Il Covid è la terza causa di morte in Italia – Uno studio italiano sui benefici del vaccino

Se la politica decide di allentare le regole di contenimento della pandemia non vuol dire che il rischio sia calante. “Il Covid è la terza causa di morte in Italia dopo i tumori e le malattie cardiovascolari”. Lo ha detto ad Agorà su Rai 3 Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza.

“Questa malattia non dà una immunità permanente – ha spiegato il professore – un soggetto guarito può reinfettarsi, e soprattutto può reinfettarsi con Omicron. Sta succedendo a ritmi che coinvolgono fino al 4% delle persone. E ci sono persone che si reinfettano anche più di due volte. Quindi dobbiamo combattere questa malattia che è la terza causa di morte in Italia in questo momento. Ci dobbiamo preparare mentalmente per una battaglia di lunga durata che non possiamo sapere quando finirà. Tutto quello che è ritenuto utile fino ad ora va tenuto attivo e presente per un tempo lungo. (Fonte AGI)

La verità sta nelle fogne

Una ricerca italiana con tanta arguzia svela i segreti del Covid e i suoi comportamenti sommersi. (Fonte Quotidianosanità).

Arriva da uno studio tutto italiano una nuova conferma sui benefici dei vaccini nella lotta al Covid-19. Le analisi elaborate dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, dall’Università Statale di Milano e dalla Regione Lombardia mostrano, infatti, che tra novembre 2020 e novembre 2021 la carica virale nelle acque reflue di Milano non erano poi molto diverse, nonostante il numero di ricoverati e di positivi nel 2021 fosse notevolmente inferiore. Il principale merito di questo risultato, per i ricercatori, risiederebbe soprattutto nei vaccini.

Si parte dal presupposto che, essendo ridotti i ricoveri e le morti, si potrebbe pensare che il virus circoli meno. Di certo non è così. Come già sostenuto in un nostro precedente articolo il virus circola, ancora in questi giorni, alla grande, almeno tanto quanto nei periodi peggiori della storia italiana della pandemia.

Le analisi sono state condotte grazie ad una metodologia in grado di misurare la concentrazione del virus SARS-CoV-2 nelle acque reflue, messa a punto presso l’Università Statale di Milano, sotto la guida di Elena Pariani e Sandro Binda, nel laboratorio di riferimento regionale per la sorveglianza di SARS-CoV-2 e presso l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, nel Laboratorio di Tossicologia della Nutrizione. Fin dall’inizio della pandemia di Covid-19, si è osservato, infatti, che le persone infette da SARS-CoV-2 possono espellere il virus con le feci, anche se non hanno sintomi.
La metodologia elaborata, descritta in diversi lavori scientifici durante il 2021, è stata applicata a livello regionale e ha permesso di monitorare la diffusione del virus nelle principali città lombarde, anche grazie alla Rete Lombarda di sorveglianza epidemiologica dei reflui urbani.

La situazione fotografata dai dati – conclude Giovanni Nattino, a capo dell’Unità di Inferenza causale in Epidemiologia del Mario Negri e responsabile delle analisi statistiche – conferma che, nonostante il virus circolasse anche tra i vaccinati, i vaccini sono stati fondamentali nel prevenire le forme sintomatiche e gravi della malattia. Questo dovrebbe mettere in guardia gli individui immunocompromessi e chi non ha ancora ricevuto il vaccino, poiché il rischio di contrarre il virus è molto superiore rispetto a quanto può essere ipotizzato sulla base del numero di casi positivi e ospedalizzati”.

Tali metodi e le conclusioni che ne derivano potrebbero riparare i gravi danni alla salute pubblica italiana causati dall’immediato default dei servizi di prevenzione epidemiologica italiani, non in grado di rilevare i casi reali di malattia, non isolando gli infetti, non monitorando efficacemente il decorso dell’infezione.

In questi giorni di primavera sottovalutare il rischio di ammalarsi in conseguenza della riduzione dei provvedimenti legislativi di tutela sta causando paradossalmente un malinteso senso di liberazione nei cittadini.

Se un successo vi è stato nel contrasto al virus bisogna ricordare che è legato all’intensa campagna vaccinale che è riuscita a cambiare gli scenari e dare speranza ai cittadini. Il virus, purtroppo, continua a circolare in mezzo alla popolazione, sicuramente aumentando il numero dei portatori apparentemente sani, quasi tutti vaccinati. Chi rischia moltissimo sono gli immunodepressi, i fragili e i non vaccinati. L’immunità di gregge risulta non pervenuta mentre i veri virologi gongolano avendo pronosticato anzitempo la scarsa efficacia dei vaccini sui virus a RNA e la diabolica capacità del virus di mutare in poco tempo.

Quella che non muta, purtroppo, è la eccessiva mortalità del virus in Italia, anche se si comincia a capire che risparmiare in sanità non paga mai.

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