La mostra Crowned Idols- Idoli Incoranati voluta dal Parco archeologico -di Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro e Akrai- e ospitata dentro gli spazi del Museo Archeologico Paolo Orsi fino al 26 luglio, suscita tanto interesse. I social e la carta stampata ritagliano spazi per le immagini regali e colorate che arrivano dalla sala ovale del Museo; al centro di ogni discussione l’accostamento felice fra due pezzi d’arte solo apparentemente distanti fra di loro, l’Idolo cicladico in marmo della varietà Spedos, datato al 2800-2300 a.C.e la “Valkierye Crown” della pluripremiata artista portoghese Joana Vasconcelos. Indicata fra le cinque mostre imperdibili in Italia, la stampa tutta ne esalta il dialogo straordinario fra “religiosità ancestrale e ironia contemporanea” e capacità di accendere i riflettori verso il Sud “perché spesso il sistema delle mostre risulta concentrato da Roma in su”. Bastano probabilmente queste parole, prese in prestito sulla stampa nazionale dai critici Luca Fiore (Il Foglio) e Luca Beatrice (Libero), per ricordare quanto importanti siano le occasioni culturali che cancellano fittizi confini territoriali, tessendo ambiziosi collegamenti tematici e geografici. Un centro idealmente rappresentato dalla sala ovale del museo ci fa viaggiare nel tempo, indietro verso le Cicladi e la sua arte antica di cinquemila anni, e poi verso la Contemporaneità rappresenta dalla visionaria installazione di una artista affermata su larga scala. Crowned Idols-Idoli incoronati è mostra nella mostra, dove si uniscono il tema archeologico curato da Anita Crispino per il Museo Paolo Orsi, e quello contemporaneo sotto la direzione del critico d’arte Demetrio Paparoni.
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Un percorso iniziato con la concessione della preziosa statuetta in marmo dal Museo di Arte Cicladica di Atene e definito attraverso una vincente collaborazione fra Archeologia e Arte Contemporanea. Demetrio Paparoni non ha avuto dubbi sull’artista da coinvolgere, la portoghese Jaoana Vasconcoles, nota per le sue sculture e installazioni monumentali e per una poetica artistica che incorpora oggetti di uso quotidiano con ironia e umorismo, creando un ponte tra l’ambiente domestico e lo spazio pubblico, mettendo in discussione lo status delle donne, la società consumistica e l’identità collettiva. Per questa occasione viene dunque chiamata un’artista che vanta un prestigioso curriculum e che è stata la prima giovane donna ad esporre alla Reggia di Versailles nel 2012, ricordata fra le 5 mostre più visitate in Francia negli ultimi 50 anni. “ In questa installazione- scrive Demetrio Paparoni- Vasconcelos mette la figura femminile, il modo in cui è percepita, il suo ruolo e il suo rapportarsi alla società al centro della propria riflessione artistica. L’associazione con l’Idolo Cicladico muove dalla considerazione che l’arte cicladica, che siamo portati a identificare con raffigurazioni essenziali e stilizzate vicine al gusto della scultura modernista, pone al centro proprio una figura femminile.
L’opera in mostra, Crown, è stata esposta per la prima volta a Londra nel 2012 in occasione del sessantesimo anniversario dell’incoronazione della Regina Elisabetta II. Presentata con un diverso equilibrio formale, a Siracusa Crown incorona un’altra figura femminile, questa volta rappresentata dall’Idolo Cicladico. Queste scelte evidenziano che sul piano simbolico la corona creata da Vasconcelos esprime un potere tanto politico quanto spirituale e carismatico. Crown fa così riferimento alla capacità della donna di esercitare il suo il suo ascendente benefico sulla comunità”. Il percorso espositivo si arricchisce di altri importanti reperti dalla collezione del Museo, selezionati dalla stessa Vasconcelos insieme alla Crispino, attraverso cui viene centrato il tema del Culto del Femminile: la Grande Dea Madre, le divinità greche Demetra e Kore, l’effige di una Santa, e infine Crown, per evocare l’immagine e il potere femminile spesso decostruito dalla volontà di una società che preferisce rigidi ruoli sociali, separazioni. Una riflessione artistica su temi profondi che hanno attraversato la Storia. Per Siracusa Crowned Idols è una bella scommessa che riaccende quel dialogo fra Antico e Moderno con cui forse la città dovrebbe imparare a misurarsi di più. Usando una metafora suggerita dall’installazione della “nostra” Vasconcelos, Siracusa è un ordito composto da tanti “fili della storia” e questa esperienza li rimette in connessione. Consente alla città di sfuggire a quell’immagine di “città scrigno” che mostra le bellezze del Passato senza essere capace di dar loro significati sempre nuovi e nuovi ruoli. Non resta dunque che andare, e magari ritornare, a far visita alla mostra e farsi trascinare da quei tentacoli colorati che si aggirano fra le Dee.

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