Da pochi giorni l’esercito di Putin ha invaso la nazione ucraina; da decine di anni non avveniva un conflitto così vicino a noi e la preoccupazione è grande. Piazza Archimede, sabato 26 febbraio 2022, va riempiendosi. Gli studenti sono numerosi: non è un giorno di calia ma di profonda e sentita partecipazione. In televisione alcuni servizi hanno fatto vedere come in Ucraina loro coetanei, riuniti nelle aule più ampie delle scuole, venivano istruiti all’uso della armi per “difendere la patria”: immagini ora impresse nella memoria. Oggi quella che potrebbe essere una generica manifestazione per la pace ha un significato ben diverso: la guerra torna a insanguinare luoghi che potrebbero essere considerati mete di un’eventuale gita scolastica. Gli studenti iniziano a organizzarsi per cantare, altri per gridare slogan. Più tempo passa e più la piazza si riempie: ora si vedono politici, sindacalisti e bandiere di partiti e associazioni. Ci si scambiano le proprie opinioni in piccoli capannelli.
I “meno giovani”, non più abituati a gridare e vociare come fecero nei loro anni d’oro, quelli ricchi e unici degli anni ’70, osservano quel mondo colorato a volte, forse troppo spesso, accusato di essere indifferente ai drammi della storia. Che invece oggi è qui, a dire la propria indignazione.
I ragazzi urlano slogan con un megafono: “Contro la guerra, viva la pace, Siracusa città di pace…”, poi insieme al sindaco si canta “Immagine” che tutti conoscono bene. Così sale un grande coro anche affiatato, per nulla stonato. Adesso, sale più compatta la freschezza umana di questa giornata fra giovani e più attempati.
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Alcune donne ucraine raccontano di loro: “Sono Anna, provengo da Odessa e vivo qui dal 1995, ho parlato stamattina con i miei parenti, loro stanno a casa, hanno paura per gli spari che si fanno sempre più frequenti”. Si avvicina Svetlana è un’altra ucraina di Kiev, vive in Italia da 24 anni: “Putin ha sempre detto che mandava aiuti umanitari in Donbass invece erano treni carichi di armi e carri armati”.
Il Donbass non vuole essere russo?
No, non vuole l’annessione con la Russia, sono tutte bugie anche se vi sono tanti russi e filorussi è una minoranza. Tanto di quello che si parla dell’Ucraina è falso, non si vuole Putin. Sono arrabbiata verso questo dittatore, ho saputo che ci sono state manifestazioni contro la guerra a Mosca e 1.400 russi sono stati arrestati. Ho amici russi che sono contro il governo di Putin. Ucraina non merita questo, siamo stati invasi prima in Crimea che con un referendum fasullo è stata ammessa alla Russia di Putin”.
Sicura?
“So da conoscenti che in alcuni Comuni quasi nessuno è andato a votare al referendum”.
Islana è presidente di un’associazione di scambi culturali italo-ucraina e continua:
“Mio fratello ieri notte voleva fuggire con altre persone dalla guerra, ma non può, verrebbe fermato alla frontiera con i suoi cinque bambini in auto perché gli uomini da 18 a 70 anni non possono lasciare il paese, sono chiamati alle armi. Ma lui non è un militare e non lo vuole fare. È come la seconda guerra mondiale tutti sapevano, però vogliono tenere il popolo ignorante. Qui voi dovete sempre manifestare contro la guerra, perché oggi tocca all’Ucraina, domani non sappiamo. Alcuni non credono a quello che succede, mi dicono che sia un teatro, una finzione, invece cadono davvero le bombe e muoiono persone. Ho saputo che c’è sempre più difficoltà per il prelievo di contanti ai bancomat, di cibo, benzina e altro. L’obiettivo di Putin è quello di rovesciare Zelensky il presidente che gli ucraini hanno eletto e mettere su uno Stato servo con Viktor Janukovyč l’ex presidente filorusso, un grande corrotto che si fece tanti soldi sulla pelle degli ucraini e ora vive in Russia.
E poi ci sono gli altri pericoli.
A cosa si riferisce?
A Chernobyl, pensi se viene bombardata la centrale e fatto saltare il sarcofago che copre il reattore nucleare esploso. Sa che la zona attorno per chilometri è ancora abbandonata perché tuttora molto carica di radioattività…
La discussione prosegue fra loro quattro ucraine e con una ragazza di madre ucraina nata in Italia: è vestita con un abito di festa della nazione. Mi dice:
Mi sono giunti tanti messaggi sui social e anch’io ho fatto così.
Hai parenti lì?
Si, anche se sono nata qui e mia madre è morta, sono sparsi in tutta la nazione e sono preoccupata.
Intanto la manifestazione si spegne e si raccolgono le bandiere. È stata una bella e riuscita manifestazione per la pace. Domani probabilmente ne vedremo altre, quelle per gli effetti di quella guerra sulla nostra economia.
Arriveremo al razionamento di luce e gas? Saliranno i prezzi di tante merci? Anche da noi la guerra esiste è quella della sopravvivenza, della povertà. Un male certo minore rispetto alle tante vite stroncate ma con cui comunque si devono fare i conti.

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