In genere quando una cosa, un progetto, un’iniziativa, un’azione, un impianto, un servizio, una infrastruttura è UTILE E NECESSARIA alla Città, è definita prioritaria, la si avverte da tempo, la si respira, se ne parla, la si riconosce vivendo il quotidiano, se ne sente il bisogno concretamente, la si percepisce sulla propria esperienza, la si immagina, diventa parte dell’immaginario collettivo, se ne parla a tavola in famiglia o al bar con gli amici o negli incontri sociali e politici. Per fare qualche esempio: l’eliminazione della spazzatura per le strade, il diserbo dei marciapiedi, il trasporto urbano funzionante, la mancanza di marciapiede in Via Grottasanta o in Via Necropoli Grotticelle, il rifacimento del manto stradale di molte strade, l’eliminazione dell’allagamento in Viale Epipoli, la messa in sicurezza delle scuole, una migliore gestione della ZTL, l’allargamento di Via Elorina, il collegamento tra sbarcadero e Ortigia, le spiagge libere pulite e attrezzate, la mancanza di campetti di calcio o basket negli spazi urbani, l’abbattimento del parcheggio Talete, il waterfront all’idroscalo, la rete idrica efficiente, più asili nido, più aree verdi, maggiore assistenza agli anziani e ai disabili e millemila altri servizi o infrastrutture come questi e meglio di questi e più di questi che da sempre sono nei desideri di ogni cittadino.
Ma l’ascensore a passeggio Adorno chi mai lo ha pensato, desiderato, considerato prioritario?
Ne avete mai sentito parlare in qualche incontro pubblico? Qualche associazione/partito ne ha sollecitato la realizzazione? Gli abitanti della zona ne hanno mai avvertito il bisogno? Qualche ente di tutela e rappresentanza di persone disabili ha mai espresso la necessità per i loro assistiti di poter scendere da Passeggio Adorno direttamente alla Villetta senza dover più percorrere un tratto di poco più di 100 mt? Basterebbe chiedere a centomila cittadini residenti, ai portatori di interesse, alle persone impegnate, sensibili, attente, di buon senso e di buona volontà, o a chiunque si incontri per strada per scoprirlo. Ciascuno di loro/noi avrebbe certamente mille cose da proporre come UTILE E NECESSARIA alla Città, e tra questi nessuno o quasi avrebbe mai pensato all’ascensore tra Passeggio Adorno e Villetta Aretusa.
Tranne, forse, il proprietario o gestore dell’albergo antistante. O quello del solarium sottostante. Tutto il resto della Città – normalmente – lo percepirebbe INUTILE, NON NECESSARIO. Di sicuro non prioritario rispetto a tante altre possibili opere.
Si è detto che, unito alla passerella pedonale da realizzare nel tratto antistante l’albergo, eliminerebbe il rischio per i passanti di essere travolti dalle auto in transito. Forse ci sbaglieremo ma, a quanto ci risulta, non si hanno notizie di incidenti accaduti sul luogo né recenti né in tutta la storia. E poi, la soluzione da tempo auspicata per Ortigia non è quella di eliminare le auto in ingresso invece che facilitarne il transito?
Questo e diversi altri sono stati i progetti presentati recentemente al pubblico da sindaco, giunta, delegati, funzionari e progettisti con la dovuta enfasi. Naturalmente un incontro in cui si poteva solo applaudire o al limite prendere atto di decisioni già prese, calate dall’alto alla città che non ha nessuna possibilità di intervenire, esprimersi, valutare, partecipare. A maggior ragione in assenza del Consiglio Comunale (ahimè per noi, per fortuna per il sindaco) organo di rappresentanza cittadina e di mediazione tra opinioni e interessi diversi. Tale vuoto istituzionale avrebbe dovuto indurre il sindaco a ricercare e praticare un dialogo con la città, i portatori di interesse, i rappresentanti di categorie, le associazioni e movimenti ma la mancanza di esso ha invece consentito all’Amministrazione di “governare monocraticamente” indisturbata e inosservata, di portare avanti le proprie iniziative secondo una visione individuale e in assoluta mancanza di un democratico contraddittorio, oltre che del coinvolgimento della Comunità.
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Tra i vari progetti si evidenzia un ponte ciclopedonale tra via Eritrea e Piazza delle Poste (che non ci sono più) e meno male che è ciclopedonale almeno non si incentiva l’ingresso di automobili (e inoltre non si disturba la struttura alberghiera già ampiamente e imponentemente insediatasi nell’area); l’installazione di una pompa di rilancio di acque meteoriche al parcheggio Talete, struttura invisa alla maggioranza dei siracusani che lo vorrebbe abbattere ma su cui l’Amministrazione continua a spendere somme ingenti per manutenzione e adeguamento e abbellimento ma dal funzionamento sempre precario e discusso.
La riqualificazione di Ortigia è sicuramente utile e necessaria, ma questa da chi è stata ideata, elaborata, progettata, secondo quali obiettivi e visione di città? Chi è stato coinvolto? Quando? Dove? Come? In quali sedi se ne è discusso, con chi, come è maturata? E i tecnici progettisti hanno partecipato a un bando? Un concorso di idee? C’era una commissione valutatrice? O sono stati individuati con affidamento diretto? E in base a quali criteri? Come fa il Sindaco a stabilire che SONO EFFETTIVAMENTE QUESTE LE PRIORITÀ per Ortigia? Sono condivise dai cittadini?
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Stante così le cose un pensiero sorge spontaneo: se il sindaco è così sicuro della bontà delle sue personali scelte per la Città, sarebbe disponibile a sottoporre queste sue decisioni (l’ascensore) a un referendum popolare? In assenza del Consiglio Comunale e di occasioni di confronto/partecipazione della Città rappresenterebbe un passaggio dovuto per sottoporre le scelte del Palazzo ai cittadini. Stessa cosa per il parcheggio Talete, o la gestione del Castello Maniace, o l’installazione di stabilimenti elioterapici (??) o le autorizzazioni alle Apicalesse o l’incredibile invasione dei Catafalchi Tourboat, dehors, tavolini per strada …
Qualcuno prima o poi ci dovrebbe pensare, magari per avvalorare la volontà di Francesco Italia di volersi ricandidare.
Cambierà il volto di Ortigia. Avrà quello del Sindaco?

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