Due ore di fila prima di poter accedere all’area del Centro di raccolta differenziata di Targia. Di sabato. Certo non il modo migliore per spendere il proprio tempo che in molti avvertiamo come un bene prezioso, da non sprecare, da utilizzare al meglio. E il meglio non è conferire la differenziata. Ma si deve fare. Se si è cittadini coscienziosi, se ci sono ingombranti che non è il caso di gettare nel carrellato dell’indifferenziato, se si vuole risparmiare sulla Tari (decisamente gravosa) e non si è riusciti a intercettare il giorno dei CCR mobili che sono una grande comodità. Più vicini a dove si abita e certamente un po’ meno affollati (siamo infatti davvero sicuri che quanto si spende di carburante per raggiungere la Targia o l’Arenaura – più la fatica, più il tempo impiegato – non sia pari o superiore al risparmio sul tributo? Il dubbio amletico di tanti!).
E quindi ci si ritrova in fila. Ma quanto sono lenti? Ma che fanno là dentro? Ma quanto sono pazienti le persone in attesa? Meriterebbero un premio! Viene voglia di tornare indietro ma l’automobile quasi strabocca, a casa gli spazi sono ridotti e non c’è la possibilità di aspettare i giorni del conferimento dei diversi rifiuti.
Ma poi davvero la Tekra raccoglie nei giorni stabiliti? Quante volte, pur rispettando i giorni, abbiamo visto nei giorni precedenti carrellati stracolmi e vuoti le ore prima della raccolta programmata? Misteri del sistema! Bisognerebbe avere il tempo di mettersi lì, nei pressi, a controllare cosa succede davvero. Il tempo. Ma il tempo non c’è e quando nessuno controlla, in genere succede di tutto.
Finalmente il piazzale! Certo scoperto, non riparato dalle intemperie, senza i “servizi” necessari per chi deve stare ore in attesa. Ma la novità (in realtà non lo è più ma non sempre è stato così) del modulo (?) da compilare, al buio!, inserendo nome e codice fiscale. A che serve? Possibile che non si riesca a trovare un mezzo più rapido? L’addetto deve poi ritrascrivere sul foglio le quantità dei diversi rifiuti? Ma non è tutto già automatizzato? Un altro mistero.
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E poi c’è il mistero più misterioso: oltre l’operatore nel casotto gli altri tre, “eleganti” nelle loro nuove tute con la banda riflettente, che chiacchierano amabilmente per i fatti loro con le mani in tasca, che ogni tanto però, è vero, ti danno qualche indicazione: la plastica dura di là; quella no, non si pesa; l’altra di qua (vicino al cancello, scomodissimo! Il cassonetto non si poteva mettere più vicino, dov’era prima? Semmai al posto di quello del legno: si conferisce più plastica o più legno? Un misterino piccolo piccolo… come quello dell’alluminio che non ha una raccolta a sé stante e che molti si ostinano ancora a separare in casa e a riunire quando si conferisce perché così è) … Insomma quei tre, che stonano con la loro serafica tranquillità mentre i cittadini si affannano a scaricare (le auto) e a caricare i rifiuti in carrelli del supermercato per raggiungere i cassonetti, non potrebbero dare una mano almeno a depositare i pesanti sacchi? Perché deve fare tutto il cittadino? Carica il proprio mezzo a casa, si mette rassegnato in fila, fa la spola dalla macchina al bilancione in un via vai ininterrotto fino a svuotamento automobile raggiunto, riempie i carrelli (pochi) all’inverosimile, inizia il via vai dal casotto ai cassonetti… e guarda, quei tre, che non fanno niente, che non si commuovono neanche se vedono qualcuno in difficoltà: chi con fatica, instabile, si arrampica sulla scaletta “del vetro” mentre con una mano porta la busta pesante, piena di bottiglie; chi perde rifiuti nel tragitto; l’altro che sposta un oggetto troppo voluminoso…
Perché, assessore Buccheri, ai centri di raccolta i cittadini devono fare tutto da soli? A cosa sono adibiti gli operatori che vi stazionano? Perchè per un servizio utile (anche al Comune e alla Società di gestione) si devono fare ore di fila? Perché il cittadino (anziano, con problemi) deve affrontare un’impresa ardua per attendere, scaricare sulla bilancina, ricaricare sul carrello, raggiungere i vari settori e scaricare (o lanciare) i sacchi negli scomodissimi cassoni senza NESSUN AIUTO da parte degli operatori? Perchè non si adottano disposizioni e modalità più efficaci? Perchè in tante città si può direttamente depositare il sacchetto in un cassonetto (comodo e alla portata) che te lo pesa automaticamente e ti rilascia la ricevuta?

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