Sentenza CGA su Pillirina: “Ora il Comune adegui il prg al piano paesaggistico”

Nel commentare la sentenza del 26 ottobre 2022- non appellabile del CGA-  che ha definitivamente esitato i ricorsi presentati dalla società Elemata Maddalena avverso il Piano Paesaggistico di Siracusa, si riportano qui di seguito alcuni dei passaggi salienti.

“…..La tutela paesaggistica prevale sempre su quella urbanistica”

“…..È pacifico infatti come i piani paesaggistici adottati dalle Regioni prevalgono su ogni scelta urbanistica adottata dal Comune qualora la stessa risulti in contrasto con i primi. Nella frizione tra interessi urbanistici valorizzati dal Comune e difesa del paesaggio garantita dalla Regione prevale la seconda. Ecco perché i piani paesaggistici non possono essere frutto di provvedimenti co-decisi dalla Regione e dai Comuni, ma sono provvedimenti ascrivibili per intero alle Regioni che devono trovare il concerto con lo Stato che rimane tutore primario del “bene pubblico paesaggio”.

Quindi, ad avviso del C.G.A. l’interesse pubblico che merita prevalente tutela è la difesa del bene pubblico “paesaggio”. Il paesaggio è un bene costituzionalmente protetto che trova tutela multilivello nella Convenzione europea del Paesaggio, firmata a Firenze il 20 ottobre 2000 ed entrata in vigore in Italia nel settembre 2006. Con il d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – codice dei beni culturali e del paesaggio –  la tutela del paesaggio ha assunto una portata generale e comunque una decisiva prevalenza di valore rispetto alla pianificazione urbanistica, sull’intero territorio» (Cons. Stato, sez. V, sent. n. 5658/2015).

La sentenza rende giustizia al lungo percorso tecnico-amministrativo che ha consentito anche alla provincia di Siracusa di assolvere ad un obbligo di tutela paesaggistica e ambientale   fin dall’approvazione della Legge Galasso del 1985. A quasi vent’anni dalla Convenzione europea sul paesaggio e più di dieci dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, il piano paesaggistico darà certezza da ora in poi agli investimenti possibili distinguendo le zone dove sono inammissibili o al contrario compatibili nuove edificazioni, nuove strade o aperture di cave o discariche o  installazione di parchi fotovoltaici e/o eolici.

Applicare le normative d’uso sarà semplice ed immediato, senza incertezze, restituendo all’iniziativa pubblica il ruolo di guida nella trasformazione di un territorio in cui si concentrano bellezza e storia.

Va attribuito il giusto riconoscimento a quegli Assessori, Dirigenti generali e Soprintendenti, funzionari, amministrativi, fotografi , catalogatori, avvocati, a tutto il personale che ha lavorato a questo Piano per oltre vent’anni, nonostante tutto, credendo nella propria missione istituzionale e ricevendo oggi conferma della correttezza del proprio operato tecnico-scientifico.

Per gli uffici della Regione Sicilia che si occupano di valorizzazione e pianificazione del paesaggio, il rapporto con i professionisti che intervengono sul territorio sarà un tassello decisivo per la corretta interpretazione, implementazione e attuazione del Piano Paesaggistico allo scopo di pervenire a quel modello di cultura del paesaggio che si estenda a tutte le professioni che animano la vita quotidiana dei territori, delle città e dei borghi, delle aree rurali e di quelle a vocazione industriale.

Resta adesso da affrontare un’altra e più difficile prova, ovvero il cambio di prospettiva per lo sviluppo del territorio provinciale di Siracusa che non potrà più ritenere vigenti le previsioni dei Piani regolatori comunali attuando gli adeguamenti previsti dalla legge.

Il principale processo urbanistico, l’adeguamento dei piani locali, va letto come un tassello in un mosaico di misure che costituiscono la “politica paesaggistica” regionale alla quale si adeguerà la politica urbanistica.

Ad oggi non si conosce ancora l’esito dell’impugnativa  della Presidenza del Consiglio dei Ministri degli articoli  della Legge regionale “Norme per il governo del territorio urbanistica”  n. 19 del 13 agosto 2020 e successive modifiche ed integrazioni che disconoscevano le competenze di rango primario dell’Assessorato regionale Beni Culturali sui beni paesaggistici. Le norme emanate dalla Regione siciliana rispetto ai principi formatori dei nuovi piani urbanistici devono uniformarsi infatti sia alle Direttive europee che alle norme costituzionali che discendono dall’art.9 sulla tutela del paesaggio.

Il principio che assume il consumo di suolo a saldo zero da raggiungere entro il 2050 nell’Unione Europea è principio e obiettivo comune espresso sia nei piani paesaggistici che nella legge urbanistica n.19 e dovrà orientare la prossima pianificazione urbanistica in Sicilia. Strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica saranno il riuso degli edifici, aree e infrastrutture e la rigenerazione del territorio urbanizzato.

In adeguamento alla Convenzione Europea del Paesaggio tutti i piani spaziali (territoriali e urbanistici) devono avere una dimensione paesaggistica, ma occorre:

«integrare il paesaggio nelle politiche di pianificazione del territorio, urbanistiche e in quelle a carattere culturale, ambientale, agricolo, sociale ed economico, nonché nelle altre politiche che possono avere un’incidenza diretta o indiretta sul paesaggio» (Cep, art. 5). Questo impegno nasce dalla consapevolezza del fatto che le spinte alle trasformazioni del paesaggio sono molteplici, mentre la pianificazione territoriale agisce solo su alcuni di essi. Occorre dunque stimolare tutte le possibili interazioni virtuose quali ad esempio quelle con le politiche per la natura, per l’agricoltura e le foreste.

Uno dei modi per «non avere più politiche contrastanti rispetto ai paesaggi»  è la condivisione e la diffusione delle conoscenze sul paesaggio prodotte per i Piani Paesaggistici che costituiscono le carte di analisi e di sintesi e la relativa banca dati, che anche attraverso i dati provenienti dalla catalogazione, costituisce i 7 piani paesaggistici provinciali oggi vigenti in Sicilia. Questi principi dovranno guidare le scelte delle Amministrazioni comunali nel prossimo futuro.

Alessandra Trigilia, già Dirigente della Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa

(foto di Sara Castello)

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