Lo storico dello Sport e dirigente Fidal Enzo Pennone interviene a proposito della ipotizzata palestra indoor al Pippo Di Natale

Come un coniglio dal cappello del prestigiatore spuntano oggi due milioni di euro per la realizzazione di un “impianto sportivo polivalente indoor” presso il Campo Scuola Pippo Di Natale. Ove non esiste altra area utilizzabile, all’uopo, che quella di un decrepito campetto un tempo polivalente dalle misure esigue, interrato di due metri rispetto al livello di normale calpestìo, un piccolo rettangolo che, coperto, mai e poi mai per volume potrebbe assomigliare ad un “impianto sportivo polivalente indoor”. La domanda ovvia e retorica è se i pensatori di quest’idea e i progettisti di quest’opera sappiano, e non solo per sentito dire, in cosa consista un impianto di atletica indoor, comunque utilizzabile per altre discipline.

Per conoscenza ecco quanto previsto, per l’anno in corso, per un’opera definita tale nella città di Brescia: “Il cuore dell’impianto è rappresentato dalla pista di atletica, una superficie ovale di circa 4200 metri quadrati finita con pavimentazione in gomma ad alte prestazioni, che contiene 6 corsie con sviluppo pari a 200 metri; un rettilineo centrale di 8 corsie per le gare di velocità sui 60 metri; un doppio rettilineo con le pedane del salto in lungo e triplo comprese di fosse in sabbia per l’atterraggio; la pedana del salto con l’asta; l’anello perimetrale di riscaldamento”. Oltre, si capisce, a tribuna, spogliatoi, e spazi adeguati per parcheggio auto, cicli e motocicli.

È del tutto superfluo, in questa sede, sottolineare l’efficacia “nulla” di una tale struttura in funzione di uno sviluppo dello sport di base della cittadinanza, nonché di quello scolastico, richiamato negli atti fondativi dagli ideatori dell’impianto, e pure di quello agonistico, che abbisogna soprattutto di spazi, di vaste superfici, anche all’aperto, tutte esigenze che, con accorti e per nulla dispendiosi interventi, potrebbero realizzarsi nell’ampio perimetro dell’attuale impianto, senza dover ricorrere a quel PNRR che maestro Draghi aveva pensato per occorrenze ben più importanti. Ma non è superfluo ricordare ai solerti amministratori della nostra città che gli impianti indoor vanno fatti secondo le norme vigenti in materia, sempreché si attesti la capacità di conseguire un corretto ed efficace rapporto costi-benefici, e che, più d’ogni altra cosa, una tale struttura violerebbe in maniera irreversibile il significato di area di importanza storico-archeologica al sito “area denominata Campo-scuola Pippo Di Natale”.

Breve storia del Campo Scuola Pippo Di Natale

Il campo-scuola Pippo Di Natale ha una storia lunga. Che merita di essere spesso ricordata a giovani e meno giovani, ai primi per invogliarli alla pratica dell’atletica leggera più di quanto possano fare i genitori o i loro insegnanti di educazione fisica, ai secondi per ricordar loro vicende e protagonisti di “grande atletica”, impensabili all’epoca e difficilmente oggi replicabili.

Il campo-scuola Pippo Di Natale emise il primo vagito il giorno 11 del mese di gennaio del 1964. Fu generato da Concetto Lo Bello, che gli diede pure il classico schiaffetto sul didietro per stimolare il primo pianto e consegnare alla città e ai suoi conterranei un impianto nuovo, di prim’ordine, il più bello all’epoca nello stivale da Napoli in giù, che sostituiva lo storico (ma non più al passo coi tempi per l’atletica) stadio Vittorio Emanuele III, pista in carbonella.

Da quel giorno l’atletica della nostra città andò avanti tra alti e bassi, sia per risultati tecnici dei protagonisti, che per la diffusione delle sue specialità a scopo formativo o amatoriale.

 Trachelio

Ma, nei cinque anni compresi tra il 1969 e il 1974, accadde qualcosa di davvero indimenticabile per il campo-scuola. Lo Bello cominciò con i protagonisti degli Europei di Atene per presentare agli sportivi siracusani la grande atletica. Era novembre, in cielo si ammassavano nuvoloni sinistri messaggeri di un acquazzone violento e interminabile, ma più di un migliaio di “garibaldini”, impermeabili e ombrelli aperti in tribuna, accorsero comunque per vedere Danek e Kinnunen, i grandi lanciatori del centro e nord Europa, disco e giavellotto, attrezzi di uno sport pure antico e glorioso.

Dionisi

E i “garibaldini” riapparvero, moltiplicati per cinque, il 4 Luglio del 1970, sacrificando il week-end al mare per sostenere la nazionale di Arese, Dionisi, Azzaro e Gentile, opposta alla Polonia di Werner Badenski Sidlo e Komar, gente avvezza alle battaglie olimpiche, con diretta televisiva, per chi non volle lasciare il divano di casa, sul secondo canale, ore 18, voce narrante Paolo Rosi, il telecronista d’Italia per l’atletica e il pugilato.

Nel ‘74 sbarcarono in città le eccellenze femminili dell’atletica, Paola Pigni già primatista mondiale dei 1.500 e del miglio, e Sara Simeoni lanciata verso i prossimi traguardi olimpici e mondiali, ancora telecamere dello Stato in campo, mentre un anno dopo, con il friulano Del Forno, che nel Meeting Città di Siracusa stabilì il record italiano di salto in alto con 2 metri e 23 centimetri, scese il sipario su quella straordinaria epopea dell’atletica internazionale in terra d’Aretusa.

Fu da allora che i siracusani, saturi oramai di pallone, cominciarono a interessarsi pure alla “regina delle Olimpiadi”, e, anno dopo anno, attraverso la moltiplicazione dei centri di avviamento allo sport del Coni, i giovanotti aretusei appresero e affinarono le arti della corsa veloce e di resistenza, dei salti e dei lanci, cementando, con metodo e applicazione, una tradizione di giovani atleti e atlete degni dei massimi teatri dello sport nazionale e internazionale, dall’Arena di Milano allo Stadio Saint Denis di Parigi.

Enzo Pennone

(Vice-Presidente Comitato Provinciale F.I.D.A.L.)

(Storico dello sport)

 

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti