Riqualificazione di Via Tisia: Amministrazione e Politici sempre più lontani dai cittadini

E ora, sulla questione degli alberi di via Tisia – e rivediamola finalmente questa ridicola toponomastica di una città che definisce viali strade strette con marciapiedi due-posti (via Zecchino) come quelle senza nemmeno un albero (tra le altre proprio via Tisia e limitrofe) -, scendono in campo politici e segreterie di partito.

È la volta del segretario cittadino del PD Santino Romano che stigmatizza il rischio della “semplificazione del problema che si è ridotto a ‘alberi sì, alberi no’, tralasciando la complessità di un approccio di carattere prettamente tecnico”: “nell’opinione pubblica si è sviluppata infatti l’idea di avere una occasione per la realizzazione di un’alberata, una emotiva adesione forse legata al momento attuale in cui si dibatte su transizione ecologica e surriscaldamento climatico”.

E nell’elencare i problemi tecnici da considerarequale intervento urbanistico non li presenta? – imposta il tutto nella direzione, implicita, di un no agli alberi ad alto fusto, quasi la “transizione ecologica e il surriscaldamento climatico” fossero inezie. E divarica così un po’ di più il baratro tra il ‘partito’ – che dovrebbe esprimere, farsi portavoce delle esigenze dei più, cogliere il senso dei tempi, aprire prospettive credibili e compatibili sul futuro prossimo e remoto – e i cittadini. Cittadini che le vogliono le vie alberate e non assolate, cittadini che bisognerebbe strappare, come atto ‘politico’, all’aria condizionata dei centri commerciali per riportarli tra quei commercianti che poi però lamentano il calo delle vendite nei propri negozi di vicinato. E a Siracusa, con il clima sempre più torrido, dove è ‘normale’, quasi indispensabile, scegliere per lo shopping luoghi freschi, confortevoli, non si può dire che anche il caldo non giochi la sua parte nella disaffezione delle persone verso le vie cittadine, arroventate, sporche, dissestate, senza una panchina su cui sostare.

I “motivi tecnici” sapientemente elencati da Romano sono “preoccupazioni” ammissibili, legittime, e nessuno lo nega. Sono quelle, crediamo identiche, del Cenaco sulle quali primeggia quella di un “allungamento dei tempi di realizzazione del progetto legati ad una eventuale variante. E ormai dopo aver aspettato per anni c’è fretta. Si guarda all’hic et nunc e dei discorsi dell’ex assessore Carlo Gradenigo che guarda alle generazioni future – “Saranno loro a vedere un vero viale! È per loro il nostro impegno”non importa nulla né al Cenaco né al Partito Democratico il quale, nel chiamare in causa l’Amministrazione irresponsabilmente silente, le detta anche, nella stessa sua formulazione dei “motivi tecnici”, la via da seguire: “la compatibilità tra i fabbricati e le alberature, in una strada che per sua dimensione e vocazione è caratterizzata da intensi flussi pedonali non solo di residenti ma anche e soprattutto di consumatori (!?), non appare tecnicamente assicurata; l’impianto di alberi di minori dimensioni rispetto ai platani, consentirebbe di ombreggiare adeguatamente gli spazi a terra senza interferire con il contesto, permettendo la realizzazione, in spazi adeguati, di aree di sosta pedonale e relax; la presenza di roccia compatta quasi affiorante renderebbe precario lo stato complessivo delle alberature di alto fusto che verrebbero costrette in spazi e luoghi a loro innaturali e generando inevitabilmente il degrado delle pavimentazioni, rendendole sconnesse per i cittadini e impercorribili per i disabili; la realizzazione di uno scavo di mt. 2×2 con profondità di mt. 1.5, oltre a non garantire l’armonioso sviluppo dell’albero impatterebbe in modo devastante con il sistema dei sottoservizi”. Il no ad alberi ad alto fusto, sebbene indicati nel regolamento comunale del verde, è ben chiaro.

L’unico obiettivo a cui sembra si miri realmente diventano così eminentemente i parcheggi, e per questi si chiedono senza remore le temute varianti perché, con ogni evidenza, ci sono varianti buone e varianti cattive. Nessuna considerazione, seria, su un progetto datato, non più al passo con i tempi, lontano anni luce da chi considera le alberature “infrastrutture di salute pubblica”https://www.greenme.it/…/piantare-alberi-citta…/ questo il link consigliato dall’architetto Vincenzo Latina per chi abbia la disponibilità ‘intellettuale’ a non rimanere arroccato su posizioni anacronistiche, quelle che non distinguono alberelli ornamentali dai ‘polmoni verdi’ di cui ha parlato anche il dottor agronomo paesaggista Nino Attardo https://www.lacivettapress.it/2022/06/18/via-tisia-chi-ha-paura-dei-platani-lopinione-del-dottor-nino-attardo/

No, non è per nulla una questione tecnica. È un questione meramente politica. Di una politica e di una Amministrazione incapaci di farsi interprete delle istanze di una città che vorrebbe diventare vivibile. Sotto ogni punto di vista.

Da leggere

Siracusa, la paralisi di una generazione: viaggio tra declino demografico, record di scoraggiamento ed esodo dei giovani laureati

1. Le fonti della crisi Questo viaggio nei numeri della condizione giovanile a Siracusa è …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti