnografia di u’esperienza politica: il caso del Tavolo Iris” che focalizza le vicende politiche in città tra il 1994 ed il 1998) Continua

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