Alla luce delle recenti gravi notizie circa il sequestro degli impianti di depurazione IAS, da parte del Tribunale di Siracusa, dove si parla di circa 77 tonnellate di sostanze nocive immesse annualmente in atmosfera e di oltre 2.500 tonnellate di idrocarburi rilasciate in mare tra il 2016 ed il 2020 (… e si potrebbe dunque supporre che il rilascio in mare sia proseguito fino ai giorni scorsi …), risultano alquanto contraddittorie le notizie che ogni anno si ripetono puntuali e che parlano di un mare cristallino e pulitissimo, lungo il litorale che va da Marina di Melilli e Marina di Priolo, certificato addirittura dall’ASP territoriale. Più di una volta i Sindaci dei Comuni interessati hanno rivendicato l’assoluta qualità di quei litorali, pur conoscendo bene gli impianti insediati in quelle zone e le decennali problematiche anche di ordine ambientale …
A questo punto è lecito chiedersi: è davvero così sicura la balneazione lungo tutto il litorale reso balneabile e presentato come le nuove Seychelles? I campionamenti vengono fatti lungo tutta la costa? I parametri di ricerca riguardano esami delle acque a largo spettro?
Ora, ammesso che la forza rigeneratrice delle nostre coste sia tale da compensare l’inquinamento prodotto, ritengo che dovremmo quantomeno essere più cauti nei proclami nei quali si decantano addirittura veri e propri lembi di paradiso terrestre e marino, allorquando in quegli stessi luoghi insistono impianti che non trattano certo acqua sorgiva ma convogliano “slop” e reflui industriali che probabilmente non vengono filtrati e trattati come si dovrebbe.
Sicuramente ci saranno colpe ed omissioni che dovranno trovare responsabilità precise, evitando di procedere in tondo e liberando tutti. Altrimenti sarà inutile ed anzi dannoso che la Giustizia provi a correggere gli errori commessi.
Io mi auguro che il mare di tutto il litorale possa mantenersi pulito e vitale ma i proclami che inneggiano ad angoli di paradiso potrebbero far passare un messaggio sbagliato: cioè che si possano tollerare impianti irregolari, che sia possibile scaricare liquami in mare e che questa pratica sia compatibile con il mantenimento di acque pure e cristalline.
Una vera promozione del territorio non può prescindere da una politica ambientale seria a 360 gradi. Qui invece, paradossalmente, si vantano bellezze naturali a ridosso di insediamenti industriali che da più lustri hanno caratterizzato negativamente le aree di pertinenza. Si attuino allora le bonifiche che attendono da anni di essere portate avanti, con un chiaro programma di destinazione e di recupero di aree e zone di effettivo interesse, perché no, anche turistico ma solo dopo aver compiuto un cambio di destinazione.

Commenti recenti