Dalle opportunità del PNRR all’ipotesi del nucleare: intervista a Paolo Ficara (M5S)

Onorevole Ficara, più volte lei interviene sulle opportunità offerte dal PNRR, svolgendo anche un’eccezionale e puntuale attività di informazione, sempre stimolando le amministrazioni locali a elaborare per tempo progetti che hanno tempi estremamente ridotti rispetto al momento di pubblicazione dei bandi. Eppure le nostre amministrazioni non sembrano ancora in grado di recepire i suoi inviti. Cosa pensa in proposito?

Spero che tutti i Comuni del siracusano sappiano tirare fuori il meglio e partecipare a quanti più bandi possibili del PNRR, assicurando alle loro comunità risorse preziose per recuperare gap spesso infrastrutturali. Sollecito gli amministratori locali, li informo sui bandi pubblicati e per chi chiede maggiori informazioni sulle modalità per la presentazione dei progetti sono sempre a disposizione. Anzi, approfitto per ricordare ancora una volta agli amministratori che questo è l’anno del PNRR, il momento di rafforzare settori ed investimenti locali grazie ai bandi che, di settimana in settimana, vengono pubblicati dai Ministeri. Dalla rigenerazione urbana, al rifacimento delle reti idriche, alle infrastrutture a supporto della raccolta differenziata: sono solo alcuni degli ultimi bandi pubblicati. È evidente che per la provincia è una occasione da non perdere. Il PNRR è un treno che passa solo una volta nella storia. Conosciamo lo stato delle nostre periferie, l’offerta di servizi sociali come gli asili nido, la dispersione di acqua nella rete idrica (tra le più alte d’Italia), il triste fenomeno delle discariche abusive e dell’abbandono di rifiuti. La disponibilità di progetti o la capacità di dotarsene a breve permetterà ai Comuni del siracusano di riuscire a mettere in campo tutte quelle iniziative necessarie per correggere cattive abitudini del territorio e carenze strutturali che, ogni giorno, presentano un pesante conto ambientale alla collettività.

Ma è proprio questo il nodo cruciale: per molti enti locali del territorio è davvero ridotta la capacità di predisporre progetti attraverso figure interne, come nel caso del Comune di Siracusa. È l’effetto delle politiche messe in campo dal 2008 sul blocco del turnover e delle nuove assunzioni. Dal 2019 questo blocco è stato superato, ma è ovvio che per rimettere in piedi una macchina invecchiata così tanto ci vuole tempo. Ma non ne abbiamo perché la messa in campo delle importanti risorse del PNRR richiede un pieno coinvolgimento degli enti locali. E se gli enti locali sono privi di personale qualificato, non riusciranno a produrre lo sforzo progettuale richiesto con il rischio di perdere ingenti risorse. Da qui il paradosso che il PNRR, nato per ridurre i divari territoriali, alla fine rischi di aumentarli. Già con il governo Conte II avevamo stanziato cifre importanti per assunzioni straordinarie nei nostri enti locali. Purtroppo il bando, predisposto successivamente dal Ministro Brunetta, è stato un mezzo flop. Nonostante questo, alcune figure sono giunte, come le nove professionalità a supporto del Comune di Siracusa o il tecnico a servizio dell’ex Provincia. Una task force che deve diventare il motore del PNRR a Siracusa, in attesa di potenziamenti ulteriori. Ma ritegno che sarebbe servita una struttura centrale di monitoraggio, o più strutture periferiche, fatte di professionisti in grado di mettersi a disposizione degli enti locali per cercare di raggiungere gli importanti obiettivi di crescita che il Mezzogiorno non può farsi sfuggire.

Sono in corso progetti di legge per aprire a investimenti sulle bonifiche o si finirà come Taranto?

Non abbiamo completato le bonifiche e intanto c’è già la transizione ecologica che bussa alla porta. La sensazione è che il nostro territorio abbia perso un tempo, per usare una metafora sportiva. Le bonifiche sono il segno più evidente del fallimento della politica locale degli ultimi trent’anni. Certo, ci sono gli accordi di programma rivisti negli anni. Potremmo aggiornarli e renderli attuali, prevedendo le giuste somme e procedendo allo stanziamento. Come emerso anche nel corso del recente confronto “Il quadrilatero industriale tra passato, presente e futuro”, i privati hanno già completato buona parte di ciò che era di loro competenza. Purtroppo quello che è mancato in questi anni è il ruolo del pubblico.

Lì praticamente è quasi tutto fermo, e questo non è accettabile: non è solo dannoso dal punto di vista della salute e dell’ambiente, ma è un freno allo sviluppo dell’intera provincia. Poi c’è la questione della bonifica della rada di Augusta. Vorrei ricordare che nel marzo 2021 si è conclusa la conferenza dei servizi e a metà aprile è stato firmato il decreto che impone la bonifica della rada. La bonifica si deve fare. Punto. Le risorse per lo sviluppo del progetto di bonifica sono già disponibili (circa 4 milioni di euro). Ispra e Cnr stanno completando la caratterizzazione e poi si procederà alla progettazione, il cui soggetto attuatore sarà la Regione. Nel frattempo non stiamo a guardare, perché ci stiamo muovendo affinché vengano utilizzate le migliori tecnologie oggi disponibili. D’altronde, in dieci anni molto è cambiato in materia di dragaggi e attività similari in mare, con tecniche innovative e rispettose dell’ambiente. È possibile, quindi, coniugare risanamento ambientale e tutela delle attività industriali. Quanto allo sviluppo sostenibile, ho di recente colto buone volontà in Confindustria a Siracusa, ma anche passaggi critici da chiarire. Sono fiducioso per il futuro dell’area industriale siracusana. Ma dobbiamo tutti assumere la responsabilità del ruolo che, ciascuno per sua parte, rivestiamo. Il momento è serio, serve serietà da tutte le parti. Sono certo che non mancherà.

È importante in questo momento storico per il Movimento e per la realtà siracusana dichiaratamente delusa dai politici una formazione che vada oltre: organizzata per attrarre con iniziative culturali, economiche, sociali?

La partecipazione e il coinvolgimento del cittadino è sempre stato un nostro carattere distintivo, sin dalle origini del Movimento 5 Stelle. La fase di cambiamento che stiamo attraversando, da forza di opposizione a forza di governo e soprattutto i due anni di pandemia, hanno fatto venire meno le occasioni di confronto e dibattito, soprattutto sui temi locali. Nei prossimi mesi, sperando nell’allentamento della pandemia, sarà questa una delle sfide principali. E torneremo ad essere punto di riferimento per molti cittadini che hanno sempre apprezzato chi spiega e rende conto della propria attività ed ascolta problemi e richieste, senza la trafila delle polverose segreterie politiche. Dialogheremo anche con altre forze politiche, se si vuole estendere il discorso alle amministrative. Bisogna tracciare un percorso comune che sappia tornare ad offrire ai siracusani una opportunità politica valida.

Parlare del salario minimo è al sud importante ma proclamare ciò ai quattro venti senza risultati non si ritorce sul Movimento?

Alcune battaglie giuste vanno condotte, anche se non si hanno i favori del pronostico e i numeri sono contro. È successo spesso in questi quattro anni, ma il M5S ha sempre cercato di fare le cose nell’interesse del cittadino e non guardando al ritorno elettorale. Prenda il Reddito di cittadinanza. Ci accusavano che fosse “voto di scambio”, quando invece era semplicemente la volontà di avere anche in Italia una legge e uno strumento in grado di combattere la povertà e ridare dignità e speranza a migliaia di padri e madri di famiglie. Al netto dei furbetti, che vanno perseguiti e puniti. Ma spesso chi prende il reddito non vota il M5S, vota altri partiti o addirittura rinuncia al voto stesso.

Sul salario minimo si tratta di una questione di civiltà. L’Italia è l’unico Paese dell’Ue in cui, negli ultimi 30 anni, il salario medio dei lavoratori è diminuito. La crisi prodotta dall’emergenza epidemiologica in atto ha colpito in modo particolare i settori caratterizzati da un’elevata percentuale di lavoratori a basso salario. Oltre 4,5 milioni guadagnano meno di 9 euro lordi l’ora e, di questi, 2,5 milioni non arrivano a 8 euro l’ora. Sul tema continueremo ad insistere perché è necessario e giusto, non perché ci porterà voti.

Vi sono i famosi ministri tecnici che hanno e stanno portando avanti questioni molto discutibili come le piattaforme a mare in Sicilia, il nucleare che potrebbe interessare la regione per le scorie, ecc. Il movimento come si muove rispetto a ciò che è in contrasto con i dettami dellUe ora anche dei 5S quello del 2050?

Immagino si riferisca al Ministro Cingolani, con il quale spesso il M5S non condivide la “visione”. Però vanno chiariti alcuni aspetti perché magari alle volte si fa confusione e si arriva a conclusioni sbagliate e superficiali. Per quanto riguarda le trivellazioni, il ministero ad oggi non ha autorizzato nulla, è stata la Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) a rilasciare un parere favorevole su domande presentate prima che fosse approvata la moratoria. La moratoria fu introdotta grazie al M5S, in modo tale da definire il nuovo “Pitesai”, cioè il Piano delle aree idonee alle trivellazioni, che penso verrà adottato a brevissimo. Sulla questione del nucleare, voglio sgombrare il campo da ogni dubbio: il deposito delle scorie non si farà in Sicilia. Le isole sono quelle che hanno l’indicazione più bassa tra le aree possibili. Ma un deposito va fatto, perché già oggi ci sono migliaia di mc di rifiuti radioattivi stoccati in Italia ma in siti non idonei dove è molto pericoloso lasciarli, perché a rischio idrogeologico o sismico per esempio. L’Italia deve individuare un sito nazionale e lì costruire il deposito nazionale che sarà uno. Sulla questione generale e le indicazioni dell’UE, il M5S lo ha detto con chiarezza: il nucleare e il gas non fanno parte di quel futuro di cambiamento, sostenibilità e tutela ambientale che va incentivato con i soldi dei cittadini, con il denaro pubblico. Da mesi stiamo spingendo affinché gas e nucleare non rientrino tra le attività considerate eco-compatibili, e quindi da incentivare, in base al regolamento Ue sulla tassonomia. Nucleare e gas sono la strada sbagliata, sia dal punto di vista dell’indipendenza energetica che dei costi, e purtroppo il caro-bollette di questi mesi ce lo ricorda ogni giorno. Anche grazie al PNRR dobbiamo correre sul fronte delle rinnovabili.

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti