Rifiuti: dal compostaggio di prossimità ai centri del riuso. Le occasioni che la Città non può perdere!

Il Comune di Siracusa ha partecipato all’avviso pubblico approvato (finalmente) dalla Regione per implementare le attività di compostaggio; finalmente, perché come riferito nel nostro articolo del 26 ottobre scorso https://www.lacivettapress.it/2021/10/26/compostaggio-di-prossimita-dei-rifiuti-organici-nuovo-bando-regionale-inaccettabile-sbagliare-una-seconda-volta/, dopo aver esitato nel novembre 2019 il documento di programmazione attuativa 2019-2021 (Programma Operativo FESR Sicilia 2014/2020), nel giugno 2021 la Regione, nell’approvare la delibera per il nuovo avviso pubblico per la selezione e graduatoria delle domande dei Comuni, aveva scoperto di non aver stanziato nel bilancio le somme necessarie. Infatti solo il 18 ottobre 2021 si è potuto pubblicare il nuovo avviso con risorse pari non più a 18.604.160 euro ma a 12.939.172,69 (progetti da un milione e mezzo per i Comuni, come quello di Siracusa, di oltre 100mila abitanti).

Quindi per Siracusa la seconda imperdibile occasione dopo essersi lasciata sfuggire la prima nel 2019 per cause a noi sconosciute (le domande rivolte all’assessore Andrea Buccheri nell’ottobre 2021 su questo – come d’altra parte le molte altre – non hanno mai avuto alcuna risposta). E questa volta l’Amministrazione ha risposto positivamente evidentemente prendendo atto della reale necessità di implementare la pratica del compostaggio di prossimità  (in precedenza si era negato che a Siracusa ci fosse un problema di conferimento della frazione organica) dal momento che l’impianto di riferimento, quello della Sicula Compost, risulterebbe ormai saturo e d’altra parte non più adeguata la convenzione che il Comune ha sottoscritto con la società a causa della continua crescita della quantità di frazione organica differenziata da cittadini, per fortuna, sempre più coscienziosi.

Ora, nell’ambito del progetto “Siracusa composta” – elaborato dagli uffici stessi (ma non senza il sostanziale contributo delle associazioni che a Siracusa hanno a cuore il tema dell’economia circolare) e approvato il 18 u.s. dal rup Gaetano Brex – sarebbero già state individuate le aree dove allocare gli impianti, compresa la Casa Circondariale di Cavadonna, alcuni per il compostaggio di comunità altri per il compostaggio locale che prevede un’adeguata “formazione” dei cittadini.

Il passo successivo sarà dunque della Regione cui spetta la valutazione, e approvazione, finale.

L’auspicio è ora che l’Amministrazione mostri di aver invertito la rotta anche in merito a uno degli obiettivi prioritari sposati dalla comunità europea. Ricordando che non può limitarsi a raccogliere rifiuti ed avviare a riciclo ma è chiamata ad agire con strumenti specifici per contrastare il fenomeno dell’aumento dei rifiuti urbani e assicurare un costante processo di riduzione dei rifiuti prodotti, attraverso la promozione di una nuova cultura del riuso dei beni basata su principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale.

È quindi il tempo di pensare ai centri del riuso su cui il nostro ritardo è davvero preoccupante.

Una realtà (altrove) forse troppo “avanti” per la sonnacchiosa Siracusa?

Ma cosa sono i centri di riuso?

I centri di riparazione e riuso sono strutture attrezzate dove i cittadini possono consegnare beni prima che gli stessi siano conferiti nei centri di raccolta quali rifiuti. Tali strutture, sono presenti in molte Regioni e si integrano con le attività di raccolta effettuate presso i centri comunali di raccolta dei rifiuti già attivi sul territorio, al fine di poter intercettare il maggior quantitativo di beni ancora utilizzabili. Le finalità dei centri di riuso sono anche la creazione di una struttura di sostegno per fasce sensibili della popolazione e di nuove opportunità di lavoro per persone disoccupate, disabili o svantaggiate.

Allungare la vita degli oggetti per evitare il più possibile che diventino rifiuti e il riutilizzo di beni a favore della collettività è l’unico efficace strumento in grado di cambiare i paradigmi produttivi e consumistici, orientandoli verso logiche circolari.

Un recente censimento, volto alla stesura di una mappa dei centri di riuso, ne ha censito almeno 180 con un 40% presente nelle regioni più “propositive e ricche di iniziative” in quest’ambito: Lombardia ed Emilia Romagna seguite da Toscana e Umbria. Ma qualcosa si muove anche in Sicilia: Caltanissetta, Catania, Ragusa, Caltagirone, per citare solo alcuni comuni che ne hanno compreso, al di là dei vantaggi immediati nell’ottica della riduzione dei rifiuti, l’importanza sociale tanto nell’andare incontro al fabbisogno delle fasce più fragili della popolazione sia nelle nuove opportunità di lavoro per persone disoccupate, disabili o svantaggiate. I laboratori di recupero sono infatti luoghi dove si insegnano e si imparano mestieri, così come d’altra parte la loro gestione potrebbe essere affidata a cooperative di giovani.

Anche a Siracusa si è cercato di promuovere tale iniziativa anche perché l’allestimento e la gestione di due centri di riuso da parte del Gestore entro il terzo anno dall’avvio del servizio sono previsti dall’attuale Capitolato d’appalto.

A settembre scorso, il Comitato Città di Siracusa per la raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore, istituito dall’articolo 4 della legge regionale n.9 del 2010, ha segnalato all’Amministrazione tra le linee di finanziamento del PNRR la possibilità di presentare progettualità per la “realizzazione di strutture destinate al riutilizzo di beni in disuso, che affiancati ai centri di raccolta intercettano e rimettono in circolazione oggetti riutilizzabili attraverso punti di distribuzione”. I centri di riuso e recupero, quindi.

Il Comitato Città di Siracusa – ben cinque mesi prima della pubblicazione del bando, ha chiesto all’Amministrazione “un immediato incontro per costituire un gruppo di lavoro tecnico amministrativo” finalizzato alla presentazione delle proposte.

Ma in verità il Comitato è andato ben oltre, da una parte acquisendo la disponibilità del Commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Siracusa – non solo alla proposta di utilizzo dell’edificio di Via Necropoli del Fusco ma anche ad essere partner della stessa proposta da presentare “considerato il carattere esemplare e la valenza ambientale e sociale nonché l’elevato interesse pubblico dell’intervento” -, dall’altra dichiarando una disponibilità a impegnarsi nell’elaborazione progettuale. Tutto su un piatto d’argento quindi.

La risposta dell’Amministrazione non è arrivata e i tempi non sono più compatibili con la presentazione di progetti per la Missione 2 del PNRR. Ma l’obbligo per l’amministrazione di individuare due siti da adibire a centri di riuso resta. In caso contrario il gestore TeKRA non potrà adempiere ad obblighi precisi previsti nel Contratto.

Fino a quando l’assessore Andrea Buccheri non ci stupirà con qualche bella novità, non resta che constatare con amarezza che le continue sollecitazione da parte del deputato Paolo Ficara a cogliere l’opportunità del PNRR non servono a nulla, o forse a poco. Anche quando sono le persone comuni, i volontari, a fare tutto il lavoro

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