Nel nostro articolo del 13 marzo https://www.lacivettapress.it/2022/03/13/persi-30-mln-per-lammodernamento-della-rete-idrica-ma-non-si-tratta-di-una-fatalita/, oltre a indicare le inconfutabili responsabilità dell’ATI Siracusa per la mancata approvazione di progetti di ammodernamento della rete idrica per 30 mln di euro, ci si chiedeva quanti e quali fossero i Comuni inadempienti in relazione all’iter procedurale che dovrebbe portare alla gestione unica del servizio idrico territoriale, e come fosse possibile non richiamarli alle loro responsabilità dato il danno provocato a tutti gli altri.
Abbiamo chiesto all’on. Paolo Ficara esponente del M5S di chiarire la situazione.
“Purtroppo l’Assemblea Territoriale idrica di Siracusa (insieme a Trapani e Messina) è rimasta fuori da questo primo finanziamento rivolto al Sud. Non è ancora in regola con l’iter di riordino dei vari ambiti territoriali idrici e con l’individuazione di un unico gestore di piano d’ambito provinciale. Avevo cercato di mettere in guardia su questo aspetto e l’avevo fatto all’indomani della pubblicazione dell’avviso pubblico di novembre. Proprio lo scorso novembre l’ATI aveva approvato il Piano d’ambito e preso atto dello statuto dell’Azienda speciale consortile, ma ad oggi non tutti i consigli comunali hanno deliberato l’approvazione dello Statuto, così da renderlo efficace. Secondo le informazioni in mio possesso, mancano all’appello Carlentini, Melilli e Palazzolo. Quest’ultimo è anche protagonista di ricorsi per la gestione autonoma del servizio e però, con questo atteggiamento, rischia di tenere fuori l’intera provincia da questi importantissimi finanziamenti. Un rischio che non ci possiamo permettere, alla luce anche dei dati che vedono la provincia di Siracusa capace di un poco lusinghiero 64% di dispersione di acqua potabile in rete. Pochi giorni fa è stato pubblicato un secondo bando. L’avviso ha due scadenze, una a maggio 2022 e l’altra ad ottobre 2022. Questo deve richiamare tutti a maggiore responsabilità e celerità. Rimanere fuori anche questa volta sarebbe da irresponsabili. Predico una visione d’insieme e comune, che vada oltre al giardino del proprio Comune, piccolo o grande che sia. Inutile ricordare che diminuire la dispersione idrica significa aumentare la qualità del servizio e ridurre i costi per il cittadino. Conta questo, non altro. E non è comunque finita qui. Tra PNRR, nuova programmazione europea e leggi di bilancio, nei prossimi anni avremo uno stanziamento di 2,7 miliardi di euro totali per la riqualificazione e il rafforzamento delle infrastrutture idriche nazionali, un investimento senza precedenti, necessario anche per fronteggiare la crisi climatica e rispondere alle esigenze dei cittadini. Però se ci sono le risorse ma mancano le condizioni minime per poter fare i lavori, allora saremmo davanti ad un grave problema di cui la classe dirigente attuale dovrà rispondere ai cittadini siracusani tutti, relegati ai margini di ogni servizio di qualità per meccanismi e dinamiche farraginose e, per certi versi, incomprensibili.
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Ampliamo l’analisi. Sappiamo del caro bollette e conosciamo la tragica realtà socioeconomica di Siracusa, cosa possono fare i nostri parlamentari per la provincia anche agendo in fretta data la povertà che avanza?
Sappiamo che è un problema nazionale e anche dell’Unione Europea. Da giorni stiamo chiedendo al governo un pacchetto di interventi che ponga un freno alla corsa al rialzo delle tariffe dell’energia e dei carburanti. Tutti siamo basiti davanti a questa speculazione senza precedenti e il Paese rischia la paralisi se si fermasse l’autotrasporto. Le parole del ministro Cingolani sono state chiare, ma adesso servono azioni conseguenti e della stessa forza. I cittadini devono avvertire in questa fase la presenza al loro fianco dello Stato. Tra le proposte avanzate dal M5S ci sono la rimodulazione delle accise e il ricalcolo dell’Iva. Il Consiglio dei Ministri sta lavorando a un decreto che spero non sia il solito pannicelli caldo. È necessario agire anche su quelle aziende che in queste settimane stanno accumulando extra-profitti mai visti, creando ad esempio un fondo ad hoc per sostenere in primis gli autotrasportatori senza dimenticare la sofferenza delle famiglie e delle imprese. Inoltre serve una forte azione contro la speculazione in corso, perché la domanda è rimasta costante e l’offerta è addirittura aumentata. Per misure così drastiche torna naturalmente la forte necessità di un nuovo scostamento di bilancio, ma il governo pare non volerne sapere sebbene la sofferenza di famiglie e imprese sia al limite.
Ritiene possibile la ripercussione delle sanzioni sull’occupazione diretta e sull’indotto della Lukoil?
Al momento le sanzioni non hanno colpito il colosso petrolifero russo che si è espresso subito contro la guerra scatenata dal presidente della Federazione russa. Ma come ha denunciato Confindustria in questi giorni, alla situazione già critica dovuta alla pandemia prima e al processo di riconversione dopo, adesso si aggiunge una sorta di “razzismo” ingiustificato verso le aziende russe che rischia di innescare una grave crisi sociale nel nostro territorio. Invito tutti alla calma e alla riflessione perché comportamenti avventati rischiano di danneggiare solo noi.
C’è bisogno di più politica sul territorio davanti a un’intera popolazione sfiduciata fra covid, guerra e conseguente crisi socioeconomica che ancora durerà. Cosa ha deciso e ha in progetto il Movimento sapendo che è stato una speranza per un gran numero di elettori?
Tutte le condizioni che ha elencato sono quelle che contribuiscono, in verità, ad allontanare il cittadino dalla politica. Torna il fastidio verso i privilegi e quella frattura tra le necessità percepite dalla gente come urgente e i tempi di risposta lunghi della politica. Il MoVimento ha sempre saputo intercettare, ascoltare le richieste dal basso, portandole sino ai palazzi del potere. Continuiamo ad attirare ironie e commenti feroci degli altri partiti perché temono che, ancora una volta, il nostro essere dalla parte della gente possa rovinare il gioco del potere precostituito. Stiamo attraversando una fase di cambiamento: da forza di opposizione a forza di governo, la gestione dei due anni di pandemia. Sono cose che hanno fatto venire meno le occasioni di confronto e dibattito, soprattutto sui temi locali. Nei prossimi mesi, con la definizione della nuova organizzazione guidata dal Presidente Conte, sarà una delle sfide principali. Un ritorno alle origini, alla forza che ci arriva dall’essere persone tra le persone ma, adesso, forti di una maggiore esperienza con il ‘sistema’ a cui comunque non ci siamo conformati; ora ne conosciamo di più, e da vicino, storture e assurdità da correggere. Il M5S deve tornare a essere punto di riferimento per quei cittadini siracusani che hanno sempre apprezzato chi spiega e rende conto della propria attività ascoltando problemi e richieste, senza la trafila delle polverose segreterie politiche. Avremo fatto degli errori in questi anni, ma sempre in buona fede. E non ci hanno mai lasciato indifferenti, perché a differenza di altri avvertiamo il peso della responsabilità affidataci dai cittadini. Mi permetterà di ricordare che abbiamo fatto tante cose positive, come le misure di sostegno alla coesione sociale, gli incentivi per una ripresa economica che guardi alla tutela dell’ambiente. Dialogheremo con altre forze politiche, se si vuole estendere il discorso alle amministrative. Bisogna tracciare un percorso comune che sappia tornare ad offrire ai siracusani una valida opportunità politica.

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