Polemiche a margine della cerimonia, svoltasi ieri, 15 novembre, per l’intitolazione di una strada a Salvatore Gurreri, ultimo abitante di Marina di Melilli, assassinato nel 1992.
A scriverci Marco Gambuzza del Movimento Aretuseo per il lavoro, la sicurezza e le bonifiche, e segretario regionale del Partito Comunista Italiano.
“Non posso che stigmatizzare quanto accaduto ieri sia nell’organizzare la cerimonia per Salvatore Gurreri sia nel corso della stessa. In primo luogo ritengo grave che non siano stati invitati tutti coloro che hanno contribuito a riportare all’attenzione dell’opinione pubblica la figura di Gurreri. Don Palmiro Prisutto e i tanti Movimenti che con instancabile impegno hanno operato perché sia sempre ricordato un personaggio emblema di un popolo che fu deportato da Fondaco Nuovo per cedere il passo all’industrializzazione selvaggia e per niente rispettosa della Nostra Terra: il Movimento Aretuseo, il Comitato Stop Veleni, Siracusa Rebelde, Officina Rebelde Catania, Legambiente Melilli con la instancabile Emilia Ferrari e altri ancora.
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Ed altrettanto grave che abbia dovuto quasi impormi per poter fare un intervento nel corso della cerimonia, proprio per ribadire l’impegno di tutti, senza il quale probabilmente quella intitolazione non sarebbe mai avvenuta. Nei pochissimi minuti che mi sono stati, faticosamente, concessi dall’assessore Fabio Granata ho avuto modo di ringraziare dal profondo del cuore i fantastici Street Art, che hanno realizzato gratuitamente un bellissimo murale raffigurante Gurreri, e anche gli studenti e i professori per il lavoro fatto. Ho anche colto l’occasione per invitare tutti a condividere la necessità di unire lavoratori della zona industriale e popolazioni per costruire insieme un futuro migliore, nel quale pretendere il giusto rispetto, lavoro dignitoso ma nessun compromesso al ribasso su salute, ambiente e dignità; ho evidenziato gli esempi virtuosi presenti nel Nord Europa, dove insediamenti industriali come il nostro sono stati gestiti nel massimo rispetto dei lavoratori, delle popolazioni e dell’ambiente. Da qui l’invito ad essere tutti presenti alla manifestazione di venerdì sulla zona industriale, al corteo che partirà alle nove da Piazzale Marconi; un invito rivolto in particolare ai giovani che sono l’energia sana e libera che può essere determinante per dare un futuro diverso alla nostra terra devastata e saccheggiata.
Ma, nei tempi strettissimi ‘concessimi’, ho voluto anche evidenziare che, non essendoci stato messo a disposizione, nonostante più volte richiesto, un punto acqua, al netto di qualche pianta grassa e una palma non abbiamo potuto mantenere a verde l’area che abbiamo creato per stimolare le istituzioni alla bonifica, alla riqualificazione e al ricordo dei drammi dell’intero paesino, Fondaco Nuovo, della Marina di Melilli.
E mi chiedo, infine, con amarezza come mai di tutto questo non sia stato fatto cenno nel comunicato passato alla stampa o da chi era presente alla cerimonia. Una cronaca, se è parziale, non rende un buon servizio ai lettori”.

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