Leggo su un giornale che Enrico Montesano, concorrente della trasmissione Ballando con le Stelle, sarebbe stato cacciato dalla trasmissione per avere indossato durante le prove una maglietta con il simbolo della Decima Mas, nota squadra d’assalto fascista. L’ira funesta della Rai ha giudicato inaccettabile tale scelta. Domanda spontanea: come mai i vertici, solerti nel cacciare via l’attore forse anche spinti dall’indignata eco sui social, tollerano il sesquipedale conflitto di interesse che lega una giurata (la Lucarelli) a uno dei concorrenti, suo compagno e convivente? Conflitto che si perpetua ad ogni puntata e che mina irrimediabilmente la serietà della gara, e che i vertici Rai fanno finta di ignorare (vista la faccia di bronzo dei due che avrebbero dovuto sin dall’inizio non accettare)?
È contrario ad ogni principio etico e giuridico che un giurato giudichi persona cui è legato da vincoli legali o affettivi, che si possa giudicare “in re propria”, cioè su persone amiche o su affari propri.
Una norma del codice di procedura civile (art.51) prevede in questi casi l’obbligo di astensione del giudice e dunque così doveva procedersi quando si stabilirono giudici e concorrenti nella trasmissione; norma prevista proprio per fugare i sospetti di probabili parzialità.
È opportuno ricordare che la Rai è un ente pubblico cui versiamo il canone, e che dunque gestisce denaro nostro, pubblico. Analoga situazione si verificò l’anno scorso con la trasmissione Il borgo più bello di Italia in cui un giurato, il famoso critico Philippe Daverio, fece vincere con il suo voto un Comune di cui era cittadino onorario e per il quale aveva tenuto molte conferenze. La gente deve capire che quando si tratta della RAI, proprio in quanto ente pubblico, anche queste bazzecole costituiscono vere e proprie scorrettezze e talvolta reati. I partecipanti allo spettacolo sono incaricati di pubblico servizio e come tali devono rispettare anche eventuali obblighi di astensione.
Per concludere su questa pseudogara televisiva devo aggiungere che la Selvaggia, non essendo serena nelle sue valutazioni, per fugare possibili sospetti di favoritismi verso il proprio convivente, potrebbe a volte dargli un voto basso e così cadere nell’accesso contrario di danneggiarlo. Ma tutto questo è poco serio perché viene meno la serenità di giudizio, presupposto indispensabile per assolvere al proprio compito. Questa Cecco Angiolieri, temuta giurata, che dice male di tutti e di tutti, avrebbe dovuto rifiutare il ruolo di giurata nella gara cui partecipava il suo convivente. E la Rai si è resa compartecipe di questa (uso un eufemismo) anomalia. Il fatto che la gara continui, ad onta delle riserve sull’imparzialità dei giurati, costituisce prova provata del dolo insito nella condotta di questi signori. Errare humanum est, perseverare diabolicum.
Ma c’è di più: ove poi la Lucarelli dovesse dare un voto palesemente favorevole per il suo convivente si cadrebbe nell’illecito penale, in pratica si realizzerebbe un abuso di ufficio (art.323 C.P.); qualche anno fa interesse privato in atti di ufficio. La stessa maggiore notorietà è in termini economici un utile, un maggiore profitto che si consegue in virtù della partecipazione e meglio ancora della vittoria nella competizione. Uno chef avrà un aumento di clientela e dunque di introiti e questo è l’ingiusto vantaggio patrimoniale di cui parla l’art. 323.
Inaccettabile in conclusione che i vertici della Rai consentano tale illegalità ma capisco che oggi la legalità è una chimera. La mia è forse deformazione professionale ma in certi casi la forma è sostanza. Ci riempiamo continuamente la bocca di cultura di legalità ma questa vicenda apparentemente insignificante è il sensore della diffusa mancanza di legalità. Quale messaggio si dà al pubblico, specie quello poco acculturato? Che sia normale un giudizio minato dal sospetto dell’essere inquinato?
I Romani dicevano che Calpurnia (moglie di Cesare) non solo doveva essere onesta ma anche apparire tale. Chi ha il potere e deve giudicare ha l’obbligo di salvare la forma.
Purtroppo buon senso ed etica in Rai non sono praticati. Pare che la Federconsumatori abbia denunciato l’anomalia alla Autorità Giudiziaria. Vedremo che accadrà.

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