MANUEL ATTARD, un fischietto siracusano internazionale

Nella finale di Coppa Italia di basket, disputata a Pesaro, c’è stato spazio anche per un figlio di Siracusa o meglio di Priolo Gargallo. Ci riferiamo a Manuel Attard, il fischietto che ha diretto appunto quella gara.

Innanzitutto da dove viene questo strano cognome, tronco della sua solita vocale?

Pare da antenati maltesi. Bisognerebbe chiederlo ai miei nonni

Chi è Manuel Attard?

Ho 36 anni, ho giocato a basket fino a 20 anni e poi ho scelto di continuare solo con la carriera di arbitro e quindi sono diventato arbitro nazionale, e da 8 anni mi prendo le mie soddisfazioni dirigendo le gare di serie A e da 4 anni quelle internazionali.

Ti sei abituato ai grandi appuntamenti sportivi o riesci ancora ad emozionarti?

Bè, l’emozione prima di una partita c’è sempre e spero di averla fino all’ultima partita della mia carriera, è una sensazione bellissima. Poi di solito, dopo la palla a due, svanisce tutto  e oramai con un minimo di esperienza che ho maturato,  riesco anche a godermi la partita e mi rendo conto di quanto sono privilegiato a vedere da così vicino certi giocatori e le loro incredibili prestazioni.

Venerdì prossimo dirigerai Israele-Germania, gara valida per le qualificazioni mondiali. Che sensazioni provi davanti ad un appuntamento così prestigioso? Quali le tue tappe più emozionanti?

Come in ambito nazionale è un onore portare il nome di Priolo e di Siracusa in giro per l’Italia, è altrettanto un onore in ambito internazionale rappresentare il proprio Paese. Per quanto riguarda la mia carriera da arbitro, le soddisfazioni maggiori – sia personali che della mia famiglia, che mi sta sempre accanto – sono state il traguardo della finale scudetto e adesso della finale della coppa Italia, di cui parlavamo prima.

Sugli spalti, a seguire Olimpia Milano-Tortona (finale vinta dal quintetto lombardo), c’era anche una tua vecchia conoscenza, e cioè Gino Coppa, che è stato per molti anni il tuo allenatore nella  Salusport Priolo, fratello del più celebre Santino. Quel Santino Coppa che con Priolo ha scritto pagine memorabile dello sport siciliano vincendo campionati e Coppa Campioni del basket femminile. Hai qualche ricordo particolare legato a loro due?

Si, Gino – hai detto bene tu – è stato a lungo il mio allenatore nella Salusport, mentre con Santino mi lega l’esperienza che abbiamo vissuto all’epoca appunto della Trogylos, dove mi allenavo spesso con la squadra femminile, vivendo bellissimi momenti, e quindi ho imparato moltissimo da entrambi i fratelli Coppa. Mi hanno insegnato soprattutto l’ importanza dei fondamentali e lo spirito di sacrificio. Inoltre Santino, sin dai miei primi passi di arbitro, mi ha sempre detto che avevo stoffa e che avrei fatto una bella carriera.

Ci aveva visto giusto allora. Sappiamo anche  che ti sono arrivati i complimenti di Sofia Vinci, capitano di quella storica formazione vincente.

Infatti. Sofia e sua mamma Gina, sorella di mio nonno Gaetano scomparso qualche anno fa, sono due mie fan sfegatate, voglio molto bene ad entrambe.

Sei considerato uno dei migliori arbitri italiani di pallacanestro e in questo ambito si stanno imponendo pure i tuoi fratelli Marco e Luca, arbitri anche loro, neo promossi in Lega Due. Cosa ti senti di dir loro?

Marco e Luca dall’anno scorso calcano infatti i parquet della L2 maschile e della A1 femminile, e ancora hanno molto da imparare, poiché il passaggio dall’arbitraggio doppio al triplo non è immediatamente semplice da incamerare, ma sono sulla strada giusta e spero per loro di essere un esempio positivo, anche se principalmente sono un rompiscatole, perché mi piace essere un perfezionista.

E per finire parlaci dei tuoi prossimi obiettivi

I miei prossimi obiettivi sono quelli di continuare su questa strada, sia in Italia – con il campionato che riprende ad inizio marzo – che all’estero, con la gara di qualificazione ai mondiali di venerdì prossimo a Tel Aviv fra Israele e Germania. E poi non disdegnerei affatto di aiutare i nuovi ragazzi che si affacciano al mondo arbitrale.

 

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